Si cerca di correre ai ripari, il contenzioso è stato trasferito a Roma, dove i coordinatori del PDL, La Russa e Alfano, e Lombardo (MPA-UDC) sederanno attorno a un tavolo per cercare una soluzione. La rottura, annunciata, dal MPA sulle amministrative potrebbe avere delle conseguenze sulla formazione del governo della Regione. A meno che non si trovi un accordo (anche ieri, domenica, le componenti della maggioranza avrebbero dovuto tornare ad incontrarsi).
Se non si raggiunge un accordo, MPA e l’UDC presenteranno liste comuni. Il deterioramento dei rapporti nel centrodestra potrebbe incidere sulla formazione della squadra di governo. Il Presidente della Regione, Lombardo, ha fatto sapere che non intende più aspettare e martedì prossimo, cioè domani, annuncerà i nomi dei suoi assessori. I suggerimenti dei partner, che aveva richiesto più volte, non sono arrivati. Più che suggerire, in realtà, i dirigenti del PDL fanno richieste dalle quali non intendono recedere. Si tratta del numero di “ministri” da nominare.
Il PDL ne vuole sette, Lombardo ne vuole dare sei per fare quadrare i conti al suo interno e nell’UDC.Le soluzioni all’interno della coppia MPA-UDC vengono trovate senza grande fatica, ma fra PDL e MPA-UDC, no. E’ un dato di fatto. Il centrodestra siciliano ha due anime, una che fa capo al PDL e l’altra all’MPA-UDC. La consistenza dei consensi è pressocché identica, con un leggero ma significativo vantaggio per l’MPA-UDC.
Questa condizione non propone alcun problema di coesione del centrodestra, ma fotografa una situazione siciliana assai diversa rispetto al Paese, dove ci sono il PDL e la Lega. Bossi ha vinto le elezioni ed ha raggiunto risultati ragguardevoli, ma non hanno nulla a che vedere con la distanza fra PDL e MPA-UDC, che sostanzialmente si equivalgono.
Se è vero, perciò, che la dialettica all’interno del centrodestra non lascia supporre nemmeno lontanamente una collocazione diversa dell’MPA-UDC, essa tuttavia fotografa una mappa politica diversa e in progress, della quale tutti dovranno tenere conto.
L’Istituto Demopolis diretto da Pietro Vento ha svolto una ricerca sui flussi elettorali recenti in Sicilia, i cui risultati appaiono di grande interesse ai fini della qualità del radicamento degli schieramenti politici e delle emigrazioni avvenute in occasione delle competizioni elettorali più vicine. Il dato più significativo è cosyotuito dal distacco netto fra il centrodestra nella sua interezza e il centrosinistra (ben quaranta punti percentuali).
E’ possibile pertanto affermare che dividendo in tre parti la torta elettorale siciliana, la più piccola spetta al centrosinistra rispetto alle due fette del centrodestra.
Ci sono, cioè, due forze di maggioranza relativa, PDL e MPA-UDC, sul 35 per cento, ed una terza forza, il centrosinistra, sul 28 per cento. La sconfitta elettorale dell’opposizione in Sicilia, vista dall’interno, appare un’autentica catastrofe politica. Il numero di deputati regionali guadagnati dagli schieramenti di maggioranza e opposizione non fa giustizia del divario provocato dallo tsunami elettorale a causa di una legge elettorale fantasiosa e, sotto certi aspetti, insondabile.
Riassumiamo, dunque.
Le famiglie politiche siciliane a grandi linee sono tre: due abitano nello stesso condominio, il centro destra, l’altra in un parco in disuso, il centrosinistra. Le due famiglie del centrodestra sono quelle del PDL, che occupa il 33,5 per cento del condominio, e l’MPA-Udc che occupa un piano rialzato con due appartamenti separati ma comunicanti, che possiede il 34,5 per cento.
La famiglia del PDL ha appena messo casa in comune, consuma una luna di miele piuttosto inquieta perché ancora non ha trovato la sistemazione giusta ai suoi vari componenti. Un giorno la stanza grande tocca ad AN e l’altro a FI, i partner che hanno messo su famiglia. IL padrone di casa,.
Comunque, è uno solo: riconoscibile e riconosciuto, e questo rende più facili le cose.Carte da parato, tende, tappeti, perfino le suppellettili più utili non hanno trovato il posto giusto, ma è abbastanza normale quando si mette sù casa.
La coabitazione propone problemi e richiede spirito di tolleranza e rinuncia. Dipende dalla qualità del cemento; stando ai risultati è buona. Prima di mettere su casa le due componenti della famiglia vivevano in un ambiente più ristretto; quando si sono messi insieme, hanno guadagnato quasi quattro punti percentuali, si sono allargati.
Nel piano rialzato MPA-UDC hanno fatto anch’essi un buon affare, decidendo di abitare un appartamento con porte comunicanti. Specie l’MPA, che ha migliorato di ben dieci punti percentuali i consensi a spese del partner UDC, dell’elettorato di centrodestra in misura maggiore e di quello di centrosinistra.
Il parco in cui abita il centrosinistra (la denominazione sopravvive in Sicilia) è così difficile da abitare che ogni tanto qualcuno se ne va, sicché il suo nucleo più importante, il PD, ha perso quasi il 25 per cento dei suoi elettori (il 17 per cento a favore dell’MPA). Ma non pare che siano in molti ad accorgersene.
Alle prossime regionali il PdL deve affrontare in campo aperto la questione.
L'Era Geologica del Centrismo in Sicilia deve terminare. Non possiamo ancora rimanere con i dinosauri a passeggio per la nostra Isola.
D'altro canto non c'è ballottaggio. Basta un solo voto in più per il Presidente della Regione.
All'Mpa si può anche dare un Ministero. MA NON PIU' LA PRESIDENZA DELLA REGIONE.
DOBBIAMO USCIRE DALL'INCUBO.
Ed il Pdl ha un larghissimo margine di maggioranza. Feudatari democristiani BASTA !!!
D'altro canto ,tra poco , il trucco delle "due squadre" avrà fine.
Perchè Cuffaro mollerà Casini . E tutto diverrà più chiaro.
Proprio sicuri che l'asse MPA-UDC abbia la maggioranza della compagine del cdx?? Più del PDL?? Mi risulta che sia vero il contrario!!
Brutta ,bruttissima gente questi democristiani siciliani .Infidi ,Ricattatori. Malfidati .
Se per un caso assurdo della vita ,fossi costretto ad incontrarli ,lo farei solo in un'area videosorvegliata ,ci andrei senza portafogli ,con testimoni ed...ARMATO.
Ed ovviamente protetto da un robustissimo paio di mutande di ferro ben robusto.
Brutta etnia politica .