L’opposizione al Cavaliere? Verrà dalla Spagna, l’Europa è nata, svegliamoci. La querelle italo-spagnola non è una questione diplomatica, ma politica. Frattini vorrebbe metterci una pezza ma...

19 maggio 2008
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Dalla Spagna nuovo attacco al governo italiano. Il ministro dell'Immigrazione Celestino Corbacho: «L'Italia criminalizza il diverso». E la ministra Bibiana Aido aggiunge: «Berlusconi è da psichiatra». Ma il sottosegretario agli Esteri di Zapatero frena: «Nessuno scontro». La sintesi, felice, del Corriere della Sera, ci consegna asciutto e netto, il punto di vista del governo spagnolo sull’Italia. Non l’Italia come Paese, intendiamoci, ma l’Italia di Berlusconi e del centrodestra, che provoca il mal di pancia a Zapatero e, ancora di più, ai suoi ministri e compagni di partito.

La scintilla l’hanno provocata il blitz dei rom e gli annunci sulla mano dura nei confronti degli immigrati con l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, ma queste pur importanti questioni c’entrano fino a un certo punto. Il malessere anti-berlusconiano della Spagna viene da lontano, dalla TV che il Cavaliere tentò di installare nella regione iberica senza successo. Fu visto come un tentativo di colonizzare i media spagnoli. Un pericolo, dunque.

Al Poggetto

Ma anche questa, a ben vedere, è solo una pre-condizione dell’antipatia spagnola per il centrodestra berlusconiano. Ai socialisti spagnoli rode la situazione italiana, perché nel nostro Paese non trovano un interlocutore che sia uno, né nella maggioranza né nell’opposizione. La sinistra antagonista non può esserlo, quella critica non c’è più in Parlamento. Veltroni? Andrebbe bene, ma fino a un certo punto. Quando venne in Spagna ad annunciare l’ascensione del nuovo partito, gli chiesero se avesse ricevuto il battesimo del Papa o fosse di sinistra, Veltroni rispose che era a capo di un partito riformista, con la conseguenza che mezza Europa dovette chiedersi quale oggetto misterioso fosse questo partito democratico nato in Italia.

Veltroni avrebbe potuto evitarlo il tormentone, sarebbe bastato che rispondesse, per esempio: certo, siamo riformisti e di sinistra, come volete si possa essere riformisti se non si sta a sinistra. Avrebbero capito perfino gli spagnoli, che non hanno avuto una storia complicata della sinistra come quella italiana. Oppure: siamo un'altra cosa, non sappiamo ancora che cosa, ma non lo riferite a nessuno. La prima sarebbe stata una delle risposte possibili, plausibile per un partito che dice di volere mettere insieme le anime progressiste del cattolicesimo e della sinistra storica. Hanno o no superato le due anime, l’integralismo religioso ed ideologico? E il solidarismo parrocchiale? Se non li hanno superati, devono girarsi ancora attorno per trovare i banchi in cui sedere in Parlamento. D'accordo, gli altri il problema dell'identità non ce l'hanno, ma non se lo pongono nemmeno. E' come la coscienza: pulita o sporca, presuppone che uno ce l'abbia. 

Una volta che si decide di averla questa identità, bisogna trovarla. Considerato come stanno le cose, la ricerca la devono affidare a Indiana Jones,  magari rivolgendosi direttamente a Spielberg, che ci sa fare a districare matasse ingarbugliate.

Veltroni la risposta ce l’aveva, questo è sicuro, ma non poteva darla. Se avesse risposto che il suo era un partito di sinistra, gli ex popolari si sarebbero arrabbiati di brutto.

Non è una questione formale, linguistica. Loro non vogliono avere nulla a che vedere con la sinistra e con i socialisti per le note ragioni. Appena vedono bandiere rosse in piazza, fanno riunioni di caminetto e spiegano che bisogna superare le vecchie logiche.

Quali logiche? Quelle delle bandiere? Ma se perfino il Cavaliere e la Padania si sono inventati le bandiere di un partito senza storia e di una regione che non esiste?

