“Le indiscrezioni sui nomi degli assessori regionali apparse su alcuni organi di stampa non corrispondono allo schema della giunta di governo. Stiamo tutt’ora lavorando sulla composizione della nuova squadra dell’esecutivo regionale, che sarà ufficializzata nelle prossime ore”.Raffaele Lombardo ha dovuto rassicurare con questa nota alle agenzie di stampa gli esclusi, quando è apparso chiaro che la “quadra” non sarebbe stata trovata. Aveva promesso di portare i nomi alla prima seduta dell’Ars ed ha dovuto constatare che l’appuntamento non poteva essere anticipato nemmeno di un’ora.
Negli ultimi giorni il clima all’interno della maggioranza di centrodestra si è incarognito. Lo stesso Presidente non ha avuto peli sulla lingua, ha esternato il suo malumore e il rammarico in una intervista al Corriere della Sera, nella quale ha chiamato in causa, come colpevoli della situazione di stallo e dei problemi che l’MPA sta incontrando a Roma, i colonnelli di Forza Italia (o PDL). Li ha accusati di volere ingabbiare il suo Movimento, retrocederlo, fargli mancare il terreno sotto i piedi, detronizzarlo perfino nel luogo sacro del suo battesimo politico, Catania.
Lo sfogo ha preceduto di poche ore l’accordo, raggiunto in extremis, sulle candidature alle amministrative siciliane, potrebbe avere sortito un benefico effetto. Era un puzzle, quello delle candidature alle amministrative, che con pazienza è stato condotto a termine dopo scontri furiosi e minacce di rottura.
L’intenzione di scendere in campo da solo, s’intende insieme con l’UDC, Lombardo l’ha avuta e no ne ha fatto mistero. Poi è prevalso il bisogno di mettere insieme le forze per evitare rischi e il quadro delle opportunità è migliorato.
Ma si tratta di una pace armata. I colonnelli di Forza Italia non sono una invenzione di Lombardo, l’MPA ha dovuto fare i conti sin dal primo giorno con loro. Hanno fatto di tutto per impedire la sua candidatura alla Presidenza della Regione e fanno di tutto per restringere il suo spazio politico.
Ma Lombardo ormai è arrivato a percentuali con due zeri abbondanti, difficilmente si potrà disarcionare.
Con lui il PDL dovrà fare sempre i conti. E questo non piace ai forzisti, che soffrono la presenza degli ex democristiani in modo particolare. Non ne fanno mistero, nemmeno nei commenti che giungono, copiosi, a Siciliainformazioni.
L’insofferenza anti-DC permette di individuare l’area politica che contrasta le ambizioni di Lombardo, si tratta del nucleo originario di Forza Italia, quello che scese in campo dopo avere trasformato l’azienda in partito nel giro di poche ore.
Poi sono arrivati i democristiani e i socialisti, imbarcati e diventati parte importante di FI prima e del PDL poi. Il Ministro della Giustizia è un ex DC, il Presidente del Senato pure, tanto per fare i nomi più autorevoli. E’ davvero difficile, dunque, comprendere l’insofferenza anti-DC.
Ma c’è e si respira a pieni polmoni. Come abbiamo già scritto, rappresenterà il leit motiv di questa legislatura, che si apre all’insegna del grande successo del centrodestra, forte del 68 per cento circa dei consensi elettorali. Che cosa abbia provocato il rinvio delle designazioni non è facile indovinarlo. Non sono poche le ragioni del dissenso.
Girano ancora alcuni nomi, Lombardo intende blindare i luoghi chiave del governo, a cominciare dalla sanità, core-business degli affari regionali, con la designazione di un magistrato.
Per ora l’accordo riguarda il numero degli assessori spettanti ai tre schieramenti, PDL, MPA e UDC: sei al primo, tre ciascuno a MPA e UDC, come proponeva Lombardo. La Presidenza dell’Assemblea sembra ormai fuori discussione, toccherà a Francesco Cascio perché è il più votato ed esce dalla precedente legislatura come Presidente del Gruppo parlamentare di FI. Francesco Musotto , che sembrava avere delle chances, è praticamente scomparso.
