Il problema dei rifiuti in Campania, la questione della difesa del potere d'acquisto di salari e pensioni, interventi in favore della famiglia sono fra le priorità cui la politica deve dare risposte. E' questo il bilancio fatto dal presidente della Cei Angelo Bagnasco dell'importante e delicato passaggio politico e sociale attraversato dal nostro Paese dopo le elezioni del 13 e 14 aprile.
''Non possiamo ora, nella nuova situazione - ha affermato il presidente dei vescovi italiani inaugurando la 58esima assemblea generale della Cei - non sperare che in tutti vi sia una più forte responsabilità in ordine all'affronto dei grandi problemi che affliggono il Paese, e ai quali bisogna saper dare ora risposte sagge ma anche sollecite: non tanto nell'interesse dell'una e dell'altra parte politica o componente sociale, ma anzitutto per il bene comune della nazione''. ''Vorremmo per un istante, e in nome della nostra specifica responsabilità - ha proseguito - insistere sul fattore tempo, che anche moralmente è un elemento decisivo in ordine ad una politica buona: ci sono lungaggini e palleggiamenti che, oltre ad essere irrazionali e autolesionistici, offendono i cittadini, che attendono risposta in ordine ai beni che sono essenziali alla vita e alla dignità umana''.
Quindi il cardinale si è soffermato sui nodi principali che attendono di essere sciolti a cominciare dalla questione dei rifiuti in Campania: ''Oltre al problema gravissimo e urgente dei rifiuti urbani della Campania - ha detto Bagnasco - per la cui soluzione all'intervento delle pubbliche autorità deve corrispondere la responsabile collaborazione delle popolazioni, una serie di attese si apposta sul fronte degli stipendi e delle pensioni, per una difesa reale del potere d'acquisto, un'altra serie riguarda la famiglia: dall'emergenza abitativa alle iniziative di sostegno della maternità''.
Dal presidente della Cei è arrivato anche un monito sul tema immigrazione, al centro del dibattito politico nazionale e di alcuni importanti provvedimenti del governo. '' No a soluzione di emergenza che si trasformano in ghetti intollerabili, sì a un nuovo patto di cittadinanza''.
''Pare a me che si debba evitare per questi nuovi venuti e le loro famiglie - ha detto - il formarsi di enclave a loro destinate che, se in un primo momento potrebbero apparire una soluzione emergenziale, diventano presto dei ghetti non tollerabili. A chi vuole stabilirsi in Italia si deve arrivare a proporre un patto di cittadinanza che, mettendo in chiaro diritti e doveri, non ricerchi scorciatoie illusorie''.
Bagnasco torna poi a parlare di fecondazione assistita criticando le nuove linee guida promosse dal governo uscente negli ultimi giorni del suo mandato. ''E' da auspicare - ha detto Bagnasco- che i criteri ispiratori e le disposizioni della legge 40 non siano oggetto di interventi volti a stravolgere il punto di equilibrio raggiunto dal Parlamento, e poi chiaramente confermato dall'esito referendario, ma al contrario possano trovare piena attuazione in uno spirito di condivisa attenzione alla vita''. ''Una parola qui non possiamo non dirla - continua - per l'intervento operato sulle Linee guida relative alla legge sulla fecondazione assistita. Da vari e qualificati osservatori si è già eccepito sul merito e sui tempi del provvedimento. Infrangendo un delicatissimo bilanciamento delle esigenze in campo, esso comporta oggettivamente il rischio di promuovere una mentalità eugenetica, inaccettabile ieri al pari di oggi''.