Il via libera della giunta comunale al raddoppio dell'addizionale Irpef, dal 4 al 8 per mille, sta scatenando polemiche. Il provvedimento arriverà in consiglio comunale martedì prossimo e se dovesse essere approvato, come sembra, farebbe scattare gli aumenti a partire dal prossimo luglio. Contrario all'aumento dell'aliquota, che per le casse comunali significherebbe maggiori entrate per circa 18 milioni di euro, sono le opposizioni ma anche il Movimento per l'autonomia (Mpa), che
sostiene la giunta guidata dal sindaco Diego Cammarata (Fi-Pdl)."Abbiamo sempre dichiarato la nostra contrarietà all'imposizione di nuovi tributi a carico di tutti i cittadini - dice la consigliera comunale del Mpa Marianna Caronia - Abbiamo richiesto, in alternativa, una politica di rigore e di tagli ai privilegi". Per Caronia "le esigenze di bilancio della nostra città non si possono superare con misure, oltre che inique, estemporanee". Il capogruppo del Pdl in consiglio Giulio Tantillo però sottolinea che l'aumento dell'Irpef "é dovuto esclusivamente alla mancanza di fondi statali volti a coprire alcune spese", tra le quali "i finanziamenti alle case famiglia". Per la Cgil invece "la giunta vuole aumentare le tasse per coprire i buchi dei bilanci delle aziende pubbliche creati dagli amici degli amici".
"Cammarata - sostiene il segretario della Camera del lavoro, Maurizio Calà - aveva ritirato il provvedimento che aumentava l'Irpef prima delle ultime comunali, adesso lo ripropone. Il suo è stato dunque uno spot elettorale, ha preso in giro i cittadini. Da un lato il centrodestra toglie l'Ici, dall'altro aumenta l'Irpef". Il consigliere Salvatore Orlando del Pd aggiunge: "L'opposizione farà certamente battaglia in Consiglio comunale, ma non basta: dobbiamo coinvolgere la gente, i sindacati, le associazioni".
"Non possiamo abbandonare la città - accusa Orlando - in mano a un centrodestra che amministra contro i cittadini; ricordo l'aumento della Tarsu del 75%, il caos sulle zone a traffico limitato, le scellerata gestione delle municipalizzate". Per la consigliera del gruppo 'Un'altra storià, Nadia Spallitta, "l'amministrazione, prima di aggravare ulteriormente l'imposizione fiscale, deve approvare un piano di sviluppo".
"Il sindaco Diego Cammarata non é più credibile: aveva ritirato l'aumento dell'addizionale Irpef prima delle ultime elezioni, adesso lo ripropone. Dunque il suo è stato solo un spot elettorale". Così il segretario della Camera del lavoro, Maurizio Calà, commenta l'approvazione da parte della giunta comunale dell'aumento dell'aliquota Irpef dal 4 al 8 per mille. La Cgil fa appello al Consiglio comunale "perché respinga la manovra della giunta", chiamando "al senso di responsabilità non solo l'opposizione ma anche i partiti che sostengono l'amministrazione". "Il sindacato e le associazioni datoriali - prosegue Calà - devono riflettere sul fallimento dei tavoli di concertazione voluti dal sindaco. La città è sconvolta da questionin incredibili che rasentano l'inciviltà, come la vicenda degli 850 minori della comunità alloggio". Secondo Calà "con l'aumento delle tasse l'amministrazione vuole coprire i buchi nei bilanci delle aziende municipali.
Amara considerazione: "C'era da aspettarselo".
Ovvio,no? Dato che il governo centrale di abolisce l'ICI, i comuni trovano i fondi necessari a continuare la loro politica di sperpero (vedi, tra gli altri, la realizzazione della totalmente inutile pista ciclabile in via Cristoforo Colombo, in cui non passa neanche un ciclista, perché se ci passa i rami degli alberi gli sbattono in faccia, deve evitare gli escrementi dei cani portati a passeggio dai loro padroni incivili e le automobili parcheggiate altrettanto incivilmente sia sopra la pista che sugli scivoli, senza la benché minima sorveglianza da parte di qualcuno) affondando la mani nelle tasche dei cittadini, che non possono protestare poiché nessuno li organizza, essendo categorie molto diverse tra loro. Come avviene per i continui ed ingiustificati aumenti del costo dei carburanti. E' mai successo che gli automobilisti facessero sciopero? No. Lo fanno semmai i camionisti, che sono una categoria omogenea, ma non possono farlo gli automobilisti, perché non sono organizzati in un'unica associazione. Così come tutti i cittadini che vengono colpiti da questo provvedimento. Allo stesso modo abbiamo subito passivamente l'altro provvedimento, bellissimo, del pass per camminare in città con l'auto, che come tutti potranno constatare a breve, risolverà il problema dell'inquinamento dell'aria, così passeggiare per il centro storico sarà come fare un'escursione sui monti del Trentino.
Questo dimostra solo quanto siamo stupidi come cittadini, palermitani e italiani in genere, babbei, che ancora dopo cinquant'anni di "democrazia" crediamo (e ne siamo convinti, però! La cosa drammatica è questa. "Ora arriva Berlusconi, e ci abbassa le tasse." E manco il tempo di un sorriso, arriva Cammarata e ci mette le sue) alle promesse elettorali di questi buffoni che se la ridono alle nostre spalle perché sanno che abbiamo la pelle di coccodrillo; tutto ci passa sopra senza scalfirci. Ci lamentiamo un po', sì vabbè, ma poi ci abituiamo subito, e corriamo a fare il pass, o a fare la coda per pagare quell'altra tassa, ecc. Neanche ce lo sognamo di scendere in piazza e far saltare i tavolini!
