Il Presidente del Consiglio ha dato disposizione al Presidente dell’ANAS, Pietro Ciucci, di procedere alla liquidazione della Società Stretto di Messina. Svuotata arbitrariamente dei finanziamenti assegnatile per le opere infrastrutturali del sud, costituirebbe un testimone imbarazzante e uno strumento giuridicamente valido in mano ai soci di minoranza: Regione Siciliana e Calabria.
La
conversazione di Berlusconi con Ciucci, come è del tutto evidente, non ha alcuna rilevanza giuridica. E’ però un importante segnale politico: il Governo centrale volge con decisione la barra al nord e si sottomette al ricatto della Lega.Che valore dare, invece, alla missiva d’indirizzo inviata qualche giorno fa dal Ministro Matteoli, organo di controllo, al presidente dell’ANAS?
Ma vediamo quali sono i contenuti economici, giuridici, strategici della società che si vuole liquidare .
L’art.9 bis della Finanziaria 2007 vigente, dice testualmente:
“Per lo svolgimento delle attività di programmazione, progettazione, realizzazione, valorizzazione di opere infrastrutturali, con particolare riguardo al sistema dei nodi logistici e intermodali relativo alla piattaforma territoriale strategica transnazionale Calabria-Sicilia e agli hub portuali di Gioia Tauro ed Augusta, Anas è autorizzata ad incorporare entro il 31 marzo 2008 la società Stretto di Messina S.p.A.rilevando le partecipazioni azionarie detenute da altri ….”.
Si è voluto riportare il testo letterale della norma perché merita un esame attento dal quale si rileva la nuova mission della società a suo tempo costituita al solo scopo di realizzare il ponte sullo stretto di Messina.
Che era un oggetto sociale, tutto sommato, limitato, anche se di grande impegno tecnico finanziario.
Anzitutto va rilevato che la società ha perduto la denominazione di società del Ponte sullo stretto di Messina, ma, d’altro canto seguendo pedissequamente la nuova determinazione dell’oggetto sociale, essa è ora Società Stretto di Messina.
Essa ha per oggetto lo svolgimento delle attività di programmazione, progettazione, realizzazione e valorizzazione di opere infrastrutturali, particolarmente quelle che riguardano i nodi logistici e intermodali della piattaforma territoriale strategica transnazionale Sicilia - Calabria.
Il che anzitutto significa che l’azienda di Stato ANAS, pervenuta al controllo della società per azioni Stretto di Messina, con l’ottantun per cento del capitale sociale (la restante quota di minoranza è rimasta ripartita paritariamente fra le Regioni Sicilia e Calabria), dovrebbe assegnarle il compito di programmare, realizzare e valorizzare le opere infrastrutturali riguardanti la piattaforma territoriale di Sicilia Calabria, nel quadro di una strategia transnazionale, nonché gli hub portuali di Gioia Tauro e Augusta.
Non è detto, ma è evidente, che fra le opere territoriali della piattaforma siculocalabra, in un’ottica strategica transnazionale, cioè europea, non può non essere compreso il manufatto che consentirà l’interconnessione del sistema logistico del centro Europa col Mediterraneo,per chiamarlo con nome e cognome, il Ponte sullo Stretto di Messina.
E’ del tutto ovvio che la società dello Stretto, in conseguenza di quanto detto poco più sopra, sarebbe chiamata ad assolvere compiti di grande rilevanza in una visione mediterranea delle politiche europee di buon vicinato nei confronti dei paesi frontalieri.
Giuseppe Salmè