Genovese, PD, propone governo ombra anche in Sicilia. Appello per il superamento delle vecchie logiche e delle appartenenze.

18 maggio 2008
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"Abbiamo la necessità di superare vecchie logiche e vecchi schemi, di mettersi alle spalle le antiche appartenenze alla Margherita, ai Ds o ad altre formazioni politiche del passato e di ricercare prima di tutto un'intesa politica e programmatica tra di noi". Lo ha detto il Segretario regionale del Partito Democratico, Francantonio Genovese, nel suo intervento all'Assemblea costituente regionale del Pd, riunita a Catania. Secondo Genovese la posizione del Pd siciliano "non può essere astrattamente assimilabile a quella del Pd della Lombardia o del Lazio, perché - spiega - è sul nostro territorio che quest'opera, semmai dovesse esserne avviata la realizzazione, riverserà i suoi effetti benefici da un lato e devastanti dall'altro". Per questo, osserva, bisogna trovare un'intesa ma che "metta al primo posto gli interessi della Sicilia e dei siciliani e li difenda a tutti i costi. Anche a costo di entrare in rotta di collisione con la linea del partito a livello nazionale". Genovese cita come esempio il Ponte sullo Stretto.

Al Poggetto

"Noi eravamo e restiamo convinti - ricorda - che il Ponte non sia una priorità. Eravamo e restiamo convinti che alla Sicilia servano, preliminarmente alla costruzione di quell'opera, numerose altre infrastrutture. Eravamo e restiamo convinti che la concreta fattibilità del collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto sia tutt'altro che scontata".

"Un fatto però è certo - rileva il segretario del Pd - ai siciliani è stato detto, da una parte, che il Ponte avrebbe risolto gran parte dei problemi occupazionali e di sviluppo di questa regione e, dall'altra, che le risorse previste per il collegamento stabile andavano invece utilizzate per realizzare altre opere. In realtà, i siciliani non hanno avuto né il Ponte, né le altre infrastrutture. E forse - conclude Genovese - questa considerazione potrebbe aiutarci a comprendere meglio il risultato delle ultime elezioni politiche".

"Varare un 'governo ombra' regionale in grado di dialogare, esaltandone il ruolo, con il gruppo parlamentare democratico dell' Ars, di costituire un riferimento per la concertazione di progetti legislativi con il Parlamento nazionale, di raccogliere le energie di tanti gruppi, scuole di formazione e associazioni di volontariato altrimenti disperse".

E' la proposta lanciata dal segretario regionale del Pd, Francantonio Genovese, all'assemblea costituente del partito a Catania. Secondo Genovese occorre "rifuggire dalla tentazione di criminalizzare il presidente Lombardo ed il suo governo e mantenere il confronto sul terreno delle cose concrete".

"A cominciare - aggiunge - dal cosiddetto federalismo fiscale. Secondo uno studio, effettuato dalla Ragioneria dello Stato, che risale a qualche mese addietro, se la Regione siciliana dovesse esercitare tutte le competenze previste dallo Statuto speciale, ma non ancora trasferite alla Regione, avrebbe un maggior fabbisogno economico di quasi dodici miliardi di euro l'ann. Mentre le entrate, ammesso che alla Sicilia, oltre a quelli già emessi, venissero versati interamente i principali tributi in atto pagati dai contribuenti che hanno stabilimenti in Sicilia con sede legale altrove, ammonterebbero a sette miliardi. Un disavanzo annuo, di cinque miliardi di euro - osserva Genovese - che non si può coprire con dichiarazioni di buona volontà, ma con proposte specifiche. Per le quali occorrono studi, competenze, confronti".

"Per affrontare questi temi e per provare a trasformare i rischi in opportunità - propone quindi il segretario regionale del Pd - potrebbe essere utile la formazione di un governo ombra regionale che valorizzi professionalità politica, saperi, personalità emergenti, rappresentanze efficaci di ceti". 

Fonte: ansa
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Anonimo 21 maggio 2008   09:21

ma si , per par condicio, lasciamo che giochino anche i diessini regionali, come quelli grandi di Roma

Anonimo 20 maggio 2008   10:29

Sbaglio o anche Genovese ,per il tramite della Margherita ,proviene dalla "grande scuola" della Dc siciliana ?

A mio avviso è un uomo che s'è ritrovato "a sinistra"...per i casi della vita.

