Via la norma 'salva Rete4'. Si conclude così l'incontro fra maggioranza e opposizione su quell'emedamento al decreto legge sull'attuazione degli obblighi comunitari che ieri aveva dato vita a un muro contro muro nell'Aula di Montecitorio.
Il governo cede e il Partito Democratico e Italia dei Valori annunciano lo stop all'ostruzionismo anche se il voto all'emendamento resta negativo. ''Noi valutiamo negativamente la riformulazione dell'emendamento del governo'' spiega Paolo Gentiloni al termine dell'incontro con il sottosegretario alla Comunicazione Paolo Romani. Il Pd comunque è soddisfatto dei risultati ottenuti. La riformulazione dell'emendamento ha cancellato sia la norma che prolungava fino al 2012 l'attuale regolamentazione delle frequenze, sia quella che consente al governo di attuare piani regionali sulle frequenze. ''La battaglia parlamentare - conclude Gentiloni - ha ottenuto risultati importanti''.
Negativo rimane anche il voto di Idv perché, spiega il capogruppo alla Camera Massimo Donadi, nonostante i cambiamenti ''non si risponde alla Corte di giustizia europea''.
Ma la mattina a Montecitorio era cominciata in un clima molto meno sereno. Dopo la dura opposizione esercitata ieri in Aula dal centrosinistra, Pdl e Pd scelgono la via della mediazione , mentre Idv continua a chiedere il ritiro dell'emendamento.
Il sottosegretario alla Comunicazione, Paolo Romani, si dice ''disponibile ad un incontro'' con l'opposizione, ma il capogruppo dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto precisa che la maggioranza non ha alcuna intenzione di ritirare l'emendamento. ''Il centrosinistra - afferma Cicchitto - sta costruendo una guerra di religione sul nulla. Questo emendamento non serve a Rete 4 ma all'Italia perché mira a evitare una procedure di infrazione europea''.
Modifiche ed ''eventuali riformulazioni'' però non bastano ad alcuni esponenti dell'opposizione. Se l'Udc chiede di ritirare l'emendamento 'salva Rete 4' e di inserirlo in un provvedimento ad hoc, il più duro rimane Antonio Di Pietro. ''Non mi calo le braghe'' dice in Transatalantico, senza mezzi termini, il leader di Idv. ''Per noi - aggiunge - c'è solo una possibilità per accettare una eventuale riformulazione dell'emendamento: che esso dica che viene data immediata e completa attuazione alla sentenza della Corte di Giustizia Ue''.