Chi incendia per noia, chi bastona per sfregio, chi finge la cecità per lo stipendio e chi mette le manette credendo di fare pulizia.

31 maggio 2008
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i fa fatica a capire: quattro ragazzi palermitani incendiano il bosco e spiegano di averlo fatto perché si annoiavano. Il centralinista “cieco” di un istituto di pena a Taranto arriva al lavoro per 24 anni a bordo di una automobile senza destare alcun sospetto sulla sua cecità. Il responsabile del raid al Vigneto - lo sfasciavetrine e bastonatore di immigrati - si costituisce, confessa di avere voluto punire un ladro di pelle scura in compagnia di alcuni picciotti che

Al Poggetto
si trovano per caso nel posto giusto con mazze e bastoni, e rimane in libertà. Alcuni impiegati napoletani coinvolti nell’emergenza rifiuti subiscono invece gli arresti domiciliari con il risultato che lo smaltitore di rifuti, l’unico, si ferma e mette in crisi il sottosegretario Bertolaso e la macchina dell’emergernza.

Tutte queste cose non hanno niente in comune, non c’è un filo conduttore che permetta di legare insieme gli episodi, nulla che possa farci capire. Ma questo è il Paese, non un altro. La sua parte in ombra, almeno. Facciamoci qualche domanda, dunque. Cominciamo dai ragazzi annoiati. Dobbiamo prenderla per buona? Immaginate questi ragazzi: si incontrano e s’interrogano su come trascorrere la giornata. Sbadigliano, non sanno che fare, ed allora ad uno di loro viene la bella idea di dare alle fiamme il bosco, così potranno vedere in diretta, live, il film degli alberi che bruciano.

Un reality fabbricato in casa. Eccitante, no? E se non si trattasse di noia? Se fossero stati mandati lì da qualcuno con la promessa di un lauto compenso? un bel gruzzolo di denaro per smaltire la noia? Magari all’origine c’era la noia. Che fare per cancellarla? Tante cose, ma servono i soldi…

Cecità, la vicenda tarantina sembra la metafora del libro di Saramago, dove tutti diventano ciechi, uno dopo l’altro, meno una donna.A Taranto per un lungo tempo hanno deciso di non vedere: Tutti quanti, senza essersi messi d’accordo tra loro.Durante i ventiquattro anni in cui il centralinista cieco del penitenziario ha guidato la sua vettura, parcheggiato l’auto all’interno dell’istituto di pena, scherzato, lavorato, parlato con i compagni di lavoro, tutti ciechi, meno il centralinista cieco. Cieco anche il medico gli aveva fatto il certificato medico.Il boss del Vigneto, infine.

Si è presentato al posto di polizia con l’avvocato e ha raccontato di avere punito l’autore di un furto, un marocchino. (non un marocchino vero, ma uno che aveva la pelle scura e e non poteva che essere marocchino) che sapeva tutto del furto di un portafogli ai danni di “persona molto cara”. Il piccolo boss ha rasicurato tutti che la politica non c’entra niente, né la destra né la sinistra; anzi a dirla tutta lui tiene per il Che, tanto che ha un tatuaggio del Che sul braccio.

Gli è passato per la testa di dare una lezione al marocchino e a tutti i marocchini che vivono nel quartiere insieme a lui, naturalmente a fin di bene, perché non si ripeta l’episodio del furto. Chje è anche uno sfregio e perciò andava punito.

Quel parlare schietto deve avere convinto chi l’ascoltava , tanto che l’hanno lasciato in libertà. I funzionari ed impiegati arrìestati nell’ambito dell’operazione “rompiballe” (mai titolo fu più azzeccato) non hanno avuto lo steso credito. Risultato: le montagne di monnezza si sono alzate invece che abbassarsi.La Campania da qualche tempo a questa parte non finisce di stupire.

Ha devastato l’immagine di Napoli, una delle più belle città del mondo, danneggiato in modo grave quella del Bel Paese; una delle sue Procure ha provocato la caduta del Governo ed ora crea enormi difficoltà al governo Berlusconi nell’operazione smaltimento. Il bello è che nell’annunciare i risultati dell’operazione “rompiballe”, il magistrato inquirente ha detto che avevano finalmente fatto pulizia. 

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Anonimo 03 giugno 2008   12:31

Secondo Giustizia questi ragazzi dovrebbero essere condannati a ripiantumare tutta l'area da loro devastata !

Perchè in Italia ,invece di multe e carcere ,non si passa anche a questo tipo di PENE.....PRATICHE ?

Non sarebbe questa Vera Rieducazione ?

Ti faccio aggiustare quello che hai "rotto". Non sarebbe davvero un bell'Esempio ?

gigi 31 maggio 2008   13:24

e bastonare e prendere a cinghiate i 4 ragazzi

per combattere un po la noia ?

 

 

a me piacerebbe - nei momenti di noia - perchè no ? ?  ?

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