Il nuovo Assessore, Pippo Gianni, ha già le idee chiare:
“I Consorzi ASI – prosegue Gianni – verranno trasformati in Agenzia, cui verrà affidato l’importante e delicato compito di sostenere l’imprenditoria locale e di promuovere le opportunità insediative dei nostri territori e di attrarre nuovi capitali dall’esterno”.
“I disagi manifestati da varie categorie produttive – ha detto Gianni – sono ancora più drammatici in Sicilia, dove peraltro si paga lo scotto di subire l’inquinamento delle raffinerie senza averne alcun vantaggio in termini di ritorno economico, a partire dal costo dell’energia che, nel nostro territorio, per carenze infrastrutturali, non riesce ancora a godere dei benefici effetti della liberalizzazione dei mercati. E’ anche per tale motivo che si rende ormai indispensabile ed indifferibile programmare le attività nel settore energetico, strategico per la nostra isola, puntando anche sulle energie rinnovabili e sui rigassificatori”.
A riprova della concreta intenzione di un’immediata attivazione di tali iniziative, l’Assessore Gianni ha già completato al propria squadra di diretta collaborazione, che lavorerà d’intesa con i Dirigenti Generali Giuseppe Incardona e Ignazio Sciortino, chiamando a capo dell’Ufficio di Gabinetto un dirigente di provata esperienza come Michele Sarrica che conosce bene l’Assessorato per essere stato in passato il Dirigente Generale del Dipartimento Industria.
L’Assessore ha già incontrato i Dirigenti dell’Assessorato ai quali ha trasmesso le proprie linee programmatiche per l’immediato futuro.
Quali sono i problemi che potrebbe comportare un rigassificatore qui? Le navi metaniere hanno un potenziale energetico enorme. Se nelle vicinanze della costa, per un incidente, dovesse spezzarsi e rovesciare in mare il gas il gas liquefatto, potrebbe cominciare una sequenza di eventi catastrofici. Il gas freddissimo, a contatto con l'acqua di mare, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube. Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa dell'aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente, la nube comincerebbe a mescolarsi con l'aria. Una miscela fra il 5% e il 15% di metano con l'aria è esplosiva. Il resto è facilmente immaginabile. Se questa miscela gassosa, invisibile e inodore, investisse una città, qualsiasi (inevitabile) scintilla farebbe esplodere la gigantesca nube.
Una “nuova filosofia oligarchica” sembra emergere dai primi atti del governo regionale Lombardo. A dare il via a questo nuovo corso sembra concorrere l’esternazione del neo assessore all’Industria, on. Pippo Gianni, sulle linee programmatiche del proprio assessorato. In un comunicato stampa, diffuso poco dopo il suo insediamento, l’assessore all’Industria ha indicato tra le scelte prioritarie, necessarie a far decollare l’economia isolana, il rilancio del settore estrattivo oltre che di quello manifatturiero, con la previsione di incentivi, anche fiscali, alle imprese. Il potenziamento delle attività nel settore estrattivo, insieme alle energie rinnovabili e ai rigassificatori, costituirebbe l’ossatura strategica del settore energetico. Ciò che sorprende è la reiterazione di un modello di sviluppo energetico, ancorato alle fonti fossili (petrolio e metano). Ci saremmo aspettati dal neo assessore l’avvio di una riflessione e di un impegno per la definizione ed il varo del Piano energetico regionale (che non riesce a venire alla luce da oltre 16 anni), in grado di fornire ai cittadini siciliani un quadro esatto delle risorse energetiche esistenti nella regione, delle materie prime disponibili e parzialmente utilizzate (gas algerino), dei programmi per un pieno sviluppo delle fonti di energia rinnovabile (fotovoltaico, solare termodinamico, biomasse, eolico ed altro). Invece l’on. Gianni, sceglie di incentivare le ricerche di idrocarburi, anche se nel pieno rispetto (non si capisce come) dell’ambiente e dei beni culturali.