Il punto è un altro, dunque: l’enorme diversità di vedute sui temi della bioetica. La Chiesa ha i suoi dogmi e i suoi principi, la qualcosa è assolutamente legittima; e ha i suoi fedeli, anche nel partito democratico, che è altrettanto legittimo.

Perfino fra gli atei devoti ci sono difensori della Fede, duri e puri. Ma non ha ancora una presenza formale nel governo italiano, che deve governare un popolo di credenti e miscredenti, i quali, altrettanto legittimamente, intendono rispettare le leggi di Roma ma non si sentono di fare altrettanto cone le leggi del Vaticano. La questione è tutta qui, ed è inutile edulcorarla.

Gli spagnoli l’hanno superata nel modo che sappiano: i socialisti spagnoli hanno illustrato il loro punto di vista agli elettori ed hanno vinto le elezioni, perciò stanno mettendo in atto tutto ciò che avevano promesso, dalle coppie di fatto alle leggi di tutela delle donne, hanno dato grande spazio al pensiero laico, senza tuttavia mancare di rispetto alla Chiesa. I socialisti spagnoli hanno fatto altro invero: hanno realizzato una esemplare parità fra uomini e donne nel governo del Paese.

La presenza rosa nell’esecutivo di Zapatero è addirittura maggioritaria, e quando fu annunciata, Silvio Berlusconi se ne uscì con una battuta spiritosa ma affatto gradita in Spagna.

Prese in giro il mondo politico rosa, e non se lo sono scordati. Da qui la battutaccia sulla necessità che il nostro Premier si rivolga ad uno psichiatra di una signora-sottosegretario.

In Italia, e questo non riguarda solo il centrodestra, c’è il ministero delle pari opportunità, ma non ci sono le pari opportunità, in Spagna è esattamente il contrario. Stando alle scaramucce iniziali, è possibile prevedere che l’opposizione al centrodestra italiano verrà dalla Spagna. Una prospettiva inconsueta e tutta da sperimentare, sulla quale è permesso anche sorridere, ma fino a un certo punto.

C’è da sorprendersi? Certo, perché inaugura un clima nuovo, ma è questa l’Europa oggi. Siccome si decidono tante cose insieme e si è consegnata una parte della sovranità nazionale al governo dell’UE, è del tutto normale che il confronto politico abbia allargato le maglie. Il fatto che siano le diplomazie, e non i politici del due paesi, Italia e Spagna, ad occuparsi delle questioni sollevate, a titolo personale, dalle ministre spagnole, è risibile. Non hanno capito come stanno le cose. L'Europa di fatto è diventata una entità politica, nonostante le remore dei governi nazionali. La dialettica politica, dunque, è fisiologica fra socialisti e centrodestra. Potrebbe capitare fra gollisti francesi e socialdemocratici tedeschi o labour britannici e popolari portoghesi. Bisognerà prenderne atto prima o poi. 

Che siano gli spagnoli e non gli italiani a tallonare il centrodestra sorprende, naturalmente, ma non più di tanto:  la diversità manifesta degli schieramenti politici, che danno vita ai governi di una nazione, spiega la polemica e segnala la novità dell'Europa "politica". Non è il caso di prendersela dunque, costituisce un altro passo verso la coesione.

I riti delle diplomazie saranno presto sostituiti dal confronto fra partiti europei. 

 

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Anonimo 24 maggio 2008   09:17

Sbaglio o a Ceuta gli spagnoli hanno aperto il fuoco sui maghrebini ? Facendo anche un po' di morti ?

Sbaglio o sul confine lato Africa hanno costruito un bel Muro ?

Loro ci darebbero lezioni di "umanità".

Noi non abbiamo mai sparato a nessuno.

Anonimo 20 maggio 2008   15:48

A Veltroni ,a questo punto ,non resta che vestirsi da torero ,da matador. Simbolicamente.

Ed invece di "We can" dovrà dire "Se puede!".