Ma torniamo alle indiscrezioni smentite da Lombardo. In realtà i nomi dei "ministri" siciliani sono all'ottanta per cento quelli indicati. E cioè Giovanni La Via all’Agricoltura – assessorato ambito anche dall’Udc Nino Dina – e imagistrati Massimo Russo e Giovanni Ilarda, voluti dall’Mpa ai Lavori pubblici, al Territorio o all’Ambiente (ha più chances il primo che il secondo). Poi l’ex preside Elita Schillaci della Facoltà di economia di Catania alla Presidenza e Antonio Scavone, manager dell’Ausl 3 di Catania; alla Sanità, invece – in quota azzurra –, il Pdl vorrebbe designare Salvatore Iacolino, direttore generale all’Azienda sanitaria di Palermo. Ma Lombardo, vuole un magistrato, Russo, per l'esattezza.
Titti Bufardeci dovrebbe avere una delega, poi ci sono Francesco Scoma, Innocenzo Leontini, Michele Cimino e Francesco Musotto. Per An, circola il nome di Santi Formica e dell’ex assessore al Lavoro e capogruppo in Ars, Salvino Caputo che potrebbe andare al Lavoro o alla Famiglia. La delegazione dell’Udc è fatta: Antonello Antinoro, Nino Dina e Pippo Gianni all’Industria.
Confessionile : ho votato PdL. Ma domani stesso scriverò al "mio" deputato regionale che prima finisce questa alleanza anomala ed impura e meglio è. So che anche tantissimi amici la pensano così.
Non bisognava "voltare pagina" ,ma CAMBIARE LIBRO. Altrimenti non se ne verrà mai fuoti.
Il momento storico-politico mi pare propizio. A Roma già s'è fatto. Qui cosa osta ?
Questo "ritardo" di Lombardo questo "sovrapprezzo" di trattative di palazzo è davvero emblematico ed imperdonabile.
Credo siano il nostro pesante pedaggio al retaggio arabo ed alla discendenza spagnolesca.
Lenti ,spocchiosi ,convoluti ,contorti. Ci sentiamo furbi. Ed invece in un mondo moderno "che corre", ci facciamo la figura dei fessi e dei ritardati. NON ABBIAMO TUTTO IL TEMPO CHE VORREMMO.
Il resto del mondo ,nel frattempo ,galoppa.
A partire dal prezzo dei carburanti.
Quando noi ci decideremo a "svegliarci" ,ci ritroveremo ad andare al lavoro in carrozzella. E molti lo considereranno un bene : perchè così avranno un ottimo alibi per arrivarci ancora più tardi.
Lombardo dovrebbe un tantino mascherare meglio indole ed intenzioni .Sembra più "dignitoso" di Cuffaro (intanto parla italiano) ,però è un po' più rigido ,più chiuso di carattere ,più duro. Totò riusciva a sorridere ,lui no. Con un tipo così è più facile arrivare ad un punto di rottura. Perchè lo vedo propenso ad impuntarsi.
Deve stare molto attento ; perchè se può avere l'impressione che "i suoi" lo amino ,non deve farsi illusioni sugli elettori del PdL .Che NON lo amano e lo hanno votato solo per spirito di coalizione e mancanza d'alternative pratiche ,come una "medicina amara" ( non voglio dire proprio "come un rospo",ma quasi). E gli eletti del PdL lo sanno perfettamente che "gira forte" questo brontolio e questo stato d'animo di chi vede pagato un prezzo sempre più alto ad un "alleato" che si mostra sempre più ingrato ed inaffidabile. D'altro canto ormai tutti hanno potuto verificare ,numeri alla mano,che in Sicilia il PdL avrebbe potuto benissimo vincere da solo. Senza questi "alleati" "brutti ,sporchi e cattivi".
Ho notato un lapsus (certo non freudiano) sulle "cifre" di Lombardo ,che saranno senz'altro "a due cifre" ,ma non certamente "a due zeri" (cioè sempre superiori al 100% !).
Sul quotidiano di Palermo ho poi rilevato una "sortita" di Alemanno che chiedeva nientemeno che un Assessorato non solo per un non-deputato ma addirittura per un non-candidato alle regionali. Un furbo rimasto nelle retrovie e che voleva ,non si capisce a qual tiolo ,solo "il premio finale". E tutto questo sulla scorta e la base di quanti deputati regionali "alemanniani" ? NESSUNO. La richiesta di Alemanno era forse solo "di facciata" ,giusto per dire al suo valvassino feudale "Guarda ,io ci ho provato ! Mancò la Fortuna...".Alemanno ha una concezione machiavellica della politica.
Infatti in Sicilia non gli è rimasto un cane .Solo dei ragazzini confusi e dispersi nelle corti dei vari candidati.
Che ancora lo invitano pensando che un rospo ,gonfiandosi d'aria, possa diventare un bue.