Frequenze tv, il Consiglio di Stato respinge il ricorso Rti (Mediaset) e chiama in causa il ministero delle Comunicazioni: "Applicate la sentenza dellUe su Europa 7"

31 maggio 2008
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E' il governo che deve decidere sull'istanza dell'emittente Centro Europa 7 in merito all'attribuzione delle frequenze, anche alla luce della sentenza della Corte Ue di giustizia che ha bocciato il sistema italiano di assegnazione delle stesse.

 

La VI Sezione del Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso in appello proposto da Rti (gruppo Mediaset) contro Centro Europa 7 per l'annullamento della sentenza del Tar del Lazio del 16 settembre 2004 "ritenendo - si legge in una nota del Consiglio stesso - la persistenza del dovere del ministero (delle Comunicazioni, ndr) di rideterminarsi motivatamente sull'istanza di Centro Europa intesa alla attribuzione delle frequenze di cui al decreto ministeriale 28 luglio 1999, anche in applicazione della sentenza della Corte di giustizia del 31 gennaio 2008".

La sentenza dei giudici europei, cui si richiama il Consiglio di Stato, aveva stabilito che il regime italiano sulle frequenze non rispetta le direttive comunitarie ed in particolare ''il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi''.

Al Poggetto

Europa 7 (Centro Europa7 srl) è una emittente tv che ha ottenuto dalle autorità italiane la concessione a trasmettere a livello nazionale in tecnica analogica ma non le sono mai state assegnate le frequenze, tuttora occupate da Rete4.

Allo stesso tempo, però, Rete 4 è legittimata, al momento, nel proseguire le trasmissioni. La VI Sezione infatti respinge il ricorso in appello di Centro Europa 7 ''per l'annullamento della sentenza Tar Lazio che aveva dichiarato inammissibile ed irricevibile il ricorso di I grado inteso all'annullamento dell'autorizzazione (decreto ministeriale 28 luglio 1999) a proseguire, con Rete 4, l'attività di radiodiffusione televisiva privata in ambito nazionale".

Per Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Partito democratico, ''la decisione del Consiglio di Stato riconosce finalmente e definitivamente il diritto a Europa 7 di avere le frequenze necessarie a trasmettere. Ora il governo non può rispondere in modo pilatesco''.

Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ritiene che la pronuncia del Consiglio di Stato è "la ragione per cui Berlusconi in fretta e furia voleva inserire nel decreto l'emendamento salva Rete 4". ''In un Paese normale, solo per questo fatto, sarebbe stato chiesto l'impeachment. Vorrà dire che ancora una volta investiremo la Corte di Giustizia e la Commissione europea affinché metta in mora definitivamente l'Italia che a queste condizioni - conclude Di Pietro - non merita, veramente, di stare nella Comunità europea".

La replica arriva dal ministro per l'Attuazione del progamma Gianfranco Rotondi che parla di strumentalizzazioni. ''Bisogna capire nel dettaglio la sentenza del Consiglio di Stato'', premette. ''Dispiace, però, che da parte di alcune forze politiche c'è stato immediatamente l'assalto strumentale contro Mediaset'', afferma il segretario della Dca.

Secondo Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, ''la sentenza del Consiglio di Stato è inequivocabile e taglia la testa al toro''. Mentre Di Pietro ''intende cavalcare la tigre della televisione per radicalizzare lo scontro politico e tener vivo un antiberlusconismo, per altro verso morente".

 

Fonte: adnkronos
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Anonimo 01 giugno 2008   11:51

Emilio Fede - vai a casa !!!!!

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