L’onorevole Cateno De Luca, quello dello strip tease in Parlamento, scende in campo. Bandisce personalismi, messinesità, temerarie emersioni e scoraggia inginocchiatoi. Ecco, rieletto, il suo primo comunicato-manifesto.

18 maggio 2008
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La rete ha moltiplicato in modo esponenziale il numero dei comunicati stampa che giungono nelle redazione dei giornali, tv, radio: una pioggia apocalittica, un monsone che non ha stagione, al quale si pone riparo con i più svariati metodi, il più comune è quello di ignorarli, dopo avere dato uno sguardo al mittente.

Ma non tutti possono permettersi di ignorare i comunicati e bisogna fare buon viso a cattivo gioco, sicché – per esempio – la serie di comunicati dedicati alla solidarietà infuria senza trovare resistenza.

Se un pezzo grosso riceve una lettere anonima e parte, malauguratamente, il primo attestato pubblico di solidarietà, non c’è riparo: è la breccia di Porta Pia, una diga abbattuta da un ruscello provocherà un’inondazione nella quale annegano anche i solidali, costrietti ad esserlo. Siamo al punto che le solidarietà e gli attestati di stima, tutti uguali come i necrologi, hanno sorpassato i telegrammi di cordoglio.

Al Poggetto

Tutto questo va a scapito della qualità e della buona informazione.

Il pregiudizio dello spam colpisce indiscriminatamente.

A farne le spese qualche giorno fa è stato l’on. Cateno De Luca, rieletto deputato regionale nelle liste dell’MPA.

Chi è l’on.le De Luca?

Se non ve lo ricordate, vuole dire che avete buchi di memoria e bisogna porvi riparo.

L’on.De Luca è il deputato che fu protagonista di una clamorosa protesta a Palazzo dei Normanni. Si spogliò coprendosi  le pudenda con la bandiera della Trinacria.

Non è la prima volta che la Trinacria viene usata a questo fine, ma non in questo modo, questa è un’altra storia.

Cateno De Luca conobbe un momento di celebrità, fu fotografato e le sua immagine circolò per molti giorni ovunque. Si spogliò perché era stato, a sua volta, spogliato di una prerogativa essenziale: la partecipazione ai lavori della Commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana.

Per così poco, direte?

Eh, no, vi sbagliate. Far parte della Commissione Bilancio concede il diritto di contrattare con gli altri il da farsi e potere perciò soddisfare le istanze degli elettori. Ci siamo capiti, no? Stai con quelli che decidono, altrimenti è come se non esistessi. Il Bilancio è uno dei luoghi di “governo” della Regione. De Luca fu “avvicendato” dal Presidente dell’Ars pro-tempore, e si arrabbiò, ritenendo che la decisione fosse illegittima. Il Presidente era di parere diverso. Siccome il deputato non aveva santi cui votarsi, avendo lasciato il Movimento cui apparteneva, e la maggioranza aveva bisogno di essere più “presente” in Commissione, fu gioco-forza ricorrere allo strip tease.

Insomma De Luca si spogliò, fra la riprovazione generale.Questo episodio gli procurò la quarantena, non fu più avvicinato, i colleghi di De Luca giudicarono la sua protesta poco rispettosa delle istituzioni. Beh, De Luca aveva esagerato, ma aveva le sue ragioni.

Quel tempo non è trascorso invano; De Luca, che in una prima fase era stato messo ai margini, ha riacquistato la fiducia del suo Movimento, si è ricandidato ed è stato rieletto, segno che i suoi elettori lo apprezzano anche fasciato dalla sola bandiera della Trinacria. La celebrità, tuttavia, è una dea passeggera, dimentica anche i suoi figli migliori.

Qualche giorno fa, De Luca ha fatto sapere di esserci ancora. Una sua nota ha fatto il giro delle redazioni. Inviata per mail, è stata letta e riletta, ma con risultati modesti.Insomma, De Luca non è stato preso in considerazione.

Gli è stato fatto un torto, cui occorre porre riparo.

Il suo comunicato, ignorato, va invece centellinato, gustato, sofferto, partecipato, analizzato.

Per quale ragione? Lo dovete scoprire da soli. 

Ve lo proponiamo integralmente, per pezzi separati, in maniera che ne possiate trarre migliore giovamento.

Parte prima, che titoliamo “Bar Giolitti”:

“Forse abbiamo individuato il Bar Giolitti della città di Messina che faccia ragionare i rappresentanti del PDL – UDC – MPA”. Lo afferma l’ On. Cateno De Luca alla conclusione dell’incontro tenutosi oggi pomeriggio trai i rappresentanti messinesi del PDL – UDC – MPA.

Parte seconda: “Messinesità”.

Prendo atto - dichiara De Luca – che i rappresentanti del PDL ed UDC in nome della messinesità si sono dichiarati disponibili a condividere le motivazioni politiche che al MPA di Messina si erano negate di esprimere in precedenza”.

Parte terza: “Emersione”.

Domani – prosegue De Luca – tenteremo di trovare un accordo che consenta alla città di Messina di evitare l’isolamento politico rispetto al quadro politico regionale e nazionale scaturito dalla ultima competizione elettorale”.

Parte quarta: “Personalismi”.

“Mi sono sempre adoperato – conclude De Luca – per far emergere, anche in questa vicenda, la vera politica a discapito di quei personalismi che hanno messo in ginocchio la città e la provincia di Messina”.

Mettendo insieme le quattro parti del comunicato – Bar Giiolitti, messinesità, emersione e personalismi - il senso risulta armonico e ben amalgamato. Anche mescolando il tutto, esso non perde la riconoscibilità.

