Toc, toc, toc. Lo Stato c’è? No, c’è Berlusconi, ma è come se fosse lo Stato.

23 maggio 2008
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 Toc, toc, toc. Lo Stato c’è? No, c’è Berlusconi, ma è come se fosse lo Stato. Possiamo dubitarne? No, Berlusconi oggi è l’unico Stato possibile. L’eldorado, dunque? Proprio così.

Questo dialogo me lo sono immaginato, ma risponde ai dubbi, alle perplessità, ma anche alle pur lievi speranze che mi suggeriscono le prime decisioni del governo, riguardanti la sicurezza e la monnezza napoletana.

Qualunque sia il giudizio che si voglia dare al pacchetto sicurezza e all’emergenza rifiuti, bisogna prendere atto positivamente di una volontà espressa dal nuovo governo, ridare un ruolo allo Stato far sapere che esiste.

E’ questo che serve in questa fase della vita pubblica nazionale. Dello Stato si è persa la traccia e non solo per colpa del governo precedente. In materia, chi è senza peccato scagli la prima pietra. La cultura anti-sistema da una parte e la morale cattolica dall’altra – entrambi esterne per ragioni diverse alle logiche di uno Stato laico e forte - hanno minato alle radici la governance. Il resto l’hanno fatto le sanatorie (fiscali, edilizie), gli indulti, l’indolenza e l’incompetenza.Il governo vuole usare la mano pesante. Norme severe e pene più dure. Soldati a guardia dei cumuli di spazzatura delle discariche.

L’importante è che non finisca tutto sulle pagine del codice penale. Il problema è, infatti, fare rispettare le leggi. Avere i mezzi e le risorse per farlo. Se si decidono i luoghi delle discariche, quelle devono essere, e poi si discute.Vedremo se il governo sarà in grado di soddisfare le volontà da esso stesso manifestate. Il pacchetto sicurezza gronda severità.

Ma qui le perplessità sono pesanti. Napoli? Ci sono ben 1500 latitanti da portare nelle patrie galere: un esercito di delinquenti che devono delinquere forzatamente per mantenere la latitanza. Sono i clandestini veri questi, non l’equazione clandestino uguale delinquente. Eppure i clandestini veri non causano alcun allarme sociale. Non se ne preoccupa nessuno, anche a Napoli e dintorni.

Si ha paura degli straccioni dei campi nomadi, dove non sono certo tutti santarellini, ma nemmeno tutti delinquenti. Perché un centinaio di straccioni facciano più paura di coloro che sono stati condannati per i crimini commessi è un mistero. L’informazione drogata ha fatto la sua parte. Ma c’ stata anche la semplificazione dei problemi, il loro “aggiramento” furbo, l’ideologizzazione delle questioni.

Chi ritiene che il sistema democratico vigente sia da combattere, ne trae la conseguenza che la violazione di una legge non sia da condannare sempre e comunque, perché è il sistema che produce il crimine, non sono i delinquenti che turbano l’ordine sociale.

E’ come capovolgere l’onere della prova.

Lo Stato deve provare di volta in volta di avere emanato norme buone piuttosto che preoccuparsi di farle rispettare. E questo provoca conseguenze disastrose. Poi c’è la giustizia che non funziona, i poliziotti senza benzina o trasformati in mezze maniche nelle questure, e così via. Problemi enormi. Se lo Stato c’è, il numero di rom-delinquenti e cittadini italiani delinquenti sarà riportato entro limiti sopportabili.

Fino che la questione sicurezza viene affrontata come un problema dei rom e dei clandestini da mettere in galera (dopo tre gradi di giudizio, una follia), si daranno risposte persuasive alla casalinga di Volterra, ma non al Paese.

La sensibilità del Nord verso la criminalità è diversa da quella del Mezzogiorno. Una rapina in villa nel Nord, suggerisce la riunione del comitato di sicurezza, nel Mezzogiorno furti, rapine e scippi non provocano un bel nulla. A meno che non siano i rom o i rumeni a commetterli. I rom, infatti, rubano i bambini, i rumeni fanno rapine e violentano le donne. Tutti? Sì, tutti, o quasi. Assurdo. Prendiamo ciò che di buon c’è degli annunci del governo. E’ auspicabile che sugli episodi di criminalità che hanno imposto l’argomento sicurezza in campagna elettorale, si faccia una riflessione accurata.

La devastazione del campo rom si è verificata a Napoli, la città che sopporta la camorra, dove si verificano decine di omicidi, si perpetrano abusi e prepotenze. Invece che affrontare le mafie locali, dare la caccia ai latitanti, riprendere il controllo del territorio per fare funzionare le discariche, nasce la questione rom. Qualche domanda ce la dobbiamo fare o no?  

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