Festa della Repubblica. Napolitano: "Il 2 giugno è simbolo e fondamento della democrazia del nostro paese"

02 giugno 2008
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La celebrazione della sessantaduesima Festa della Repubblica ha due protagonisti. Il primo, ovviamente, è Giorgio Napolitano, che insieme alla più alte cariche istituzionali va prima all'Altare della Patria, e poi assiste alla parata militare di via dei Fori imperiali. Il secondo è Silvio Berlusconi, che nel finale della manifestazione, assediato dai fan, si concede un vero e proprio bagno di follia, camminando tra la gente. 

Le parole di Napolitano. Il presidente della Repubblica invia una nota di saluto alle forze armate. Il 2 giugno 1946, vi si legge, è "simbolo e fondamento della democrazia del nostro paese". E ancora, riferendosi ai militari: "Essi costituiscono l'essenza del forte e convinto contributo che il nostro Paese fornisce alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità internazionale. Ed è in questa nuova prospettiva di apertura verso il mondo... che le forze armate... rinnovano il proprio fondamentale ruolo di custodi e garanti della Costituzione repubblicana, interpretandone il significato universale nelle innumerevoli missioni a sostegno dei diritti umani". Ieri, Napolitano aveva lanciato duro monito, in cui diceva "basta ribellioni contro lo Stato". 

Al Poggetto


La giornata del capo dello Stato. Oggi il presidente giunge al al Vittoriano accompagnato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa ("c'è consenso, al di la dell'alternarsi dei governi, intorno ad una idea nuova di patria") e dal capo di stato maggiore della Difesa Vicenzo Camporini. Passa quindi in rassegna il battaglione Interforze, schierato in piazza Venezia. Sulle scale dell'Altare della Patria a ricevere il capo dello Stato ci sono, tra gli altri, il presidente del Senato, Renato Schifani, quello della Camera, Gianfranco Fini ("il messaggio di Napolitano è alto e condiviso", ha commentato), il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente della Corte Costituzionale Franco Bile. Presente anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ricorda come questa sia "una Festa di unità nazionale". 

La parata militare. Dopo l'alzabandiera solenne, Napolitano lascia piazza Venezia per passare in rassegna le truppe: la sfilata, che comincia alla 10 e che si svolge sotto la pioggia, davanti ad alcune centinaia di persone, vede il passaggio 7.186 tra militari e civili. Viene ricordato anche l'elicotterista dell'esercito Filippo Fornassi, "caduto ieri nei cieli di Bracciano nell'adempimento del dovere", come sottolinea lo speaker della manifestazione: una frase accolta da un applauso del pubblico. La cerimonia si conclude intorno alle 11,30, con gli onori finali e il passaggio delle nove frecce tricolori. 

Berlusconi-show. E in coda, bagno di folla del premier: parte parte della folla lo acclama, gli grida "Silvio santo subito", assediando le auto presidenziali; lui prima resta nella macchina blindata, poi decide di uscire, sale sul predellino e risponde a grandi gesti all'abbraccio dei fan. E si incammina a piedi lungo via dei Fori Imperiali, mettendo a dura prova il nutrito servizio d'ordine.

Fonte: repubblica.it
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