Ad una prima lettura, tuttavia, magari può sembrare oscuro, L’abitudine alla complessità non si acquisisce facilmente. Ma ad una seconda, ed ancor meglio ad una terza lettura, è come guardare le Haway dal buco della serratura, si trae profitto dalla vista nonostante la postura.

Il Bar Giolitti, che costituisce l’incipit del brano, invita comunque allo shecheraggio, cioè ad una analisi multipla del testo, un invito moderatamente audace che va accolto. Lo step successivo pretende intelligenza emotiva, non solo abitudine alla complessità. Privilegio riservato a pochi.

Ma non scoraggiatevi, il tema centrale è il ginocchio dei messinesi, che non deve essere piegato .

Un messaggio elementare. La semplicità è un dono, e De Luca lo possiede. 

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Anonimo 19 maggio 2008   17:25
L'utente ha risposto al commento anonimo del 19 maggio 2008. Visualizza »

non riesco a credere che si possa commentare così quest'articolo!!!

nessuno si rende conto che siamo nelle mani di ignoranti autorizzati!!

com'è possibile che un deputato ragionale non sappia esprimersi in italiano??? non ci bastava il vecchio presidente dela regione!??

è questo che ci meritiamo???

che vergogna!! fior fior di laureati e gente capace qui in Sicilia vive al disotto della soglia di povertà, e la classe dirigente è composta da ignoranti che guadagnano i bei soldini che un neolaureato sogna di intravedere dopo anni e anni di sfruttamento!!!

 

Chi può impedire agli ignoranti di eleggere UNO DI LORO ? Gli ignoranti sono una bella massa.

I laureati sono ,invece ,in competizione tra loro. Non sono una forza.

IL cervello ? Oggi mette tutti in sospetto. Ti fa guardar male in tutti i partiti. Tutti. Anche se non ne sono rimasti tanti.

Anonimo 19 maggio 2008   15:54

non riesco a credere che si possa commentare così quest'articolo!!!

nessuno si rende conto che siamo nelle mani di ignoranti autorizzati!!

com'è possibile che un deputato ragionale non sappia esprimersi in italiano??? non ci bastava il vecchio presidente dela regione!??

è questo che ci meritiamo???

che vergogna!! fior fior di laureati e gente capace qui in Sicilia vive al disotto della soglia di povertà, e la classe dirigente è composta da ignoranti che guadagnano i bei soldini che un neolaureato sogna di intravedere dopo anni e anni di sfruttamento!!!

 

Anonimo 19 maggio 2008   14:22

Sembra difficile da accettare ,ma è proprio così : noi pensiamo che uno eletto deputato regionale diventi automaticamente un Padreterno. Ma non è affatto così. Per i Veri Capi il deputato regionale ,specie se di prima Legislatura,è UN SOLDATINO che deve obbedir tacendo e tacendo votar.

Un soldatino doppiamente obbligato dal suo alto stipendio.

Non conta nulla ,non può fare nulla. Ed allora va in tilt.

Perchè non s'era accorto della RAREFAZIONE della politica siciliana. Contano pocxhissime persone che ,sia pure in lotta "per le cose" tra di loro, debbono riconoscersi legittimarsi vicendevolmente. I veri Capi non incontrano tutti ,non hanno tempo da perdere : si dedicano alle "cose" di serie A. E se il deputato "sgarra" la prossima volta "si prepara" un candidato per fotterlo.

Anonimo 19 maggio 2008   10:32

Concordo con Lei On. De Luca, i tempi che stiamo attraversando sono veramente difficili anche se l'atmosfera che ci circonda sembra assomigliare ad una nuvola fatta di ovattato ottimismo ma attenzione le nuvole a volte diventano temporalesche. Il Presidente Lombardo ha raggiunto lo scranno più alto del Parlamento Siciliano, il movimento da lui creato e voluto sta vivendo momenti di gloria che in altre compagini non si vedevano da tempo ( F.I. a parte ma li il ragionamernto è diverso), a Roma il centrodestra ha stravinto complice anche l'MPA. Tutto bene dunque?? assolutamente no! Lei On.le parla di mettere da parte la messinesità e così come è posta la questione non sembra che messinesità equivalga a tutelare e garantire il popolo messinese che comunque ha votato i suoi rappresentanti. Ma non si scoraggi perchè a giudicare da quello che scrivono i giornali oggi possiamo parlare di palermitanità, trapanesità, siracusità,catanità etc, cioè non sembra che, ancora una volta e questa volta più ancora delle altre, gli eletti abbiano compreso di aver ricevuto un mandato netto, preciso ed incontrovertibile da parte del corpo elettorale. SIAMO STANCHI DELLE LITI AMMINISTRATE IN NOME DEL POPOLO!! stamu murennu 'ri fame!  e parafrasando un compianto alto Prelato " Mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata, povera Sagunto!!" Lei in passato ha avuto il coraggio di manifestare in modo plateale il suo dissenzo e l'Establishment l'ha messo all'indice dicendo che quello non era un modo "consono " di protestare e sono certo che qualcuno,  nei corridoi del palazzaccio, le ha pure detto "ma chi te lo fà fare goditi il tuo stipendio e tira a campare" invece no, lei è andato avanti rischiando l'osso del collo, usando quella bandiera (come ho avuto modo di dire in precedenza da queste colonne) come l'ultima benda per guarire le ferite di un soldato morente. Ma ho visto con piacere che il soldato è guarito ed è tornato più agguerrito di prima Coraggio, i suoi elettori le hanno detto, avanti così.        

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