Ed alla fine d'ogni intervento alla camera esclamerà "Olè!".

E dialogherà con Berlusconi con un interprete.

Il problema dell'adesione o meno del Pd al Gruppo Socialistra in Europa resta ,tuttavia,tutto in piedi.

Anonimo 20 maggio 2008   12:16
L'utente ha risposto al commento anonimo del 20 maggio 2008. Visualizza »

A ciascuno il diritto di esprimere la propria opinione su qualunque argomento. Io non penso che si debba rispondere a commenti altrui, semmai si può dissentire su una serie di opinioni che, a prima vista, sembrano voler sottolineare come la Spagna muova quelle critiche al governo italiano perché aveva dei sassolini nella scarpa, che non le é parso vero potersi togliere, oppure per una mera contrapposizione politica di un governo di sinistra avverso a uno di destra. Se la Spagna fosse stata l'unica nazione a muovere certe critiche, si potrebbero accettare quelle opinioni. Ma tali critiche, anche se provenienti da fonte diverse, sono apparsi su più testate straniere. Si potrebbe obiettare che non sono stati i ministri di un governo quelli che le hanno fatte, e questo é vero ma non cambia la sostanza. La sostanza é che siamo tenuti sotto osservazione perché il nostro governo, a suo tempo, ha ben chiarito come intende agire. E mi riferisco ai famigerati fatti di Genova -che hanno coinvolto cittadini stranieri-, e non ancora del tutto chiariti dalla magistratura italiana. Per non parlare dello strombazzato problema sicurezza, tanto urlato da sottolineare il fattaccio di Roma e non certo anche quello, contemporaneo, di Milano. Il "dagli all'untore" di manzoniana  memoria allora come ora, e come più di sessanta anni fa, crea nell'immaginario collettivo la personalizzazione del nemico, che paga per tutte le frustrazioni, se non le sofferenze patite in tanti campi, che incanala la rabbia prima controllata. Sono queste le vere questioni che destano sconcerto anche all'estero. Il farsi giustizia da sé crea un circolo virtuoso per cui il governo, per non dispiacere il popolo, parla di leggi severissime e il popolo, sentendosi autorizzato dal governo, precede il governo stesso e attua le leggi che non ci sono.

Mi permetto sommessamente ricordare che il primo Consiglio dei Ministri si terrà Giovedì 22 Maggio.

Come facciamo già ad esprimere giudizi su proposte di leggi e decreti che non sono stati ancora approvati in quella sede istituzionale.

Certo Maroni "proporrà"...ma vota tutto il Governo e Berlusconi deve dire l'ultimo sì.

Poi ,prima le Leggi  poi i decreti andranno alle Camere.

Un minuto dopo avremo di che discutere fondatamente.

Prima di leggere la stampa straniera. Tutta politicamente "schieratissima" a priori.

E quindi senza farcene impressionare più di tanto. Se dieci amici ignoranti e cattivi (dunque poco amici) mi dicono tutti insieme che sono un "maniaco sessuale" ,mica mi fanno convinto o mi fanno venire dei dubbi !

Anonimo 20 maggio 2008   12:08
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A ciascuno il diritto di esprimere la propria opinione su qualunque argomento. Io non penso che si debba rispondere a commenti altrui, semmai si può dissentire su una serie di opinioni che, a prima vista, sembrano voler sottolineare come la Spagna muova quelle critiche al governo italiano perché aveva dei sassolini nella scarpa, che non le é parso vero potersi togliere, oppure per una mera contrapposizione politica di un governo di sinistra avverso a uno di destra. Se la Spagna fosse stata l'unica nazione a muovere certe critiche, si potrebbero accettare quelle opinioni. Ma tali critiche, anche se provenienti da fonte diverse, sono apparsi su più testate straniere. Si potrebbe obiettare che non sono stati i ministri di un governo quelli che le hanno fatte, e questo é vero ma non cambia la sostanza. La sostanza é che siamo tenuti sotto osservazione perché il nostro governo, a suo tempo, ha ben chiarito come intende agire. E mi riferisco ai famigerati fatti di Genova -che hanno coinvolto cittadini stranieri-, e non ancora del tutto chiariti dalla magistratura italiana. Per non parlare dello strombazzato problema sicurezza, tanto urlato da sottolineare il fattaccio di Roma e non certo anche quello, contemporaneo, di Milano. Il "dagli all'untore" di manzoniana  memoria allora come ora, e come più di sessanta anni fa, crea nell'immaginario collettivo la personalizzazione del nemico, che paga per tutte le frustrazioni, se non le sofferenze patite in tanti campi, che incanala la rabbia prima controllata. Sono queste le vere questioni che destano sconcerto anche all'estero. Il farsi giustizia da sé crea un circolo virtuoso per cui il governo, per non dispiacere il popolo, parla di leggi severissime e il popolo, sentendosi autorizzato dal governo, precede il governo stesso e attua le leggi che non ci sono.

