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I politici italiani sono i meglio pagati ed i meno istruiti. Hanno scoperto l’acqua calda? Vero, ma stavolta sono professori e scienziati ad avere messo nero su bianco…

25 maggio 2008 22:25
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 I politici italiani sono i meglio pagati ed i meno istruiti. Hanno scoperto l’acqua calda? Vero, ma stavolta sono professori e scienziati ad avere messo nero su bianco…I politici italiani sono i meglio pagati ed i meno istruiti. A comunicarlo non sono i grillini né i piazzisti dell’antipolitica, populisti e nostalgici del duce, ma ricercatori, persone istruite che si fidano solo dei numeri ed esaminano informazioni oggettive.

Allora stanno davvero così le cose? Avrebbero dovuto prepararci a questa notizia, il lutto va elaborato. Essere colti di sorpresa può far male.

Un poco d’ironia no guasta, perdonateci. Il fatto è che hanno scoperto l’acqua calda. Capita sempre più spesso che scienziati e illustri ricercatori ci facciano sapere ciò che abbiamo sempre saputo. Per esempio, abbiamo saputo solo di recente, che il numero dei cretini in qualsiasi ambiente, è in ascesa perché il contagio è inevitabile.

Quando entra un cretino in un luogo fisico, nei giro di poco, si sviluppa una malattia endemica, la cretineria. Invece che essere circondato di attenzioni in modo che non nuoccia, il cretino detta legge.

Ma questa è un’altra storia.

Va bene, hanno scoperto l’acqua calda, però dobbiamo essere grati a coloro che hanno svolto una accurata ricerca e messo nero su bianco sui politici strapagati e piuttosto ignoranti.

La ricerca è stata realizzata dalla benemerita Fondazione Rodolfo De Benedetti, è titolata «Il mercato del lavoro dei politici», ed ha analizzato le carriere degli uomini politici italiani a partire dal secondo Dopoguerra.

 La ricerca ci impone di prendere in considerazione una circostanza: quelli che lamentano a proposito o a sproposito di essere vessati da una casta imbottita di privilegi, qualche ragione ce l’hanno e come. 

Il dato più rilevante è questo: nel corso degli anni è cresciuto il reddito dei politici ma è diminuito il loro tasso d’istruzione.

“La Casta peggiora, ma ha le tasche sempre più piene”, riassume La Syampa di Torino, che ha riportato doverosamente in prima pagina con taglio centrale, i risultati dell’indagine, facendone oggetto di riflessione. “In sessant’anni, si legge sul quotidiano torinese, i nostri parlamentari sono diventati sempre meno preparati, istruiti e impegnati, ma non per questo più poveri. Il loro calo di qualità è stato inversamente proporzionale al loro reddito, che è invece cresciuto di oltre il 10% l’anno. Contro l’1,5%, ad esempio, dei loro colleghi Usa, rispetto ai quali guadagnano abbondantemente di più”. La Stampa raccoglie i dati più significativi dello studio: “Gli italiani sono gli onorevoli più pagati dell’Occidente: una busta di oltre 144 mila euro (più spese), contro gli 84.108 di un loro collega tedesco, gli 81.600 di un inglese, i 62.779 di un francese, i 35.051 di uno spagnolo e i 7.369 di un polacco, fanalino di coda delle indennità parlamentari in Europa”.

Perciò, osserva l’estensore dell’articolo, “Entrare in Parlamento è un affare”.

La ricerca spiega le ragioni: “Il neoeletto vede il suo reddito lievitare del 77% già nel primo anno di attività (rispetto all’anno precedente). E da questo momento in poi, può dormire tranquillo. Il suo reddito lordo dal 1948 al 2006 ha avuto un tasso di crescita medio annuo del 10% (l’indennità è agganciata alla retribuzione dei magistrati, che è saltata verso l’alto); dal 1985 al 2004 il suo reddito reale annuale è aumentato di 5-8 volte rispetto a quello di un operaio, di 3,8-6 rispetto a un impiegato, di 3-4 volte più d’un dirigente. Dalla fine degli Anni Novanta, inoltre, il 25% dei deputati guadagna un reddito extraparlamentare superiore a quello della maggioranza dei dirigenti.

