I due italiani rapiti in Somalia. Napolitano: "Lavoriamo per riportarli a casa"

26 maggio 2008
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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano segue da vicino la vicenda legata ai due cooperanti italiani sequestrati e tenuti in ostaggio in Somalia, incoraggiando le Autorita' impegnate per la loro liberazione. Il capo dello Stato -intervenendo nella sede dell'Isiao, l'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente in occasione della 'Giornata dell'Africa'- esprime il suo ''piu' vivo apprezzamento per l'opera svolta dalle Ong italiane. Posso assicurare -afferma Napolitano- che restero' vicino alle Autorita' competenti, fortemente impegnate a consentire in questo momento la rapida liberazione dei due cooperanti italiani rapiti in Somalia''.

Riferendosi al Paese africano, il presidente della Repubblica ribadisce ''il nostro sforzo volto a promuovere il processo di riconciliazione nazionale: sia per i legami storici che, dopo la fine dell'avventura coloniale, uniscono il popolo italiano a quello somalo, che per la gravita' di una crisi che ha portato alla perdita di tante vite umane e ha prodotto immani sofferenze''.

Per quanto riguarda piu' in generale la difficile situazione dell'intero Corno d'Africa, il capo dello Stato sottolinea che ''l'Italia e' fortemente impegnata a favorire stabilita' e sicurezza e ad alleviare le drammatiche condizioni umanitarie in cui vivono molte popolazioni''.

 

''L'Italia guarda con seria preoccupazione alle crisi ancora aperte nel continente africano''. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo sottolinea intervenendo nella sede dell'Isiao, l'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente, in occasione della 'Giornata dell'Africa'. Il capo dello Stato sottolinea, in particolare, le situazioni di crisi nel Corno d'Africa, innanzitutto in Somalia, nonche' in Sudan. E mette in risalto le drammatiche conseguenze scatenate dall'aumento vertiginoso dei prezzi alimentari.

Per Napolitano, infatti, ''va considerata con estrema preoccupazione una nuova grande sfida: la crescita sfrenata dei prezzi delle derrate alimentari, che sta seriamente minacciando l'equilibrio economico di molti Paesi ed ostacolando i programmi di lotta alla poverta'. In questo quadro, aggravato dall'aumento dei prezzi dell'energia, i consumatori africani hanno meno risorse di altri per difendersi''.

Il presidente della Repubblica esorta dunque a ''riflettere seriamente su come contenere gli aspetti e gli effetti distorsivi di tali fenomeni, tenendo in adeguata considerazione i principi di solidarieta' e di equita' nella messa a punto di politiche comuni''.

 

Fonte: Adn Kronos
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Anonimo 26 maggio 2008   12:41

I nostri cooperanti erano lì per insegnare tecniche agricole ,soprattutto il recupero al verde di aree pre-desertiche .

E questi non trovano niente di meglio che sequestrarli. Ma che razza di banditi sono ? Ma che pazzi sono ?

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