Mi permetto, sulle pagine di Siciliainformazioni, di ricordare e di far conoscere a chi non ha avuto modo di apprezzare le doti umane, culturali e politiche, un personaggio non siciliano, che per gli incarichi assunti è stato un protagonista delle battaglie per la crescita culturale e civile del nostro Paese.
Lo ricordo, e mi sembra doveroso, con la dichiarazione rilasciata da Bruno Molea, il giovane Presidente Nazionale dell'AICS, l''Associazione che, come ci ricorda Molea, l'onorevole Usvardi ha presieduto per svariati anni.
"'Nel pomeriggio del 21 maggio a Mantova è venuto a mancare l’on. Gianni Usvardi. Usvardi lascia un ricordo indelebile nella storia dell'AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) di cui è stato Presidente Nazionale dal 1978 al 1991 e Presidente Onorario dal 1998 al 2006. La scomparsa di Usvardi ha suscitato profonda costernazione nel mondo della promozione sportiva dove ha tracciato un percorso di alto profilo. E' stato per lungo tempo Presidente del Coordinamento Nazionale degli Enti di Promozione Sportiva svolgendo un ruolo di qualificata interlocuzione con il CONI, le istituzioni, le rappresentanze politiche e sindacali, gli enti locali e tutte le componenti sociali. "Una qualità sociale dello sviluppo esige una grande riforma della politica" - dichiarava Usvardi nel 1987 al Consiglio Nazionale dell'AICS - "L'associazionismo sportivo e sociale alimenta la sua azione fra due evoluzioni convergenti: la crescita della società civile e la crisi delle istituzioni. C'è una maggiore consapevolezza dei propri diritti di cittadinanza come radicamento in un territorio, in un insieme di relazioni vitali. Prima i cittadini vivevano l'appartenenza statale nell'astratto formalismo della legge. Oggi i soggetti del welfare vivono la cittadinanza come radicamento civile, come fruizione dei diritti all'informazione, ai servizi, al lavoro, alla salute, allo sport, alla qualità della vita." "L'associazionismo" - sosteneva Gianni Usvardi caratterizzando il suo impegno nella promozione sportiva e sociale - "è un antidoto contro l'emarginazione, la violenza, le devianze. Propone socialità, partecipazione, un modo di vivere, di impegnare, di umanizzare il tempo libero. L'AICS ritiene che si debba partire da un nuovo rinascimento dei valori, dalle esperienze che ogni giorno ci coinvolgono, da un confronto con le rapide trasformazioni psico-sociali e rappresentare queste istanze dal basso in una concreta ed impegnata prospettiva di riforme." Gianni Usvardi è stato giornalista professionista dal 1947 al 1953 presso la redazione del quotidiano "Gazzetta di Mantova". Parlamentare socialista dal 1963 al 1972 (IV e V legislatura). Vice Presidente della Commissione Igiene e Sanità (relatore della legge antismog) dal 1964 al 1966. Sottosegretario di Stato alla Sanità nel 1968/69. Sottosegretario di Stato al Turismo e Spettacolo nel 1970/72. Presidente dell'Unione Interparlamentare dello Sport dal 1964 al 1968. Nel Comitato Centrale PSI dal 1968 al 1978 e nell'Assemblea Nazionale PSI nel 1984. Sindaco di Mantova dal 1973 al 1985 con un'illuminata azione sociale e culturale a respiro mitteleuropeo. Presidente e fondatore dell'Ente Manifestazioni Mantovane dal 1970 al 1986. Gianni Usvardi sarà sempre un punto di riferimento nella memoria storica dell'AICS perché ha dato un senso alto allo "stare insieme", un contributo etico alla crescita di una nuova cultura sportiva nel nostro Paese, un impegno costante alla costruzione di una democrazia autenticamente vissuta e partecipata dal basso."(Bruno Molea, Presidente Nazionale Associazione Italiana Cultura Sport).
La salma dell'Onorevole è stata esposta nella Sala Consiliare del Comune di Mantova. Dopo le esequie in Comune con rito civile il corteo funebre ha attraversato il centro storico della Sua città per consentire ai mantovani – che hanno sempre serbato un affettuoso e nostalgico ricordo del “Gianni Sindaco” - di testimoniare stima e solidarietà alla famiglia.
Tutti i Comitati dell’AICS osserveranno un minuto di raccoglimento nel corso degli eventi che si svolgeranno nei prossimi giorni come una doverosa espressione di gratitudine ad un grande protagonista della nostra contemporaneità.