Il popolo è figlio della Storia collettiva ,non di questo o quel Governo. Stratifica la sua mentalità nel tempo.

Ma i Governi si giudicano dagli ATTI CONCRETI che compiono ,cioè dalle Leggi come vengono scritte ,proposte ,emendate e votate. Si giudica il PRODOTTO FINALE ,non il suo "lancio" mediatico parziale ,non le indiscrezioni ,non le anticipazioni ,nemmeno i propositi di partenza ,le conferenze stampa ed i commenti.

La Spagna HA SPARATO per fermare l'alluvione di immigrati.

Noi nemmeno ce lo sogneremmo.

Così come non ammazzeremmo dei poveri tori all'Olimpico od al Barbera. Non siamo tipi.

Gli zingari di Palermo non li ha mai molestati nessuno .Anche se occupano indebitamente suolo pubblico in un Parco destinato a verde pubblico e dove un italiano non potrebbe mai montare una tenda.

Anonimo 20 maggio 2008   11:56
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C'E' UN GIORNALE OMBRA. NON BASTAVA IL GOVERNO OMBRA. L'insieme dei commenti di chi mi precede, ormai conosciuto mattatore di questa arena, sono diventati una specie di "giornale ombra" di questa testata: sostanzialmente mi pare che un nucleo di persone scrive ed un unico "grande fratello" commenta tutto. Devo dire che spesso i commenti sono più che giusti, acuti, dotti. Forse a volte un po' troppo schierati, ma comunque sempre molto lucidi.

Mi è venuto però un dubbio: perché il nostro anonimo commentatore non scrive direttamente gli articoli? Per non essere commentato? Per altri motivi personali? Infine un consiglio a siciliainformazioni: assumetelo AD OGNI COSTO, fareste un vero affare. Un saluto a tutti.

Belfagor

CHI NON E' "DI PARTE" ? FORSE SOLO DIO. E nemmeno, perchè gli Ebrei dicono che ,sotto sotto, "tifa" per loro (anche se ,in certi momenti ,forse s'è distratto un po'): scherzi a parte ,un conto è "fare i" ed essere Giornalisti ,un altro è "commentare". Ed il commento serve ,anche come "provocazione",solo se è assolutamente libero. Il che ,secondo me ,cozza con l'inquadramento redazionale. Perchè lì c'è la "linea" editoriale ,lì scattano obblighi perfino di linguaggio (preciso ,tecnico ,super-informato (perchè non puoi farti "beccare" da un pubblico eterogeneo).

L'opinione ,ovviamente ,ha meno vincoli. E' "rispettabile" (in genere) ma è dichiaratamente e limpidamente "parziale" ,perchè tende naturalmente a "trarre conclusioni": Diciamo che è un "mestiere" totalmente diverso ed una funzione forse complementare. Grazie ,comunque ,per il pensiero. Ma l'idea generale non era quella del "giornale-ombra". Era quella di usufruire d'un diritto ,non d'un privilegio .Intervenendo solo quando era giusto far sentire "l'altra campana". Giusto per non annegare nella noia mortificante dei monologhi e del Pensiero Unico ed Accettato.