“Un onorevole italiano mette in tasca un’indennità che, nel 2006, era superiore di 35 mila euro rispetto a quella dei suoi colleghi Usa. Eppure, nel 1948, i membri del Congresso degli Stati Uniti guadagnavano molto di più rispetto ai nostri. Il gap è stato colmato nel 1994: da allora, ci fanno un baffo. La spiegazione? Oltre al lievitare dell’indennità, anche la possibilità di cumulare a quest’ultima altri redditi (ma solo per i privati), che agli onorevoli statunitensi è negata. «E’ giusto che il cumulo venga eliminato», ha detto l’ex ministro dell’Interno, Giuliano Amato, per il quale è «inaccettabile» fare il parlamentare come scelta strumentale per rendere più redditizio il lavoro esterno”.

C’è anche un’altra peculiarità favorevole, che la ricerca mette in evidenza e La Stampa riferisco con altrettanto rilievo:

“Altra garanzia di guadagno, è la durata della carriera politica. Quasi due deputati su tre restano in Parlamento per più d’una legislatura, uno su dieci per più di 20 anni. La durata media è di 10,6. Con eccezioni: domani Francesco Cossiga compie 50 anni di vita parlamentare. Uscire dall’emiciclo, però, non significa abbandonare la politica: vi resta uno su due. Solo il 6% va in pensione, mentre il 3% finisce in carcere.“I deputati della Prima Repubblica (1948/94) entravano in Parlamento con un’età media di 44,7 anni: nella Seconda di 48,1. Nella I Legislatura (1948/53) il 91,4% era laureato, nella XV (2006/08) solo il 64,6%. Negli Usa, la percentuale è invece aumentata, dall’88% al 94%”. La qualità del lavoro è scaduta a livelli minimi proprio per le ragioni sopra indicate.

“Lo studio ha considerato il livello d’istruzione, il grado di assenteismo e l’abilità intrinseca di generare reddito nel mercato del lavoro. La combinazione di questi indicatori «mostra che il livello di qualità media dei politici era maggiore nella Prima Repubblica».

I deputati, allora, erano più istruiti e più abili, mentre il grado d’impegno in aula è comparabile. Ciò è dovuto, secondo la ricerca, all’aumento del potere di selezione delle segreterie dei partiti, rispetto agli elettori. Segreterie che hanno portato in Parlamento, grazie al richiamo degli «stipendi» elevati, deputati sempre meno preparati. Per ridurre questo effetto di «selezione avversa», dice lo studio, si potrebbe adottare un sistema elettorale maggioritario puro, nonché eliminare il cumulo dei redditi e indicizzare l’indennità al tasso di crescita dell’economia. Ne guadagnerebbe anche l’impegno parlamentare, visto che ogni 10 mila euro di extra-reddito riduce dell’1% la partecipazione in aula”.Un’annotazione conclusiva. Sparare nel mucchio non è giusto. Conosciamo politici istruiti, competenti, gente di buonsenso, dignitosi e pieni di sollecitudine per il bene comune. Il fatto che non siano “rappresentativi” è incontrovertibile.

I cittadini devono compiere l’immane sforzo di capire che merita o no di rappresentarli. Se ci sono “lorto” e non altrio, è dovuto al fatto che sono stati più votati.

Non sentiamoci in colpa, perché il meccanismo che li ha portati ad occupare uno scranno in Parlamento0, è assai complicato e ci chiama in causa fino a un certo punto, ma non sentiamoci nemmeno “irresponsabili”.