Oppure è il tipo che pensava che quella del centro-sinistra era la "via naturalmente vincente" dopo la bufera di Tangentopoli. E,sempre a mio parere ,ogni notte si mangia le mani per "aver puntato male" e per essersi ritrovato "coi perdenti" .Dà proprio l'idea di essere "fuori posto".

Ma poi ,proprio un tipo così ai vertici del Pd siciliano...!!!!!

Mi pare l'introibo ad un suicidio di massa . L'assicurazione contro ogni ipotesi di risveglio. A metà strada tra Tafazzi e Coma Profondo .

Anonimo 19 maggio 2008   21:37

ma per favore. La sola vista di genovese ha su di me - un elettore di sinistra, in Sicilia! una specie da proteggere! - l'effetto di un potente lassativo. La sola cosa più ridicola del governo berlusconi  è il governo ombra di veltroni, e questo lo vuole rifare qui, dove non contano una mazza, nè lui nè  il PD. Provate a chiedere, a cento passanti a caso, se vi sanno fare un nome di un rappresentante del centrosinistra in Sicilia, o se sanno chi sono genovese e russo, e poi ne riparliamo.

Anonimo 19 maggio 2008   11:07

Da quale pulpito viene cotanta predica!

Per chiarezza è bene che si sappia che fin dalla fase costituente, con veti incrociati e "tagliafuori" di qualsivoglia genere, gli apparati dei DS e della Margherita hanno monopolizzato col classico metodo spartitorio a loro congeniale tutti, nessuno escluso, i ruoli strutturali operativi e rappresentativi di "questo" P.D., vanificando la pluralità culturale, chiudendo a riccio quello che avrebbe dovuto essere il soggetto politico nuovo, nuovo nel metodo e nei contenuti, un partito realmente riformista e plurale, aperto al contributo ed al dialogo.

Le responsabilità di questo P.D. e dei suoi dirigenti "vecchi" , vecchi nella mentalità e nei metodi di gestione, arroccati ai riti di un passato che la storia ha condannato, si compendiano nella frattura che hanno saputo determinare col Paese reale, anche quello di sinistra non marxista, che l'ha sonoramente bocciato dalle alpi alle piramidi nelle recenti competizioni elettorali.

In Sicilia, tra l'altro ed in particolare, il "loft", cioè l'oligarchia imperante di questo P.D. con protervia è riuscito a mortificare la dignità degli elettori siciliani con l'imposizione di inaccettabili ed indigeribili candidature, per nulla radicati col territorio e di assai discutibile spessore, ed il risultato elettorale ottenuto nè è la più logica conseguenza.

Ma l'oligarchia resiste e continua a restare saldamente ancorata al vuoto assoluto della propria mediocre incapacità, non si rende conto del rifiuto e della reazione di rigetto del Paese reale nei suoi confronti e non sente il dovere nè dimostra di avere quel minimo di dignità che nelle democrazie europee hanno i responsabili dei partiti politici che si dimettono all'indomani della sconfitta alla verifica elettorale.

Anzi dimostrano il bronzeo metallo dei loro connotati affermando di "avere la necessità di superare vecchie logiche e vecchi schemi" che non solo non hanno alcuna intenzione di superare ma che, soprattutto, non hanno alcuna voglia di abbandonare ,costituendo esse le sole logiche ed i soli schemi che hanno permesso la loro personale imperitura sopravvivenza.

Sen.Vincenzo Garraffa Presidente di Unità Riformista e Segretario Regionale del Movimento Repubblicani Europei.

Anonimo 19 maggio 2008   09:52

Perchè l'Assemblea del Pd viene indetta a Catania ? Perchè è la centrale degli affari ?

Il Capoluogo politico ,la nostra Capitale è PALERMO. Palermo è la sede del Governo Regionale.

Qui ,al di là dei fatterelli provinciali o paesani ,si lanciano i messaggi della Politica.

La scelta di Genovese è una scelta che denuncia provincialismo e pochezza di visione.

In più ,doveva dimettersi sul serio dopo la batosta delle regionali. Non può dire ,non ne ha nè la forza ,nè la credibilità ,per dire "SI RICOMINCIA DA ME COME PUNTO FERMO". Per poi proporre balocchi del tipo "governino di serie B anche per la Regione".Brutta copia dello schema di gioco di Veltroni. Un'ombra di proposta .

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