Restano in carcere i 4 immigrati ai quali ieri un magistrato di Milano aveva contestato l'aggravante - fino a un terzo della pena - prevista per i reati commessi da stranieri clandestini.
Dietro le sbarre, dopo la convalida, restano così un ucraino e un moldavo accusati di furto aggravato, un marocchino a cui viene contestato il reato di spaccio di droga e un cileno 18enne accusato di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.
Solo la difesa di quest'ultimo ha sollevato l'incostituzionalità per l'aggravante contestata facendo riferimento all'art. 3 della Costituzione. Una questione alla quale il giudice però ha risposto in modo preciso: nella fase di convalida dell'arresto la questione appare irrilevante.
"Nella seguente fase del procedimento -ha detto il giudice in aula- appare irrilevante posto che il giudizio concernente la convalida dell'arresto può essere definito indipendentemente dalla risoluzione della questione prospettata dalla difesa" facendo riferimento alla questione di incostituzionalità.
Bisognerà dunque attendere il 6 giugno, giorno del processo per il cileno e il marocchino, per ritornare sul merito dell'aggravante contenuta nel pacchetto sicurezza. Per quella data l'avvocato del marocchino preannuncia che solleverà anche lui la questione di incostituzionalità facendo riferimento all'art. 3 della Costituzione