Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PDCI, se n’è andato in America, è entrato nelle stanze dei bottoni a Cuba e in Venezuela, incontrando uomini importanti. Nulla da obiettare, anzi: più si va in giro e più s’impara, non si finisce mai. Diliberto lo sa, perché è colto, legge molto ed ama la musica. Ma una cosa è leggere e un’altra toccare con mano. Il network pubblico si è impadronito dalla notizia del viaggio e sul giornale di maggiore ascolto ce ne ha datop informazione, correttamente, con dovizia di particolari.
Il servizio, stringato quanto al diario del viaggio – un vero peccato - ci ha regalato una intervista del capo dei comunisti italiani, nella quale con pacatezza e un’aria severa e compresa, Diliberto ha rivelato ciò che ha appreso a Cuba e nel Venezuela. In questi paesi, ha detto, la civiltà politica sta compiendo passi da gigante; sono stati risolti in modo originale e soddisfacente problemi altrove rimasti insoluti o, addirittura, ignorati, come i diritti umani e la giustizia sociale.
Da quelle parte, infatti, secondo Diliberto tutti hanno quello che occorre senza discriminazioni né patemi d’animo. Le rivelazioni di Diliberto – è lui stesso a precisarlo – sono destinate ai comunisti e ai socialisti italiani; eccezionalmente possono giungere alle orecchie dei progressisti, dislocati in altre aree politiche. Riformisti, veltroniani buonisti o democratici cattivasti, non saprebbero che farsene. Escludiamo che questi ultimi abbiano a risentirsi; da qualche anno a questa parte, da quando i consensi elettorali sono spariti, Di liberto non gode di grande considerazione. La qualcosa appare ingiusta, ma le responsabilità sono anche di Diliberto, il quale non degna nemmeno di uno sguardo gli avversari politici, diventati una folla. Un atteggiamento inconsueto, che trova una giustificazione negli eventi elettorali.
A causa di essi, il segretario del PdCI ha maturato la convinzione che tutti i guai del suo partito siano dovuti al fatto che non ci sono comunisti in Italia. Non è che non ce ne siano, ci sono e non vogliono farsi riconoscere. Quegli imbecilli dei compagni dei rifondaroli infatti lo hanno costretto a presentarsi alle elezioni senza la falce e martello. Che potevano fare i comunisti veri, davanti a un tradimento di questa portata, se non punire chi aveva mandato il simbolo in soffitta. Come? Negando loro il voto e concedendolo a chiunque, perfino ai leghisti, purché non andasse ai traditori.Diliberto deve andare alla riconquista dei “compagni” attraverso iniziative “comuniste”.
Per questa ragione ha richiesto a Putin il rilascio della salma di Lenin, non più oggetto di adorazione da parte dei cittadini russi. Dissequestrare Lenin, e farne l’icona del nuovo corso comunista italiano, sarebbe stata innegabilmente, una cosa comunista. Portata la salma in Italia i comunisti avrebbero riscoperto di essere comunisti e fatto la fila per conciliarsi con le spoglie del Padre. La richiesta, com’è noto, è rimasta inevasa, ma resta il gesto.
Putin ha preteso spiegazioni dagli italiani e non avendone avute, è stato costretto a correre in Sardegna per riallacciare le relazioni con Silvio Berlusconi, e si è sentito protetto, tanto è vero che quando una giornalista russa gli ha chiesto se avesse perso la testa per una ragazzetta, Silvio ha fatto un gesto di chi imbraccia il kalashnikov , come a dire che quella domanda non andava posta. Putin si è rasserenato, non avrebbe dovuto temere rivalse da parte di Diliberto. Il diniego ha obbligato Diliberto a prendere le contromisure, così è stato organizzato il viaggio nelle Americhe, grazie al quale ha potuto raccontare al mondo che la democrazia fiorisce in Centro America, mentre langue in tante altre parti del pianeta.I viaggi dei comunisti, invero, destano ancora oggi delle perplessità anche negli ambienti comunisti.
Diliberto potrebbe faticare a farsi credere per colpe non sue. I compagni del PCI, una quarantina di anni fa, infatti, raccontavano la stessa storia di ritorno dall’URSS, che cioè c’era il paradiso della democrazia. E sarebbe andata avanti così per chissà quanto tempo, se Krushev non li avesse sbugiardati, rivelando che Mosca era un grande lager e il comunismo aveva ridotto a marionette uomini, donne e bambini.Altri tempi, comunque.
Chavez e la famiglia Castro non hanno niente a che vedere con Stalin. E allora perché corrono tante brutte cose sul conto di quei paesi? Non c’è dubbio, la cattiva fama di Cuba e del Venezuela è orchestrata dalle multinazionali statunitensi e dagli europei che non vedono di buon occhio il ritorno del comunismo. La stampa di regime nei paesi occidentali oscura la verità, e fa di paesi moderni, democratici, rispettosi dei diritti umani – Cuba o il Venezuela –esempi di dispotismo.
Il fatto che a Cuba il potere sia stato esercitato dalla famiglia Castro per più di mezzo secolo e che il fratello di Fidel, Raul, abbia ereditato il ruolo di lider maximo, è un segno inequivocabile della gratitudine che i cubani riversano verso i capi illuminati. Noi in Italia siamo messi male: una volta Berlusconi, l’altra Prodi e poi di nuovo Berlusconi al comando, non cambia niente.
