"Non sono preoccupato. Ieri non ho fatto nessuna marcia indietro". Così Silvio Berlusconi ha risposto ai giornalisti, durante la conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak, ad una domanda sui titoli dei giornali che riportavano le sue dichiarazioni di ieri contro la possibilità di indicare la condizione di immigrato clandestino come reato. "Non c'é stata nessuna marcia indietro" da parte mia sulla questione dell'immigrazione clandestina. "Ho solo espresso certe considerazioni, premettendo che era solo una mia opinione personale", ha detto Berlusconi ricordando che grazie al suo intervento le misure in questione sono state inserite in un disegno di legge, invece che nel decreto legge, dando la possibilità "al Parlamento di approfondire la materia e la sua fattibilità".
INTERVENTI PER FACILITARE RIMPATRI IMMIGRATI
Sono in preparazione "una serie di interventi ed aiuti" - anche alcune scuole - per facilitare le politiche di rimpatrio di cittadini "africani" che entrano illegalmente in Italia. Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak. Berlusconi ha aggiunto che sono "in agenda" anche una serie di incontri con i Paesi dai quali partono i flussi di immigrazione. "Come fatto nei cinque anni in cui sono stato al governo, riprenderò i contatti con i Paesi rivieraschi del Mediterraneo: penso anche all'apertura di scuole in modo da preparare professionalmente le persone che possono venire in Italia a darci una mano in settori occupazionali dove siamo deficitari". E' la proposta che il premier Silvio Berlusconi lancia nel corso della conferenza stampa al termine del vertice intergovernativo con il presidente egiziano Hosni Mubarak. "Il nostro scopo - aggiunge Berlusconi - è intensificare i tantissimi accordi che già esistono, aumentare la nostra presenza sul piano economico, penso a Eni, Enel e Finmeccanica, a diffondere il nostro know-how e la nostra grande ricchezza, che è il talento imprenditoriale. Insieme a loro possiamo portare benessere e sviluppo. Non è solo un dovere di solidarietà ma abbiamo anche la convenienza, perché solo diffondendo benessere potremo avere pace".
CARCERE PER CLANDESTINI? NON HA CONCRETEZZA
"Una norma che preveda il carcere per, mettiamo caso, 4 mila immigrati clandestini che entrano al giorno, vuol dire avere tantissimi magistrati capaci di operare, altrettante carceri dove ospitarli. E' un fatto che non ha nessuna concretezza". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa con Hosni Mubarak, torna sul reato di clandestinità ribadendo che, su questa materia, "il Parlamento è chiamato a dire la sua".
ISRAELE SOTTO ASSEDIO, DOBBIAMO RASSICURARLA
"Bisogna tenere presente che Israele si sente sotto assedio, minacciato da un leader di un Paese" che potrebbe dotarsi di armi nucleari. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Villa Madama con il presidente egiziano Hosni Mubarak, parlando delle difficoltà del processo di pace in Medio Oriente. "Tanto più Israele si sentirà rassicurata, tanto più noi europei possiamo persuadere lo stato ebraico a concessioni ai palestinesi", ha sottolineato Berlusconi, ricordando l'importanza del ruolo dell'Egitto e dello stesso Mubarak come fattore di moderazione nella complicata regione mediorientale. "Noi - ha proseguito Berlusconi - possiamo fare molto sul piano diplomatico. L'Italia èsempre stata politicamente vicina ad Israele, ma ha anche sempre avuto rapporti di dialogo ed amicizia con i Paesi Arabi, soprattutto quelli che si affacciano sul Mediterraneo". In questo senso il premier ha ricordato i rapporti di amicizia instaurati negli anni scorsi con leader e nazioni arabe mediterranee, e ha sottolineato come si era giunti alla "possibilità di rimpatriare quei cittadini africani in Italia che non sono passati dalla regolarità del loro ingresso". Ora - ha annunciato - sono stati calendarizzati altri incontri "per riprendere questo discorso". Ma i contributi che l'Italia può dare al processo di stabilizzazione e pace in Medio Oriente, ha spiegato ancora Berlusconi, "sono veramente tantissimi", sia con interventi sui giovani, l'università, la cultura, sia da un punto di vista economico perché l'Italia "ha grandi imprese private e pubbliche con un importante know-how, con scambi e atti di vendita commerciali ma anche con il know-how di ricchezza nazionale imprenditoriale, che è un vero talento, che deve essere tirato fuori, come portatore di benessere" in quei Paese.