Anonimo 20 maggio 2008   11:42
L'utente ha risposto al commento anonimo del 20 maggio 2008. Visualizza »

Non si orienta la politica estera d'una Nazione sulla base dello schematismo ideologico o ,peggio ,religioso.Un conto è fare un comizio di sinistra a Madrid ,un altro rapportarsi con altri Stati ,con altre Storie diverse e particolari. Zapatero pensa forse d'importare il suo schema d'azione in Italia ? Ma è il capo del Governo spagnolo o il Presidente di turno dell'Internazionale socialista ? Si avventano contro di noi per le battutine rosa di Berlusconi ? O per dare una lezione di sinistrese a Veltroni ? Ed allora noi che dovremmo fare ,simmetricamente ,rompere le relazioni diplomatiche con tutto il mondo arabo e mandargli a dire ,col NOSTRO linguaggio politico che non ci piacciono i monarchi feudali straricchi ,che detestiamo i dittatori folli e le teocrazie oppressive e retrograde ? In pratica non si fa ed in un mondo normale ,in Occidente ,non si fa più di bacchettare i vicini per una loro legge od usanza che ci sembra lontana dal nostro modo di pensare. Zapatero allora che farà con la Cina che tiene il Tibet in un pugno di ferro ? Le dichiarerà guerra o andrà a prendere lezioni e buoni esempi per piegare la Catalogna ?

Il Governo spagnolo sta scantonando pesantemente .Forse sogna i fasti d'un nuovo Fronte Popolare targato anni '30.

Giusto per scatenare un'altra guerra civile col concorso di qualche Brigata italiana ? Quello che sta sostenendo è in ogni caso un gioco pericolosissimo . Valeva la pena per un canale televisivo ? Oppure si tratta della leadership della "nuova" sinistra europea ? Ma questi obiettivi si perseguono con un partito .Non sono quelli di un responsabile Governo nazionale.

A ciascuno il diritto di esprimere la propria opinione su qualunque argomento. Io non penso che si debba rispondere a commenti altrui, semmai si può dissentire su una serie di opinioni che, a prima vista, sembrano voler sottolineare come la Spagna muova quelle critiche al governo italiano perché aveva dei sassolini nella scarpa, che non le é parso vero potersi togliere, oppure per una mera contrapposizione politica di un governo di sinistra avverso a uno di destra. Se la Spagna fosse stata l'unica nazione a muovere certe critiche, si potrebbero accettare quelle opinioni. Ma tali critiche, anche se provenienti da fonte diverse, sono apparsi su più testate straniere. Si potrebbe obiettare che non sono stati i ministri di un governo quelli che le hanno fatte, e questo é vero ma non cambia la sostanza. La sostanza é che siamo tenuti sotto osservazione perché il nostro governo, a suo tempo, ha ben chiarito come intende agire. E mi riferisco ai famigerati fatti di Genova -che hanno coinvolto cittadini stranieri-, e non ancora del tutto chiariti dalla magistratura italiana. Per non parlare dello strombazzato problema sicurezza, tanto urlato da sottolineare il fattaccio di Roma e non certo anche quello, contemporaneo, di Milano. Il "dagli all'untore" di manzoniana  memoria allora come ora, e come più di sessanta anni fa, crea nell'immaginario collettivo la personalizzazione del nemico, che paga per tutte le frustrazioni, se non le sofferenze patite in tanti campi, che incanala la rabbia prima controllata. Sono queste le vere questioni che destano sconcerto anche all'estero. Il farsi giustizia da sé crea un circolo virtuoso per cui il governo, per non dispiacere il popolo, parla di leggi severissime e il popolo, sentendosi autorizzato dal governo, precede il governo stesso e attua le leggi che non ci sono.

Anonimo 20 maggio 2008   11:30

Ricordo Craxi per il caso-Sigonella ,quando i nostri Carabinieri si schierarono di fronte agli Americani con le armi in pugno. Quando si ha a che fare con una intrusione estera nei nostri affari interni ,non ci possono essere se e ma. Si difende ,senza distinzioni ,il principio di Sovranità Nazionale.

