I verbali di interrogatorio, eseguiti in Svizzera nei confronti di due ex manager di Mediaset Roberto Pace e Gabriella Ballabio, indagati in Italia per appropriazione indebita e dalla Confederazione per riciclaggio, non sono mai stati depositati. Per questo la difesa di Silvio Berlusconi ha chiesto oggi la nullita' del processo in corso a Milano sui presunti fondi neri creati da Mediaset con la compravendita di diritti televisivi e cinematografici. "In quegli atti -sostiene uno dei legali del premier, l'avvocato Nicolo' Ghedini- c'erano elemeni a favore di Silvio Berlusconi e di altri imputati e dunque la nostra attivita' difensiva e' stata danneggiata dal mancato deposito, da parte del pm fabio De Pasquale, di quei verbali".
Ma per i giudici della prima sezione penale la richiesta della difesa, cioe' di dichiarare nulla l'udienza preliminare quindi il decreto che dipose il giudizio, e' da rigettare. Il processo, dunque, puo' proseguire. E' quanto e' accaduto oggi nel corso dell'udienza dove, a testimoniare, e' stato chiamato proprio Roberto Pace, indagato anche lui dalla Procura di Milano per aver ricevuto 4 milioni e mezzo di dollari da Frank Agrama, l'uomo ritenuto dall'accusa il socio occulto di Berlusconi nella compravendita dei diritti tv.
Pace, che all'epoca dei fatti era responsabile della compravendita dei diritti finiti nel 'mirino' degli inquirenti, ha raccontato, in particolare, di come, nel 1999, durante un incontro a Los Angeles, proprio Agrama gli fece "pesare" il fatto di essere molto vicino "alla famiglia Berlusconi". All'epoca, dopo la fine di un accordo con la Paramount, Agrama aveva chiesto a Pace di garantire ugualmente a Mediaset buona parte della produzione anche proveniente dal mercato indipendente. Soprattutto Agrama voleva che gli fosse garantito il fatturato, circa 30 milioni di dollari l'anno.
Richiesta, quest'ultima, per la quale anche Daniele Lorenzano, produttore, avrebbe esercitato pressioni su Pace 'forte' di colloqui avuti con 'il dottore', cioe' Silvio Berlusconi. Sempre Pace ha raccontato in seguito di aver incontrato Piersilvio Berlusconi il quale lo invito' "ad ignorare le pressioni e di andare avanti". Una testimonianza, quella di Pace, che per Nicolo' Ghedini, e' la "prova che Berlusconi non e' mai stato il socio occulto di Agrama. Non sapeva nulla e non avrebbe mai permesso che andassero soldi a manager come Pace, Ballabio e Stabilini".