A Chiaiano gli abitanti non ci stanno e continuano a fare le barricate

26 maggio 2008 22:55
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Il nodo è una barricata di cassonetti saldati tra loro, filo spinato e catene a piazza Titanic, la porta d'accesso di Chiaiano: è li che si sta giocando il braccio di ferro tra lo Stato e i manifestanti che protestano contro la realizzazione della discarica. Se sarà ancora lì quando arriveranno i tecnici per effettuare i sondaggi geologici nella cava, una prova di forza sarà molto difficilmente evitabile. E Bertolaso lancia un appello: "Vi prego domani fateci entrare tranquillamente a Chiaiano. Siate diffidenti, ma lasciatemi lavorare': fra venti giorni tireremo le somme e sarà tutto trasparente" E non tanto per consentire a tecnici e macchinari di raggiungere il sito: quello lo faranno molto probabilmente da una strada secondaria, visto che per togliere tutti i blocchi messi lungo via Cupa di Cane serviranno almeno due giorni. Quanto perché lo Stato, che sull'emergenza rifiuti e dunque anche su Chiaiano ha messo la faccia, con il premier Berlusconi che ha ribadito che non ci sarà "alcun cedimento", non può permettersi una seconda Pianura. Ne verrebbe intaccata la linea decisionista che l'esecutivo ha gettato sul piatto in questo inizio di legislatura. E sarebbe un regalo troppo grande per tutti gli altri comuni dove dovranno essere realizzate le discariche previste dal decreto e che aspettano di vedere come va a finire la partita di Chiaiano per capire se ancora una volta la politica è pronta a fare marcia indietro. I messaggi alla piazza sono stati dunque inviati in maniera netta: quella barricata deve essere rimossa. E l'arrivo a Napoli di quasi 1.500 uomini delle forze dell'ordine è forse il segnale più indicativo. "Lo Stato non entra dalla porta di servizio" ha detto chiaro e tondo il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ai rappresentanti dei manifestanti che ieri hanno partecipato alla riunione. Concetti ribaditi dal ministro della Difesa Ignazio La Russa: "Se il governo dovesse fermarsi per una manifestazione significherebbe che non è cambiato niente. E invece il cambiamento è partito da Napoli". Bertolaso ha evitato di affrontare direttamente l'argomento, ma ha ribadito che "alle sette i tecnici entreranno nel sito". E da palazzo Salerno, dove si è tenuta la prima riunione del tavolo dei tecnici, fanno filtrare che gli stessi rappresentanti indicati dai cittadini di Chiaiano hanno firmato il verbale in cui si ribadisce che verrà consentito l'accesso alla cava per effettuare tutte le analisi necessarie, come stabilito ieri. Toglieranno dunque le barriere i manifestanti? L'aria che tira a Chiaiano non è delle migliori, anche se gli amministratori locali - dal sindaco di Marano a quello di Mugnano - hanno lanciato un appello ai cittadini chiedendo esplicitamente che si cominci a smobilitare. Il problema è che il reale controllo della piazza non ce l'ha nessuno e gli stessi manifestanti sono tra loro divisi tra chi è disposto a dare fiducia alle istituzioni e chi non ne vuole sapere. L'assemblea dei comitati, che si è protratta fino a tarda sera, dovrebbe in teoria dare il via libera all'ingresso dei tecnici avanzando però la proposta di togliere solo il filo spinato dalle barricate. Una decisione a metà, che servirebbe soltanto a prendere tempo ma che è già stato fatto intendere che non sarà accettata. Così come rimandare il momento della smobilitazione sarebbe l'obiettivo dei sindaci che sono tornati a tarda sera in Prefettura. Ma è anche possibile che l'assemblea dei cittadini si spacchi definitivamente e a quel punto se a prevalere sarà la linea dura nessuno può dire con certezza come andrà a finire. 

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dell'inviato Matteo Guidelli

 

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Fonte: ansa
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