L'interferenza spagnola è irricevibile. Non si deve entrare nemmeno nel merito.

Perfino D'Alema ha rintuzzato il figlio di Gheddafi quando ci ha attaccati sulla presenza"pregiudizievole" di Tizio o Caio nel nostro Governo.

Se deve "eccepire" lo faccia il centro-sinistra italiano. Non "deleghi". E non solleciti "rinforzi" da un Governo estero che ci è ostile per motivi economici e di mercato. Perchè la nostra economia ed il nostro mercato riguardano anche gli uomini e le donne del centro-sinistra. 

Anonimo 20 maggio 2008   09:19

Non li posso piú sentire questi discorsi degli estremisti di sinistra.

Hanno portato l´ Italia alla deriva negli ultimi anni; discorsi senza senso, applicazione leggi per cose banali, ma dimenticando le cose importanti come l´ immigrazione che in combutta con i cosidetti centri sociali é divagata in modo insostenibile; adesso cercano di mettere in cattiva luce un governo appena votato dal popolo con una indiscutibile maggioranza.

Carissimi sinistri e soci, imparate una cosa: fate governare questo governo, collaborate per le cose giuste, siate pure contrari alle cose che non vi piacciono, ma smettetela di entrare nella paranoia avendo addirittura la sfacciataggine, come nel caso immigrazione clandestina, di dire che la legge Amato era cosa buona.

Per concludere: in ogni stato democratico ogni governo ha il diritto di governare per l´ intera legislatura, se il suo lavoro non sará buono, ci penserá il popolo a non votarlo per la prossima.

Poi questo vale per tutti, governo ed opposizione: vi dovreste vergognare di parlare di tanto in tanto paragonando l´Italia ( immondizia di Napoli) al terzo mondo, io ho girato tanto Asia e Nordafrica, ma non ho mai visto una cosa del genere.

Auguro a tutti una buona giornata.

Anonimo 20 maggio 2008   01:25

Ma quale passo verso la coesione?

Non si tratta di Europa, ma ancora di stati nazionali.

La Spagna è irritata e preoccupata. Starebbe bene alla Spagna un'Italia ancora e sempre "alla deriva", una Italia in cui non si decidesse niente e solo si assistesse al proprio declino. In tal caso, meno fatica, per la Spagna, a superarci in ciò in cui non ci ha ancora superato. Si preoccupa dunque la Spagna che il nuovo governo e il nuovo clima politico italiano (sull'orlo del baratro non si può più giocare, e tutti in Italia hanno capito che c'è da rimettere in piedi il Paese) facciano invertire la rotta all'Italia, che per decenni è stata per gli Spagnoli la meta da superare. E però, avendo superato l'Italia per l'alta velocità, per il reddito, per le autostrade, resta alla Spagna tanto in cui ancora sta dietro di noi. Non ha la Spagna il know-how delle tecnologie strategico militari che l'Italia possiede e sulle quali la nostra industria di recente ha operato acquisizioni di importanti aziende americane. Non ha la Spagna la tecnologie italiane del sistema satellitare Galileo, che presto supererà il GIS americano, non ha la Spagna gli elicotteri militari, che l'Italia fornisce alla Nato; non ha la Spagna questo ed altro, tanto altro che punge il suo orgoglio e che l'Italia ancora possiede. La Spagna è uno Stato nazionale e unitario dalla fine del Quattrocento, la Spagna ha avuto un impero coloniale. La Spagna ha però subito un declino che per rapidità e ampiezza non ha paragoni in tutto l'Occidente, una condizione umiliante, durata per secoli, e culminata con la guerra civile  e con la la dittatura. Ancora alla fine degli anni '80 la Spagna era un paese arretrato e stagnante; l'Italia è invece uno Stato unitario da nemmeno 150 anni, e l'"Impero" non le è durato nemmeno vent'anni. Ha sempre punto gli Spagnoli vedere che un paese scalcinato come il nostro, in gran parte da loro dominato per secoli (Lombardia, Napoli, il Sud e la Sicilia) formatosi relativamente di recente e uscito a pezzi dalla seconda guerra mondiale, abbia avuto la spinta propulsiva, la forza di rialzarsi e di divenire, a un certo punto (metà degli anni '80) la quinta potenza economica mondiale. Non aveva, la Spagna, neppure una vera fabbrica di automobili, e la SEAT montava su licenza la italianissima "600" della Fiat. Il successivo "declino" italiano fin adesso gli ha facilitato enormemente le cose, la rincorsa e il superamento. Ora temono di doversi sbracciare un po' di più. Ecco perché attaccano, sono tesi e preoccupati. Zapatero ha dichiarato da poco che "ora l'obiettivo è superare la Francia". Dunque li preoccupa il fatto che l'Italia possa ritrovare un minimo di coesione e riprendersi, e che a sua volta li risorpassi. Questo li preoccupa, questa è la preoccupazione principale di un Paese che ha potenzialmente un enorme mercato nei paesi ispanofoni e che, nonostante ciò - e avendo pure spolpato i fondi europei - non è ancora riuscita a divenire la potenza mondiale che orgogliosamente sogna di tornare a essere. Punto.