Un'ultima considerazione:
l'ICI era, come tutte le tasse, antipatica, ma almeno faceva un po' di distinzione tra chi ha la casa di proprietà è chi no; due impiegati, con lo stesso reddito, ma uno con la casa di proprietà, l'altro gravato dall'affitto (che è sempre una perdita, ed anche notevole) avevano di fronte allo Stato un trattamento diverso.
L'addizionale IRPEF, invece, non guarda in faccia nessuno, e ti fanno la trattenuta in busta paga senza alcun paramentro di riferimento, se non l'entità dello stipendio: puoi essere Onassis o l'ultimo chiodo della carrozza, sei tassato in ogni caso.
E questo è meno giusto.
Infatti, l'impiegato chi ha la casa di proprietà piange con un occhio perché "Berlusconi" lo ha preso in giro: gli toglie l'ICI e gli aumenta l'addizionale IRPEF; le due cose si compensano, almeno psicologicamente, non per l'entità forse. Ma tutti quelli che sono in affitto, che non pagavano l'ICI, pagano di più senza avere nulla sull'altro piatto della bilancia. Restano (restiamo) fregati in pieno.
Forse se pensassimo ad eleggere qualcuno che non promette di togliere tasse che non può togliere, o di dare lavoro che non può dare perché non esiste, ma che promette di governare con serietà e con programmi seri per migliorare le cose, ce la passeremmo meglio.
Ma questo, come popolo, lo capiremo mai, oppure alle prossime elezioni, come sempre, voteremo per l'amico, lo zio, il cognato, ecc?
Un saluto a tutti
G.G.
Alle ultime elezioni comunali ricordo che c'era il candidato de L'Altra Sicilia che prometteva di ridurre l'organico e non di ridurre le tasse comunali. Ovviamente non se l'è filato nessuno. Non che potesse diventare sindaco. Ma almeno una voce seria in Consiglio comunale. No, niente, meglio "case popolari per tutti".
Amara considerazione: "C'era da aspettarselo".
Ovvio,no? Dato che il governo centrale di abolisce l'ICI, i comuni trovano i fondi necessari a continuare la loro politica di sperpero (vedi, tra gli altri, la realizzazione della totalmente inutile pista ciclabile in via Cristoforo Colombo, in cui non passa neanche un ciclista, perché se ci passa i rami degli alberi gli sbattono in faccia, deve evitare gli escrementi dei cani portati a passeggio dai loro padroni incivili e le automobili parcheggiate altrettanto incivilmente sia sopra la pista che sugli scivoli, senza la benché minima sorveglianza da parte di qualcuno) affondando la mani nelle tasche dei cittadini, che non possono protestare poiché nessuno li organizza, essendo categorie molto diverse tra loro. Come avviene per i continui ed ingiustificati aumenti del costo dei carburanti. E' mai successo che gli automobilisti facessero sciopero? No. Lo fanno semmai i camionisti, che sono una categoria omogenea, ma non possono farlo gli automobilisti, perché non sono organizzati in un'unica associazione. Così come tutti i cittadini che vengono colpiti da questo provvedimento. Allo stesso modo abbiamo subito passivamente l'altro provvedimento, bellissimo, del pass per camminare in città con l'auto, che come tutti potranno constatare a breve, risolverà il problema dell'inquinamento dell'aria, così passeggiare per il centro storico sarà come fare un'escursione sui monti del Trentino.
Questo dimostra solo quanto siamo stupidi come cittadini, palermitani e italiani in genere, babbei, che ancora dopo cinquant'anni di "democrazia" crediamo (e ne siamo convinti, però! La cosa drammatica è questa. "Ora arriva Berlusconi, e ci abbassa le tasse." E manco il tempo di un sorriso, arriva Cammarata e ci mette le sue) alle promesse elettorali di questi buffoni che se la ridono alle nostre spalle perché sanno che abbiamo la pelle di coccodrillo; tutto ci passa sopra senza scalfirci. Ci lamentiamo un po', sì vabbè, ma poi ci abituiamo subito, e corriamo a fare il pass, o a fare la coda per pagare quell'altra tassa, ecc. Neanche ce lo sognamo di scendere in piazza e far saltare i tavolini!
Un'ultima considerazione:
l'ICI era, come tutte le tasse, antipatica, ma almeno faceva un po' di distinzione tra chi ha la casa di proprietà è chi no; due impiegati, con lo stesso reddito, ma uno con la casa di proprietà, l'altro gravato dall'affitto (che è sempre una perdita, ed anche notevole) avevano di fronte allo Stato un trattamento diverso.
L'addizionale IRPEF, invece, non guarda in faccia nessuno, e ti fanno la trattenuta in busta paga senza alcun paramentro di riferimento, se non l'entità dello stipendio: puoi essere Onassis o l'ultimo chiodo della carrozza, sei tassato in ogni caso.
E questo è meno giusto.
Infatti, l'impiegato chi ha la casa di proprietà piange con un occhio perché "Berlusconi" lo ha preso in giro: gli toglie l'ICI e gli aumenta l'addizionale IRPEF; le due cose si compensano, almeno psicologicamente, non per l'entità forse. Ma tutti quelli che sono in affitto, che non pagavano l'ICI, pagano di più senza avere nulla sull'altro piatto della bilancia. Restano (restiamo) fregati in pieno.
Forse se pensassimo ad eleggere qualcuno che non promette di togliere tasse che non può togliere, o di dare lavoro che non può dare perché non esiste, ma che promette di governare con serietà e con programmi seri per migliorare le cose, ce la passeremmo meglio.
Ma questo, come popolo, lo capiremo mai, oppure alle prossime elezioni, come sempre, voteremo per l'amico, lo zio, il cognato, ecc?
Un saluto a tutti
G.G.