Il sindaco Diego Cammarata ha inviato una lettera al presidente del Consiglio comunale per chiedere la revoca della delibera che prevede l'aumento dell'addizionale Irpef. Nella lettera il sindaco ricorda di aver già chiesto nei mesi scorsi "ai gruppi di maggioranza in Consiglio comunale di ritirare la delibera che prevedeva l'aumento dell'addizionale Irpef, nella convinzione che questo provvedimento possa costituire un ulteriore pesante aggravio per i già provati bilanci delle famiglie palermitane".
Il provvedimento ieri sera non è stato approvato per l'ostruzionismo dell'opposizione in Consiglio comunale. Stasera é in programma una nuova seduta e l'addizionale Irpef rimane all'ordine del giorno. Il sindaco sottolinea, inoltre, la possibilità che da domani sia già operativo il decreto del governo nazionale che blocca gli aumenti di tutte le imposte locali. "Approvare stasera la delibera - scrive ancora il sindaco nella sua lettera - risulterebbe ulteriormente incomprensibile ai cittadini di Palermo e costituirebbe un artifizio amministrativo e una sterile furbizia politica".
"Sono certo - aggiunge - che il governo saprà trovare i rimedi per consentire al Comune di Palermo di affrontare con le risorse necessarie il tema delle attività sociali che è prioritario nella mia agenda politica e di governo. Sarà il Consiglio comunale, naturalmente e come è ovvio, nella sua autonomia, a valutare queste mie considerazioni".
"La questione della redazione del bilancio previsionale - aggiunge Cammarata - sarà affrontata con il presidente del Consiglio comunale e con i presidenti dei gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione. Il bilancio, infatti - conclude - in considerazione della riduzione dei trasferimenti statali e delle minori entrate determinate dalla cancellazione dell'Ici sulla prima casa, dovrà essere predisposto con grande rigore e nella piena condivisione delle dolorose scelte in materia di tagli". Sono state le dimissioni di Alessandra Siragusa a innescare la polemica sulla procedura dei lavori d'aula, con l'opposizione che ha chiesto il rinvio in assenza del plenum e la maggioranza che ha insistito sulla prosecuzione della seduta. Numerosi consiglieri del
centrosinistra hanno preso la parola e questo ha ulteriormente alimentato le tensioni. Anche nella maggioranza non sono mancate le frizioni. Assenti i tre consiglieri del Pdl-Fi vicini al sottosegretario Gianfranco Micciché: Manfredi Agnello, Salvatore Mineo e Elio Ficarra.
Marianna Caronia del Mpa conferma la linea del partito. "Non siamo disposti a votare il raddoppio dell'Irpef se parte degli introiti non saranno utilizzati per misure specifiche, delle quali abbiamo parlato con i nostri alleati nell'ultima riunione di maggioranza", dice Caronia che cita i buoni libro, l'assistenza continuativa, il mantenimento del semi-convitto, il riordino delle holding pubbliche, l'abolizione delle consulenze e lo stop al rinnovo della convenzione che il comune ha con la società che fornisce le auto blu. "Inoltre - prosegue Caronia - abbiamo predisposto un emendamento che esclude il raddoppio dell'Iperf per chi ha un reddito inferiore ai 18 mila euro".