Anonimo 19 maggio 2008   21:42

C'E' UN GIORNALE OMBRA. NON BASTAVA IL GOVERNO OMBRA. L'insieme dei commenti di chi mi precede, ormai conosciuto mattatore di questa arena, sono diventati una specie di "giornale ombra" di questa testata: sostanzialmente mi pare che un nucleo di persone scrive ed un unico "grande fratello" commenta tutto. Devo dire che spesso i commenti sono più che giusti, acuti, dotti. Forse a volte un po' troppo schierati, ma comunque sempre molto lucidi.

Mi è venuto però un dubbio: perché il nostro anonimo commentatore non scrive direttamente gli articoli? Per non essere commentato? Per altri motivi personali? Infine un consiglio a siciliainformazioni: assumetelo AD OGNI COSTO, fareste un vero affare. Un saluto a tutti.

Belfagor

Anonimo 19 maggio 2008   17:47

Non si orienta la politica estera d'una Nazione sulla base dello schematismo ideologico o ,peggio ,religioso.Un conto è fare un comizio di sinistra a Madrid ,un altro rapportarsi con altri Stati ,con altre Storie diverse e particolari. Zapatero pensa forse d'importare il suo schema d'azione in Italia ? Ma è il capo del Governo spagnolo o il Presidente di turno dell'Internazionale socialista ? Si avventano contro di noi per le battutine rosa di Berlusconi ? O per dare una lezione di sinistrese a Veltroni ? Ed allora noi che dovremmo fare ,simmetricamente ,rompere le relazioni diplomatiche con tutto il mondo arabo e mandargli a dire ,col NOSTRO linguaggio politico che non ci piacciono i monarchi feudali straricchi ,che detestiamo i dittatori folli e le teocrazie oppressive e retrograde ? In pratica non si fa ed in un mondo normale ,in Occidente ,non si fa più di bacchettare i vicini per una loro legge od usanza che ci sembra lontana dal nostro modo di pensare. Zapatero allora che farà con la Cina che tiene il Tibet in un pugno di ferro ? Le dichiarerà guerra o andrà a prendere lezioni e buoni esempi per piegare la Catalogna ?

Il Governo spagnolo sta scantonando pesantemente .Forse sogna i fasti d'un nuovo Fronte Popolare targato anni '30.

Giusto per scatenare un'altra guerra civile col concorso di qualche Brigata italiana ? Quello che sta sostenendo è in ogni caso un gioco pericolosissimo . Valeva la pena per un canale televisivo ? Oppure si tratta della leadership della "nuova" sinistra europea ? Ma questi obiettivi si perseguono con un partito .Non sono quelli di un responsabile Governo nazionale.

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