Ogni tanto, le maglie dell’informazione pilotata si aprono a causa di qualche disattenzione o piccoli tradimenti dei subalterni, e arriva sui teleschermi la verità – il viaggio di Diliberto in Centro America - così veniamo a sapere che Cuba e il Venezuela sono le patrie dei proletari sparsi nel mondo, oltre che i luoghi della Democrazia, con la “d” maiuscola.
Forse Diliberto è una delle poche persone serie rimaste in Italia. E voi che continuate a criticarlo... Mi volete spiegare dove sta l'errore di Chavez e Castro? Sempre con le fettine di salame sugli occhi voi, eh? Comunque, viva la Sicilia antimafia, indipendente e rivoluzionaria!
Le fettine di salame sono un segno dell'opulenza occidentale ! Certo in Venezuela non le userebbero mai .
Se le mangerebbero come gli allafannati. Di nascosto al Partito ,però.
Diverso in Italia ove i salumi sono una specialità delle Rossa Emilia e Romagna.
Ed infatti fu essa ad offrire agli Italiani la più grande Mortadella di tutte.
Tra l'altro a lunga conservazione.
Comunque anche le persone serie come Di Liberto....possono peggiorare col tempo...e le avversità .
Forse Diliberto è una delle poche persone serie rimaste in Italia. E voi che continuate a criticarlo... Mi volete spiegare dove sta l'errore di Chavez e Castro? Sempre con le fettine di salame sugli occhi voi, eh? Comunque, viva la Sicilia antimafia, indipendente e rivoluzionaria!
L'errore sta nel finale di Tirannia .Accompagnato dall'incapacità realistica d'analisi che non ti permette d'accorgerti che "il sogno" della partenza alla fine ,per i tuoi concittadini ,era divenuto un'autentico Incubo.
Puoi fallire in economia .Ma allora cambi politica. Puoi anche governare un paese non ricco per natura. Ma allora organizzi gli scambi commerciali ,non ti metti a insultare il resto del mondo. Puoi anche fare accettare "momenti di sacrificio" ma non puoi negare AL TUO POPOLO tutte le Libertà in nome d'un Sacrificio permanente e senza fine.
Non puoi dire SEMPRE che "il risultato è dietro l'angolo"....e non arrivare mai a quell'angolo. Alla fine non ti crede più nessuno. Ed allora cominci a vietare le proteste ,i sindacati liberi ,la stampa libera ,i partiti ,l'opposizione.
E magari continui a pensare di essere "l'interprete genuino" degli interessi del popolo.
Il custode di una "Idea" che ormai identifichi con Te stesso.
Di Liberto verrà a raccontarci che consentire ai Cubani d'acquistare ,nell'anno 2008 ,il loro primo condizionatore d'aria è una "grande conquista" del socialismo sudamericano ? Ci proporrà lo stesso modello di sviluppo ?
I comunisti ,in nome dell'internazionalismo ,hanno sempre avuto psichicamente il bisogno d'un modello estero.
Per tanto tempo hanno avuto la Russia ,anzi l'URSS, solo una piccola minoranza guardò alla Cina.
Grandi Nazioni ,ma che ,stranamente ,non riuscivano a "decollare".
Però dalla Russia ,immensa e militarista ,impararono la prosopopea ,l'aria sicura ,tronfia ,l'atteggiamento pensoso di chi sa si essere associato ad una Ditta comunque Grande.
Arrivati al Venezuela ,con questo Chavez che censura i Simpson ,siamo per davvero alla burletta ,alla caricatura.
Fini non aveva lo stesso problema. La Destra "classica" da tempo non aveva più Nazioni-Guida.
E la caduta del Muro aveva colpito a morte la sinistra nel mondo. Fini ,indirettamente ,non aveva colto che vittorie : era caduta Yalta ,era crollato il comunismo. Lui non aveva motivi validi per il suo brusco cambio di casacca.
quello che dimenticano i comunisti di dire andando a visitare cuba è che in italia comprare un gelato o andare al mare non è ancora vietato A CUBA SI - dEMOCRAZIA????
Forse Diliberto è una delle poche persone serie rimaste in Italia. E voi che continuate a criticarlo... Mi volete spiegare dove sta l'errore di Chavez e Castro? Sempre con le fettine di salame sugli occhi voi, eh? Comunque, viva la Sicilia antimafia, indipendente e rivoluzionaria!
Come si vede che L´Italia e´stata generosa con questo signore, Quello che forse lui non sá quanti emigranti sono usciti nel dopo guerra, e si hanno fatto un culo ben grande per potere avere una miglior vita, per dopo stare sommerse alle follie di di questi suoi idoli, se tanto ci tieni perche il sgr. Diliberto non viene in Venezuela o Cuba e si viene a stabilire come cittadino ordinario?
Purtroppo e lo dico con molto dispiacere, perchè in Italia abbiamo bisogno di una opposizione che sappia fare il suo mestiere, dei comunisti non ne vogliono sapere più neanche i comunisti stessi. E prima ancora dei comunisti l'ha capito lo stesso Fini che ha preferito cambiare casacca prima ancora che Alleanza Nazionale facesse la stessa fine di Rifondazione Comunista & Co. I nuovi comunisti si stanno compattando al nord a fianco di Bossi, Calderoli, Maroni etc. Farà bene Di Liberto a guardare a loro prima ancora di andare a Cuba o in Venezuela.