I testimoni di giustizia fanno appello al governo affinche', tra le misure comprese nel 'pacchetto sicurezza' che sara' varato domani in Consiglio dei ministri, vi siano anche norme a tutela dei cittadini che coraggiosamente decidono di rendere testimonianza su delitti di mafia esponendosi cosi' al rischio di vendette da parte della criminalita' organizzata. Catene dorate al collo per legarsi simbolicamente al Viminale, i testimoni di giustizia chiedono un incontro con il ministro dell'Interno Roberto Maroni per esporre le proprie istanze.
''Siamo stati ammessi allo speciale programma di protezione quando, nel '92, abbiamo testimoniato su alcuni omicidi nel Crotonese.
''Chiediamo che nell'ambito del pacchetto sicurezza siano inserite misure come l'assunzione dei testimoni da parte della Pubblica amministrazione e l'equiparazione di questa categoria di cittadini ai famigliari delle vittime del terrorismo. Abbiamo chiesto di parlare con il ministro, rimarremo qui finche' non ci verra' data una risposta''.
La scelta di adempiere al dovere di testimoniare ''ha comportato un radicale mutamento e stravolgimento della nostra vita. Siamo stati costretti ad abbandonare la nostra citta', le nostre proprieta' e il lavoro'', sottolineano i testimoni di giustizia in una lettera aperta al ministro Maroni lamentando il fatto di essere stati 'abbandonati' dallo Stato. Si tratta, spiegano, di ottenere l'aiuto da parte delle istituzioni per il reinserimento sociale in altre localita', per il cambio di identita', per una nuova attivita' lavorativa. ''Non siamo collaboratori di giustizia, noi non abbiamo pene da scontare. Chiediamo soltanto l'attenzione del governo''.
Un'occasione, fanno notare, potrebbe essere l'inserimento di misure ad hoc nel pacchetto sicurezza. Di qui la decisione di manifestare in piazza del Viminale. ''Vi rimarremo ad oltranza -assicurano- finche' non avremo delle proposte risolutive al nostro problema''. Nel frattempo, con dei grandi cartelloni ribadiscono e rivendicano la scelta compiuta: ''Tacere e' una colpa, parlare un obbligo, un dovere civile al quale non ci si deve sottrarre''.