Con un’inversione repentina, lo stesso esponente politico che aveva duramente condannato la decisione, assunta dall’assessore all’industria Marina Noè il 22 marzo 2004, del rilascio alla Panther Eureka dei permessi per la ricerca di idrocarburi nel bacino del Tellaro e nell’area degli iblei, diventa il fautore di una proliferazione delle trivellazioni nel territorio siciliano. Una scelta che smentisce clamorosamente le sue nette dichiarazioni del 2 aprile del 2005, quando definì la decisione del governo Cuffaro “un disegno irresponsabile che va bloccato per i danni irreversibili che recherebbe ad un territorio di incomparabile bellezza e per lo snaturamento della sua vocazione, incardinata su uno sviluppo agricolo di qualità, turistico e culturale. La concessione deve essere revocata”. Una posizione inequivocabile che riconosceva il diritto dei cittadini e delle istituzioni locali di essere artefici del loro destino, senza soccombere agli interessi delle società petrolifere; un orientamento che mirava alla salvaguardia dello straordinario territorio del Val di Noto e alla tutela di una realtà geografica ed economica come quella siciliana - ricca di intarsi paesaggistici, culturali e artistici unici, di processi si sviluppo innovativi e di qualità -incompatibile con le logiche predatorie dei cercatori di idrocarburi.
Una consapevolezza ribadita senza ambiguità al Forum contro le trivellazioni e per uno sviluppo compatibile, svoltosi a Noto il 9 aprile 2005, di fronte a decine di amministratori locali dei comuni dell’area di sud est, di esponenti di associazioni e di numerosi cittadini; una critica generale alle scelte del governo di centrodestra, ma anche del precedente governo di centrosinistra, che con la legge regionale 14/2000 aveva dato “libertà d’azione per le ricerche di idrocarburi” consentendo i successivi accordi con le società petrolifere e le autorizzazioni. Oggi l’on Gianni, ripudia queste posizioni e non tiene in alcun conto la tenace battaglia delle comunità locali, alimentando nuove fibrillazioni tra le lobbies del petrolio (quelle imprenditoriali e quelle trasversali della politica, del mondo sindacale, di alcuni organi di informazione). Rilancia le quotazioni di quella parte dell’apparato dell’assessorato all’industria (che ha dovuto mordere il freno per l’imposizione delle procedure VIA e VAS nelle aree delle concessioni), che nel corso di questa lunga e tormentata vicenda, è stato sordo ad ogni richiesta, sollevata dalla comunità locali, di verifica della liceità delle procedure utilizzate per l’avvio delle concessioni. Con disgustoso cinismo, da queste componenti dell’assessorato, sono subito giunte dichiarazioni, figlie di una cultura del territorio e della realtà dei processi produttivi approssimativa e utilitaristica.
Così, sfiorando delirio e malafede, l’inquinamento sarebbe solo il prodotto delle emissioni delle raffinerie e le estrazioni di greggio e il gas sarebbero innocue e forse farebbero bene all’ambiente. Secondo questi dissennati “soloni” dell’assessorato si tratterebbe solo di trovare un giusto equilibrio tra sviluppo industriale e l’immenso patrimonio artistico siciliano (dimenticando che quest’ultimo non è avulso dall’ambiente in cui è collocato e che nel territorio esistono altre realtà economiche, produttive e sociali) e si considera una pretesa il richiamo dell’Unesco a non deturpare (con la scelta devastante delle trivellazioni) l’ambiente. Una chiara manifestazione, dunque, di un profondo disprezzo verso le comunità che non vogliono subire il saccheggio dei loro territori, sacrificando la loro storia, i sacrifici, il lavoro di tante categorie produttive, all’altare di un business che non serve alla Sicilia e ai siciliani. Sono le stesse logiche che hanno ispirato l’on. Pagano, deputato nazionale del Pdl ed ex assessore ai Beni culturali del defunto governo Cuffaro, che, nel 2006, mentre si discuteva all’Ars della revoca delle concessioni gas-petrolifere in Val di Noto, affermò che beni culturali, oasi naturalistiche e beni ambientali potevano tranquillamente convivere con impianti di estrazioni di idrocarburi.
SENTI, SENTI COSA SCRIVE LA GENTE IN TEMPI NON SOSPETTI IN MERITO AL RIGASSIFICATORE ......
