Dai miracoli elettorali della prima repubblica agli stupri e sequestri di bambini della seconda. L’informazione drogata, i rom e la violenza. Siamo ancora un paese civile?

21 maggio 2008
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Agli albori della Prima Repubblica, e fino agli anni sessanta, ogni vigilia elettorale era segnata da madonne che lacrimavano o apparivano qua e là, dove la devozione era più forte e i bisogni di portare le pecore all’ovile più pressanti. La Madonna ed il padreterno non c’entravano niente con le apparizioni e se avessero potuto mostrarsi, ne sono certo, avrebbero bacchettato i testimoni oculari dei miracoli. Quando il clima mutò, i miracoli scomparvero. Erano i devoti a vedere ciò che non c’era, o i bisognosi di consensi elettorali a organizzare la truffa approfittando dei creduloni e della brava gente? Propendo per la prima ipotesi, ma non scarto del tutto la seconda.

Le allucinazioni di massa sono miracoli, quelle di un individuo patologie da curare con l’aiuto di uno psichiatra. Fatta salva la buona fede di chi crede di vedere ciò che non c’è, non bisogna assolvere chi approfitta della buona fede per svariate ragioni, fosse anche per arrivare in prima pagina, non necessariamente per ragioni politiche. Siccome i tempi cambiano le vigilie elettorali sembrano essere popolate da stupri e rapimenti di bambini da parte dei rom.

Alla vigilia del voto di ballottaggio il tentativo di stupro compiuto da parte di un romeno a Roma divenne l’episodio mediatico più importante della campagna elettorale. Si scoprì, soltanto dopo, che l’episodio si era verificato tre o quattro giorni prima della sua diffusione e che la vittima, non avendo subito alcunché, essendosi trattato di un gesto maldestro o qualcosa di simile, non aveva nemmeno denunciato l’episodio. Ma lo fecero due testimoni oculari che avevano notato qualcosa nel buio. Sono rimasti ampi spazi per i dubbi. Bene, due o tre giorni fa, a Catania, in piena campagna elettorale, mentre si discute la sorte dei campi rom – non dei rom che delinquono ma dell’etnia rom - si verifica un tentativo di sequestro di un bambino da parte del solito rom. Giusto come sarebbe accaduto a Napoli, pochi giorni prima, scatenando una cacciata di rom a furor di popolo e la distruzione di un campo, al quale è stato dato praticamente fuoco. Televisioni, radio e informatori cartacei, chiamati sul posto dopo che giustizia era stata fatta, ascoltarono le buone ragioni delle “civilissime” persone che avevano organizzato la punizione collettiva. E tutta l’Italia ha potuto apprendere che si può impunemente appiccare il fuoco a baracche e tende con centinaia di persone che le abitano.

Le dichiarazioni dei capi della spedizione punitiva hanno persuaso ancor di più i governanti della necessità di far presto perché i nostri “civilissimi” concittadini hanno bisogno di essere protetti al più presto. Dai rom? Sì, dai rom. Perché la camorra che ammazza e stupra la città, la microcriminalità dei nostri conterranei, non è così pericoloso come quella gente brutta e cattiva che vive di elemosina e non riesce a stare al mondo decentemente.

Pochi giorni dopo, in piena emergenza rom, arriva l’episodio di Catania che ottiene immediatamente larga eco. Ne diamo notizia anche noi, perché le agenzie ce lo hanno raccontato e non potevamo certo ignorarlo. Avremmo potuto controllarlo? Sì, avremmo potuto. Ma come? Bisognava che affidassimo l’incarico a qualcuno. Impossibile, il mondo continua a girare e noi non possiamo fermarci. Ma Siciliainformazioni non è solo un quotidiano, è anche una comunità composta dai suoi lettori. Il bisogno, colpevolmente inevaso, viene soddisfatto da un lettore, il quale ci scrive a proposito del tentativo di sequestro di un bambino da parte di un rom a Catania.

“Non è possibile che questo fatto accaduto il 15 sia stato diffuso solo oggi 20 maggio, tenuto conto anche della gravità”, sostiene il lettore. “Io sono un assiduo frequentatore dell'Auchan e già una ventina di giorni addietro avevo notato sia la zingara in questione che altri zingari uomini. Brutti visi, si. Anzi a dire il vero la donna mi è sembrata con scemata facoltà d'intendere mentre l'uomo arrogante, prepotente ma anche spesso ubriaco, ma non si può comunque speculare e creare allarme sociale perchè qualche imbecille, vicino agli ambienti giudiziari, deve fare lo scoop mediatico e cavalcare quanto avvenuto a Napoli.

“Ribadisco e confermo che ho notato più volte questi zingari ed escludo con certezza che possano aver tentato il rapimento della bimba. Vorrei sapere perchè quando l'ANSA spara simili cazzate tutti gli altri, compresi TG1 e TG5, ripetono bovinamente senza che insorga almeno qualche dubbio. Forse anche loro necessitano dello scoop? Questa è informazione bovina”.

Non c’è da stare lieti se le cose stanno come racconta il lettore. L’allarme sociale che queste notizie provocano è altissimo. Se si desse l’assalto a qualche altro campo e ci scappasse il morto, che cosa faremmo, oltre che piangere lacrime di coccodrillo? E’ confortante il fatto che c’è chi non s’accontenta e vuole sapere come stanno le cose davvero e chi, testimone di un episodio, vuole che altri sappiano. Per amore di verità e per desiderio di civiltà

Che i rom facciano una vita che non ci piace, per noi e per ,loro, è un’altra cosa, cher va corretta adottando una semplice borma: rispetto delle leggi dello Syato, e mettendo in campo le risorse adatte per punire le trasgressioni. Chiunque li commetta.

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