La democrazia italiana può guarire? La storia ci induce al pessimismo.

27 maggio 2008
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Non si può fermare la deriva oligarchica in Italia. Ecco perché! 

Al Poggetto
Si ripropone oggi quello che era avvenuto nelle Polis greche, dove solo i cittadini originari godevano dei diritti politici,o nel tardo impero romano dove un editto condannò le classi sociali ad una sostanziale immodificabilità della condizione di nascita al mestiere di appartenenza.

Ricordiamoci  che queste furono le condizione che precedettero l’indebolimento della democrazia ad Atene e il crollo rovinoso dell’impero romano .

 

“La crisi della democrazia”, pubblicato in Italia con la prefazione di Gianni Agnelli, denunciava una debolezza strutturale delle democrazie uscite dagli anni sessanta  con la conseguente  debolezza degli esecutivi, perdita di credibilità e di autorità.

“Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti, che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento; probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica; probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio delle libertà personali”.

 

Era l’annuncio di una spallata al sistema di governo democratico seguendo le tappe  di un cammino programmato molto tempo prima .

Il metodo importa il superamento delle ideologie e del sistema democratico dell’alternanza .

I meccanismi tradizionali dell’assetto democratico repubblicano sono in rapida dissoluzione e sono l’anticamera di  una forma di governo che maschera una dittatura nelle forme apparenti di una democrazia partecipativa.

 

Scriveva negli anni sessanta un docente universitario america­no, Kenneth Bouldin: “Si può perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute le forme esteriori del governo democratico.

In questa logica va inquadrata la  spinta per la creazione di un partito unico mondiale ,un’ oligarchia trasversale che riunisca in una unica organizzazione politica  ex appartenenti a partiti di ispirazione ideologica diversa e che vengono accomunati dalla gestione del potere,dove  una schiacciante maggioranza che spazia disinvoltamente da Destra a Sinistra governa un  popolo sempre più  povero e smarrito .

 

Sigismondo Panvini

 

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Anonimo 28 maggio 2008   10:13

Sono totalmente d'accordo sulla prefazione e sull'analisi.

Sulla conclusione mi smarrisco perchè mi appare troppo proiettata nel futuro.

Anche se ,non da poco ,cammina l'idea d'un mondo in cui Qualcuno ,magari per facciata ll 'ONU ,fissa per le Nazioni dei princìpi "universali" da rispettare che possano esser fatti valere "da tutti gli altri" anche con la Forza.

Può darsi che delle forze ,anche non tanto occulte ,perseguano questo obiettivo strategico.

Ma l'unificazione ed il dominio del Mondo da parte delle Tecnocrazie apolidi mi sembra ancora un esito di molto al di là dell'orizzonte. Grazie a Dio. Perchè in tutto questo " i Popoli" sono ridotti a formicai o termitai più o meno efficienti.

E non si governa il Mondo dimenticando o rimuovendo la complessità dell'Anima umana.

Non siamo fatti solo per nutrirci ,produrre ,eliminare scorie organiche e riprodurci. C'è Dell'Altro.

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