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-Come promesso, il governo torna a Napoli e Silvio Berlusconi assicura che lo Stato stavolta non arretrerà di un passo, "non consentirà a nessuno" di fermarlo in quella che ormai è la guerra ai rifiuti. Il decreto non si cambia, la Superprocura "non è incostituzionale", anche l'opposizione vuole che il decreto sia approvato così com'é e in tempi brevi, il sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso non si tocca ed è "un uomo vero che non si fa intimidire", Chiaiano è sito idoneo per la discarica e si userà la forza dell'esercito per difenderlo. E' ancora linea dura, pugno di acciaio più che di ferro. "Nel passato c'é stata una pericolosa avventura nell'anarchia e lo Stato non è stato in grado di imporre decisioni assunte da organi democraticamente eletti", dice il premier in conferenza stampa dopo il summit in Prefettura con Guido Bertolaso, le autorità locali, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, quello dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, forze dell'ordine e militari. "Non succederà più che lo Stato faccia ancora passi indietro - promette Berlusconi - A differenza che nel passato, quando si è perso troppo tempo, noi siamo convinti che è nostro preciso dovere che lo Stato faccia finalmente e definitivamente lo Stato. Il piano è giusto ed il problema si risolverà in tre anni". "Non consentiremo a nessuno di fermarci", detta il premier, aprendo senza timori un conflitto con quella parte della magistratura che tenta di bloccare la Superprocura. "Non esistono profili di incostituzionalità nel decreto e il nostro giudizio è fondato sul parere di autorevoli costituzionalisti", chiude Berlusconi, smentendo di netto le voci che il governo avrebbe dato corso ad un ripensamento, dopo il documento di 72 pm della procura di Napoli contro la concentrazione sul solo Procuratore capo di Napoli di tutte le inchieste per reati ambientali. "La Superprocura - difende la scelta il premier - serve ad evitare che singoli magistrati locali possano rompere il circuito positivo. E' necessario avere un unico responsabile in grado di prendere decisioni". Matita blu anche per i giudici protagonisti dell'inchiesta sulla attività dei precedenti commissariati, che ha creato un danno grave . "I giornali hanno parlato di una 'inchiesta ad orologeria', uscita quattro mesi dopo la richiesta al Gup e il giorno prima dell'entrata in vigore del nostro decreto. Una inchiesta - punta il dito Berlusconi - che ci ha arrecato difficoltà e poteva demotivare persone che per fortuna invece continuano a lavorare con passione ed entusiasmo". Il premier parla soprattutto di Guido Bertolaso, l'uomo chiave dell'emergenza rifiuti, che oggi davanti a tutti il governo difende a spada tratta. "E' un uomo vero - lo incensa il premier - non si è fatto intimidire e demotivare come poteva accadere se non fosse stato la persona che è e che abbiamo la fortuna di avere nel nostro governo". Berlusconi è sicuro di essere nel giusto e si impegna di nuovo ad essere a Napoli "tutte le settimane, finché non si avrà la certezza di aver avviato a soluzione il problema rifiuti che non è solo di Napoli e della Campania ma di tutta l'Italia". La strada del decreto è quella da continuare a percorrere e il premier - dopo due ore di summit con il Presidente della Regione Antonio Bassolino, il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, sindaci e presidenti di provincia anche di opposizione - assicura che "da loro è venuta esplicitamente la volontà che il decreto non cambi ed abbia iter veloce". Tanto è certo Berlusconi di essere sulla via giusta, da definire senza timori "Chiaiano sito idoneo", dopo la rivolta e a prescindere dalla tregua siglata domenica scorsa con le comunità locali grazie alla promessa di ulteriori analisi sulla compatibilità ambientale del luogo. "Useremo l'esercito per garantire giorno e notte la possibilità di accedere ai siti - annuncia invece perentorio - Chiaiano sarà definita zona militare e la discarica sarà protetta. Chi si opporrà sarà perseguibile penalmente". NAPOLITANO: ANGOSCIATO, SI RISCHIA LA CATASTROFE (di Marco Dell'Omo) ROMA - "Sono molto angosciato. Come capo dello Stato e come napoletano vivo questa situazione con grande sgomento". Nei giardini del Quirinale, in una bella giornata primaverile, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano riceve un gruppo di scolaresche provenienti da tutta Italia per festeggiare la giornata della primavera, dedicata all'anno internazionale del pianeta terra. Dopo i discorsi delle ministre dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e dell'Istruzione Mariastella Gelmini, Napolitano risponde alle domande degli studenti, tra i quali ci sono anche piccolissimi allievi delle elementari. Qualcuno gli chiede di Napoli e dell'emergenza rifiuti: e Napolitano ribadisce la sua grande preoccupazione per la situazione del capoluogo campano. "La cosa peggiore che si può fare - dice - è lasciar accumulare i rifiuti nelle strade, lasciarli marcire o addirittura arrivare alla follia di incendiarli". Il suo invito é di tener conto degli sforzi che lo Stato sta facendo per risolvere l'emergenza; sforzi che vanno sostenuti senza indulgere nella logica del 'purche' non li portino sotto casa mià. Un monito rivolto a chi abita nelle vicinanze dei siti individuati per la costruzione delle nuove discariche dove portare i rifiuti: "Se tutti dicono 'portateli da un'altra parté, sarà la catastrofe", è la preoccupata previsione del presidente. Mercoledì Napolitano, al Quirinale, ha visto il film "Gomorra" insieme con l'autore del libro Roberto Saviano e con il regista Matteo Garrone: il capo dello Stato ha giudicato la pellicola "impressionante" e ha sostenuto che bisogna "estirpare il bubbone" della camorra e dell'emergenza rifiuti. Durante l'incontro con gli studenti, Napolitano estende il discorso, con l'auspicio di un "nuovo risveglio delle coscienze": lo impone la complessità dei problemi, che in Italia "vengono avvertito più acutamente che altrove". Strettamente collegato, il suo appello a riformare la Costituzione con una larga condivisione delle forze politiche. Si tratta di mettere mano, spiega Napolitano agli studenti, non ai principi fondamentali, ancora attuali, ma a quelle norme sull'organizzazione dei poteri che "meritano di essere aggiornate dopo 60 anni". E a proposito di diritti fondamentali, Napolitano chiede maggiore impegno sul lavoro: "Dobbiamo perseverare in questo sforzo, specie nel mezzogiorno - sostiene - e tenere fermo questo principio che non è stato garantito una volta per tutte". Napolitano non si sottrae alle domande sull'ambiente, il tema della giornata festeggiata al Quirinale. Sottolinea che in Italia "ci vuole più coscienza ambientale", sia nelle scelte individuali, sia in quelle collettive: solo in questo modo "in Italia si potrà respirare un'aria migliore". Il capo dello Stato invita a un uso più consapevole delle risorse del pianeta, "che non sono illimitate". E chiede una "mobilitazione generale" per le emergenze, come quella dell'acqua potabile, e auspica un maggior rigore sul piano della tutela del paesaggio italiano: il turismo è una ricchezza, ma non si può deturpare l'ambiente "costruendo senza regole". Se lo si fa, si danneggiano beni "che non possono essere riparati". Durante la cerimonia, il collegamento in diretta con la spedizione alpinistica italiana all'Everest, che ha installato una centrale metereologica ai quasi 8000 metri del colle Sud della montagna più alta del mondo per monitorare i cambiamenti climatici. "Vedere la nostra bandiera che sventola lassù ci riempie di orgoglio", dice Napolitano al capo spedizione Agostino da Polenza |
MIlena Di Mauro, Marcello Campo