Il Siciliano ama vantare primati, spesso immaginari, meglio se negativi.I più disgraziati, ma anche i più fortunati, i più furbi ma anche i più sciocchi.Un giorno Mattei nelle sue periodiche visite in Sicilia, incontrò un noto uomo politico siciliano.
Questi, in preda ad un’irrefrenabile ma non infrequente depressione che soleva aggredirlo subito dopo aver mangiato, guardandolo in tralice, se ne uscì in un’ esclamazione che secondo le sue intenzioni doveva essere definitiva: “Il fatto è Presidente che noi siciliani siamo il popolo più intelligente del mondo”!
E il Presidente dell’ENI, guardando altrove quasi assorto in un pensiero lontano “Ma no, onorevole, non faccia così, non è problema suo codesto“.
Un’altra volta un Presidente della Regione in preda ad un accesso di autostima, concludendo una allocuzione nel corso della quale aveva assunto formale impegno, nell’ordine: primo di risolvere il problema dell’acqua, secondo di risolvere il problema dei rifiuti, terzo di risolvere il problema della disoccupazione in Sicilia, affermava e prometteva che il suo governo non sarebbe stato, nè un governo di centro sinistra, nè un governo di centro destra, ma per la prima volta nella storia un governo senza attributi.
L’altro giorno ci si crogiolava nel tentativo di dimostrare storicamente il primato di Palermo nell’avere esperimentato, ovviamente come cavia e vittima, le bombe a grappolo nel bombardamento dell’aprile del 1943.
Fu, a quel tempo, un’ingegnosa trovata quella di unire con una catenella le bombe a gruppi di quattro o cinque che in tal modo colpivano l’obiettivo senza disperdersi sul territorio anche se sganciate da mille metri di altezza.Nessun primato, per carità ! Ben altra cosa sono le bombe a grappolo sganciate in Iraq.Sessant’anni non sono passati invano.Le tecniche di distruzione del nemico hanno raggiunto vette altissime, inimmaginabili da noi uomini comuni.
Le cosiddette bombe a grappolo, usate sperimentalmente in Serbia, e, come arma strategica, nella guerra chiamata Iraqi Freedom, sono state quanto di più sofisticato e inumano l’intelligenza aberrante abbia potuto costruire, finora.
Le cluster bombs agiscono nel modo seguente: L’ordigno madre, un’enorme bomba grande slam, esplode a un’altezza che varia fra i cinquecento e i ducento metri ;la deflagrazione sprigiona una enorme forza d’urto capace di abbattere case, ripari, alberi, automezzi e contemporaneamente libera alcune decine di ordigni più piccoli ,che si avvicinano lentamente al terreno;a una determinata altezza ,esplodono anch’essi e lanciano una miriade di oggetti che vanno a conficcarsi nel terreno . Esploderanno al minimo contatto , provocando una strage. Non è finita. La crudeltà non ha limiti .Codesti oggetti sono colorati in giallo o in arancione,lo stesso colore delle razioni di cibo e delle confezioni dei medicinali lanciati a scopo umanitario in soccorso delle popolazioni , donne e bambini.
Le quattro bombe collegate fra loro con una catenella, lanciate su Palermo sessant’anni fa ,al confronto sembrano l’arco e la freccia .D’accordo, anche una freccia fa male e ti uccide se ti colpisce al cuore .
Ma non è un primato.
Giuseppe Salmè