Abbiamo il dovere di capire e di partecipare, altrimenti dobbiamo prenderci quello che passa…il governo

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Anonimo 26 maggio 2008   13:07

...e tanti di loro sono solo interessati allo stipendio e alla pensione, sempre a spese di coloro che li votano senza possibilitá di scelta, perché da noi si vota la lista e non la persona.

Anonimo 26 maggio 2008   10:59

Quando in Italia sento parlare di "scienziati" e studiosi ,divento subito scettico.

Perchè in genere lavorano per Qualcuno (in questo caso De Benedetti) che gli affida una commissione.

"Cosa vuole che rilevi la nostra ricerca?" -"Che dobbiamo dimostrare ?" -"La Politica che risposta si attende ?".

Non è "teoria". L'ho sentito dire con la massima disinvoltura ad un notissimo costituzionalista palermitano.

D'altro canto anche i grandi pittori del passato chiedevano ai "Principi" : "A CHI DEVO FARE IL RITRATTO ?".

E Principi e Principesse ,naturalmente, venivano dipinti PIU' BELLI di quanto non fossero in realtà.

Gli "specialisti" sono Strumenti ,Bastoni ,Cannoni .Da "USARE" per sè e contro gli altri.

Servono a mettere il sigillo sulla TUA idea di partenza.

In questo caso sulla tesi che gli imprenditori sono AVANTI ed i politici ,invece ,INDIETRO. Linea Pericolosissima.

Anonimo 26 maggio 2008   10:51

Non dobbiamo solo prenderci "quel che passa il Governo" ,ma anche "quel che offre l'opposizione"...perchè credo che lo studio della Fondazione fosse riferito a TUTTO il Parlamento. Ognuno è responsabile delle sue scelte .

D'altro canto il criterio "qualitativo" cozza col principio del voto popolare. Cosa vorremmo ,che in Parlamento entrassero solo i 110 e lode ? Ed allora non potremmo candidare l'operaio della Thissen Krupp.

Uno può essere intelligente ma non "colto" e con titolo. Ma sarebbe possibile introdurre la prova del Quoziente d'Intelligenza per i candidati ? Credo non lo accetterebbe nessuno.

Si dovrebbe cambiare la legge elettorale per restituire agli Italiani almeno il voto di preferenza. Ma chi dovrebbe cambiare questa Legge ,proprio quei deputati che ne sarebbero danneggiati ? Si è mai visto o è pensabile un tale livello di autolesionismo? In realtà SIAMO IN UN CUL DE SAC. Oppure sostituiamo le elezioni con un concorso per titoli  e prova pratica ? Ed i partiti ,accetterebbero mai una Legge che diminuisse il loro potere ?

Anonimo 26 maggio 2008   08:03

I cittadini devono compiere l’immane sforzo di capire che merita o no di rappresentarli. Se ci sono “lorto” e non altrio, è dovuto al fatto che sono stati più votati.

Mi piace tantissimo sta frase.. ma qualcuno ha mai sentito parlare di brogli elettorali.. io non credo che sia il cittadino a votarli.. il sistema è marcio già da diversi anni, io non colpevolizzo il singolo politico che come spiegato nell'articolo potrebbe essere validissimo, ma il sistema che va rivoluzionato togliendo il marciume che è dentro... ma per ritornare a dare una preferenza occorre che il sistema dia i dovutu segnali altrimenti... ..altrimenti si emigra e i governatori si trovano a dover governare un popolo che non sarà di origine italiana, i comunitari e gli extracomunitari nel nostro Paese incrementano sempre più, e la voglia di emigrare come i nostri antenati da parte degli italiani cresce in maniera più che proporzionale....

Anonimo 26 maggio 2008   07:46

perchè solo i politici ?, anche i magistrarti. i giornalisti, i medici hanno visto aumentare i loro redditi e diminuire il loro sapere. SEMBRA CHE LE DUE COSE SIANO INVERSAMENTE PROPORZIONALI.

E che ne sappiamo degli illustri scenziati che hanno condottpo la ricerca ? Sono tutti poveri o tutti sapienti ?

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