Il Ponte sullo Stretto non è un'opera pubblica che al momento serve all'Italia. Proprio nel giorno in cui il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, invita a riavviare le procedure per la realizzazione dell'opera, Mario Sarcinelli, presidente di Dexia Crediop, istituto che ha come core business proprio il finanziamento delle opere pubbliche (oltre 54,4 miliardi di attività totali consolidate nel 2007) frena sul progetto.
"Le opere pubbliche necessarie all'Italia sono i trasporti - ha detto a margine di un convegno svoltosi a Roma - ma tra queste non c'é, certamente, il Ponte di Messina". Sarcinelli ha ricordato i dati di una recente indagine dell'Unioncamere, da cui risulta che il ritardo infrastrutturale italiano è cresciuto di molto nei passati quindici anni e, in particolare, negli ultimi cinque. Ma "la nostra arretratezza non deriva dalla mancanza di risorse", ha rilevato Sarcinelli ricordando che negli ultimi quattro anni, e nonostante il rallentamento del 2005 e del 2006, per opere del genio civile sono stati investiti 163 miliardi di euro nel nostro Paese, "una cifra che è similare in Francia".
Tra il 2007 e il