Mangiare carrube e lavorare otto ore. L’attività politica tra la gente. Il tramonto del sol dell’avvenir /9

28 maggio 2008
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Fui congedato in anticipo nel Dicembre dello stesso anno 1950 (perché Anno Santo) e passai il Natale a casa. Rimasi ancora due anni nella giovanile per riorganizzarla e nel 1953 iniziai la mia attività da “adulto”.

A seguito del mio impegno e della diuturna e frenetica attività, avevo le credenziali politiche e pratiche per fare il segretario della Sezione. Ma la mia fede politica non contemplava poltrone neanche quelle dovute perché meritate e per dare spazio alle ambizioni di altri compagni, più sensibili alle cariche ed alla visibilità che forse non alla sostanza dell’impegno politico, mi sono sempre fatto da parte: anche se in realtà mi occupavo io di tutta la parte gestionale e organizzativa, sia pratica che politica.

Una volta dopo essere stato inserito nella lista, il compagno Strano mi chiamò, e non senza un certo disagio, mi disse: “Sai Leonardo per fare posto ad altro compagno e per non creare malumori nel partito, ti abbiamo dovuto togliere dalla lista”. Ed io: Non fa niente. Alle amministrative successive senza mai averlo richiesto o sollecitato in alcun modo (era l’ultimo dei miei pensieri), ero stato di nuovo inserito nella lista dei candidati.

La notizia mi venne data mestamente, dal compagno Salvatore Trovato. Sapendo quanto stava a cuore al Trovato l’essere candidato, per non turbare l’armonia della sezione, gli risposi che ancora una volta mi sarei fatto da parte per cedere a lui il mio posto.Era mia convinzione (ingenua e sbagliata), che andare io o un altro compagno a rappresentare il partito al Consiglio Comunale, era la stessa cosa.

Troppo tardi mi sono accorto che le cose non stavano proprio così.

Nella Frazione, proprio per la diuturna attività politica da me svolta, i voti aumentavano, sino a che in una delle tornate elettorali il Partito socialista oltrepassò la soglia del 50%: i dati sono agli atti. I voti si guadagnano sul campo e chi passava per le strade della frazione Peri in qualsiasi periodo dell’anno, pensava che ci fosse la campagna elettorale in corso.

Il mio lavoro non consisteva solo nel fare propaganda in tutti i modi possibili, ma anche in quello, molto più apprezzato dalla gente semplice, di ricordarla, non al momento del voto, ma quando aveva bisogno: tenendo conto dal fatto che almeno il 90% gli abitanti della borgata vivevano alla giornata.

Ricordo un contadino che lavorava alle dipendenze di un mio conoscente che gli doveva pagare la giornata in anticipo per comprare il pane per uno sciame di figli (dell’ignoranza). Lui che doveva lavorare di zappa per otto ore al giorno con la schiena curva, si portava per colazione, un finocchio o delle carrube che andava a mangiare lontano dagli altri per non creare imbarazzo ai compagni di lavoro.

In una riunione del comitato direttivo della sezione, su mia proposta si decise, che quando un compagno fosse stato ammalato, e quindi impossibilitato a lavorare, lo si aiutasse con generi alimentari di prima necessità in modo che la famiglia non fosse privata del minimo necessario.

Questo era valido sia per i compagni iscritti che per quelli non iscritti, ma che si sapeva essere dalla nostra parte.Venne stabilito, inoltre che ad ogni nascita che si fosse verificata in questa cerchia, due compagni avrebbero fatto visita all’interessata facendo gli auguri a nome del partito alla neo mamma, portando in dono 5 chili di zucchero.

Oltre a questo, quando potevo, essendo amico di due compagni medici, Pennisi e Castorina, procuravo qualche medicinale non mutuabile. Tutto questo anche in tempi non sospetti ovvero lontano dalle elezioni.

Mi rivolgevo ai politici che incassavano lauti stipendi (anche se non come quelli odierni), quindi ai nostri deputati eletti: i compagni Mario Martinez deputato regionale eletto ad Acireale; alla battagliera compagna Maria Alessi, eletta a Catania, al Parlamento nazionale.

Ad onore e merito debbo ricordare che il più generoso di tutti nei contributi è stato il compagno Martinez di Acireale.Dovendosi aprire una nuova sezione del partito, venni incaricato di trovare un locale.Si trattava di una vecchia casa che era rimasta chiusa per diversi anni, perché il proprietario, come tanti, era emigrato in Australia.