EH SI !!!! DOMENICA SERA IL CENTRODESTRA E ALCUNI ESPONENTI DEL COMITATO CAPEGGIATI DA PIPPO GIANNI, HANNO BUTTATO GIU'
Teniamo alta l'attenzione sui nuovi impianti nella zona industriale siracusana. E' proprio in estate, quando tutto sembra fermo, che partono le autorizzazioni, che si firmano gli atti che per anni hanno condannato questo territorio. Di danni ne sono stati già fatti molti ma non dobbiamo arrenderci
Il lato oscuro della Forza sta lavorando sublilmente per realizzare il suo progetto. L'impianto rigassificatore si farà nonostante sia contro la legge, nonostante le popolazioni di Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa siano costrette a sottostare ad un nuovo rischio. Dark Fenner "Garrone" ha già deciso ed in mezzo ci sono tanti soldi, quelli della Shell che non vuole rinunciare al business. Nonostante tutto e tutti...
Ecco le "prescrizioni" che il ministero dell'Ambiente impose per il rigassificatore di Brindisi, osteggiato tanto quanto quello di Priolo. Nonostante l'ottenimento della Valutazione di impatto ambientale, anche in quel caso non è stata rispettata la legge. Ovvero, come il decreto 334/99 prevede, occorre obbligatoriamente la consultazione della popolazione. Quindi, senza referendum anche a Melilli, tutto va bloccato. Per legge
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3. VIZI DEL PROVVEDIMENTO IN OGGETTO
3.1 Erronea applicazione della procedura semplificata di cui all’art. 8, legge 340/2000
Ovvero, l’art.8 è utilizzabile “solo in caso di riutilizzazione di siti industriali”.
Ma “il rigassificatore in oggetto è invece previsto in un sito marino” scrive il Ministero.
3.2 Mancata rimessione al Consiglio dei Ministri.
“Va evidenziato che nel caso in esame si è fatto ricorso, come detto, ILLEGITTIMAMENTE, allo strumento della procedura semplificata dell’art.8, legge 340/2000 o della conferenza dei servizi decisoria”.
Siccome, nell’ultima conferenza dei servizi del 14 aprile 2005 il ministero dell’Ambiente aveva espresso il proprio dissenso la decisione doveva essere attribuita al Consiglio dei Ministri.
3. 3 Omessa consultazione delle popolazioni interessate: violazione dell’art. 23 , d. lgs. 334/1999
“E’ tuttavia mancata in occasione della VIA (Valutazione d’impatto ambientale) la consultazione delle popolazioni interessate e l’acquisizione del loro parere (art. 23, comma 2, d. lgs. 334/1999)”.
Da notare che questa affermazione è un autogol perché
3.4 Mancato rilascio della concessione demaniale
“E’ ancora da acquisire la concessione demaniale per la realizzazione della costruzione in mare territoriale”
3.5 Mancata consultazione degli Stati firmatari dell’Accordo internazionale del 25 novembre 1999
Il rigassificatore offshore è stato autorizzato all’interno del Santuario dei Cetacei e l’accordo internazionale è quello firmato da Italia, Francia e Principato di Monaco, ratificato dall’Italia con la legge n. 391 dell’11 ottobre 2001.
Tale accordo prevede l’obbligo di consultazione con gli altri Stati contraenti per interventi così invasivi come quello di un rigassificatore nell’area marina protetta.
L’argomento “Santuario dei Cetacei” è stato oggetto del ricorso al Tar del Lazio da parte di Greenpeace Italia che ha denunciato lo Stato italiano per avere autorizzato un impianto industriale in un’area marina altamente protetta considerata, negli atti autorizzatori, “sito industriale”.
3.6 Violazione dell’art. 4, DPR 420/1994
In pratica mancano i pareri del Ministero delle Finanze per gli aspetti fiscali.
“Dunque tale concessione (autorizzazione ministeriale DM 23 febbraio 2006) dovrebbe ritenersi ILLEGITTIMA”
3.7 Soggetti pretermessi
Mancano le valutazioni di alcuni soggetti pubblici titolari di un interesse qualificato come l’Ente Parco Regionale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli coinvolto nel progetto e l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.
“Si rammenta che il procedimento amministrativo che si concluda SENZA AVER ACQUISITO IL PARERE DI TUTTE LE AMMINISTRAZIONI COINVOLTE deve ritenersi ILLEGITTIMO (Cons. Stato, sez. V, n. 3451/2004) per violazione procedimentale nella realizzazione dell’istruttoria”.
“La politica deve agire nel rispetto delle leggi dello Stato” sottolinea il Comitato che si dichiara fin da ora disponibile a far conoscere il documento a tutti, specialmente alle amministrazioni locali e regionali che continuano a sostenere il progetto OLT.