Il premier Silvio Berlusconi e il ministro dell'Interno Roberto Maroni, sono stati citati in giudizio dal Movimento europeo per la giustizia di Palermo, perché ritenuti "responsabili di una legge elettorale incostituzionale, che viola il diritto politico dei cittadini di
poter scegliere il proprio candidato durante le consultazioni
elettorali". Nella citazione si legge che "l'attuale norma in cui si prevede che i cittadini scelgano il partito senza poter indicare preferenze per il Senato e la Camera è in aperta violazione agli articoli 48 e 56 della Costituzione in cui viene esplicitato che il diritto di voto non può essere limitato e l'elezione deve avvenire a suffragio universale diretto". Per Pompeo Mangano, avvocato e coordinatore del Movimento, "la legge elettorale così come è, elude il suffragio diretto e toglie ai cittadini un diritto politico e la piena libertà di scelta, per cui chiediamo che un giudice ordinario accerti l'incostituzionalità della norma e chieda un risarcimento simbolico da devolvere in beneficenza". Il tribunale di Roma ha fissato l'udienza al 15 dicembre.