Era composta da due stanze più una cucina ricavata con una copertura di parte del cortile: questo era a terra e l’erba era alta oltre un metro.Iniziammo la pulizia proprio dal cortile con l’estirpazione dell’erba e con il ritrovamento in mezzo a questa, di una tartaruga abbandonata li chissà da quanti anni. Per mangiare si era sicuramente arrangiata con l’erba, ma aveva bevuto solo d’Inverno! La nostra prima preoccupazione fu proprio quella di darle un po’ d’acqua sulla quale il povero animale si avventò con tutta l’arsura che aveva accumulato negli anni!

Subito dopo le diedi l’unica cosa che avevo a portata di mano: un pomodoro che l’animaletto divorò senza prendere fiato.L’inaugurazione l’avevo studiata e preparata nei minimi particolari.

Ad una parete della prima stanza, un drappo rosso di circa 15 metri quadri, con al centro l’emblema del partito, ricamato a mano dalla compianta compagna Angelina Arcidiacono, che in bella mostra rallegrava tutti quelli che ne condividevano l’ideale.Manifesti formato “elefante”, formato non comune specie per chi aveva pochi soldi, che invitavano la cittadinanza ad intervenire all’inaugurazione della sezione, alla quale avrebbero partecipato gli onorevoli Maria Alessi, Deputato al Parlamento nazionale; Mario Martinez, deputato al Parlamento regionale; Camillo Bosco, deputato al Parlamento regionale.All’ora stabilita le due stanze, la cucina e il cortile erano piene all’inverosimile.

Già presente il deputato locale che in attesa dell’inizio si intratteneva con i compagni. Cinque minuti dopo sopraggiunse Maria Alessi con il solito fazzoletto sportivo “a pamminina di canna” (foglia di canna), allacciato al collo. Intanto, mentre la gente continuava ad arrivare, la capienza della sezione era finita!

Non essendoci più posto chi non poté entrare, si contentò di rimanere fuori sulla banchina, ma nessuno sarebbe rimasto escluso: infatti l’altoparlante era stato piazzato fuori per fare in modo che si potesse sentire anche da lontano quanto gli oratori proferivano. Per meglio capire come avevo catturato l’attenzione della gente e galvanizzato l’ambiente, un solo esempio: La mia padrona di casa, Signora Alfia Crudele, che gestiva un piccolo esercizio di generi alimentari e che segnava il guadagno realizzato per ogni vendita realizzata, chiuse bottega è intervenne alla manifestazione dimenticando anche di togliersi il grembiule!

Tante le donne presenti, cosa alquanto rara per quei tempi.

Ritornando all’inaugurazione, prese la parola, tra gli applausi e l’entusiasmo della gente, la compagna Alessi. che con il suo intervento in favore dei diritti delle donne venato di un anticlericalismo né celato né ostentato, entusiasmò i presenti e riscosse lunghi e meritati applausi alla fine del suo discorso.Venne la volta del compagno Martinez, il quale con le lacrime agli occhi e la voce rotta dall’emozione, dovette fare una piccola pausa prima di iniziare il suo intervento.

Esordì col dire che in vita sua non gli era mai capitato di vedere una cosa simile: tanta gente e tanto entusiasmo in una piccola frazione come la nostra.

Sapeva chi era l’autore principale di tanto successo e pubblicamente mi elogiò e ringraziò a nome del partito “per questa bella giornata che ci hai regalato”. Un’ovazione salutò la fine del suo discorso.

Prese infine la parola il compagno Camillo Bosco che, essendo il deputato locale, era il più conosciuto e il più amato da militanti e simpatizzanti.

Iniziò il suo discorso contro la tracotanza democristiana che si era vendicata contro la frazione non costruendo le case popolari così come era avvenuto in tutte le altre frazioni, perchè questa continuava a non piegare la schiena, così come si pretendeva da parte di chi era al potere.

Un tema fortemente sentito dalla popolazione di tutta la Frazione, anche dagli stessi democristiani che indirettamente ne subivano le conseguenze. (continua)Leonardo Di Bella

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Anonimo 30 maggio 2008   23:57

La nostalgia è un sentimento struggente ma bello. Un ricordo caro aiuta a vivere bene tutta la vita: le da un senso più profondo se si crede nell'onestà di quanto si è fatto.

Anonimo 30 maggio 2008   18:42

Fortunati voi che avete una Nostalgia consentita !

Anonimo 30 maggio 2008   16:54

Nostalgico, ma bello.

Anonimo 29 maggio 2008   18:16

Un brano di grande umanità al di la dei colori politici

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