La legge non e' uguale per tutti. Il governo non fara' nessuna sanatoria per gli immigrati, ma le badanti potranno stare tranquille

17 maggio 2008
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Con la Spagna l'incidente su immigrazione e razzismo è chiuso, anche se gli spagnoli "sono i primi a sparare sugli immigrati". Il ministro delle Riforme Umberto Bossi e il responsabile dell'Interno Roberto Maroni, a Varese per le celebrazioni del 156esimo anniversario della Polizia di Stato, chiariscono la posizione della Lega Nord sulla polemica scatenata dalle parole del vicepremier del governo spagnolo, Maria Teresa Fernandes de la Vega.

 

Il Senatur attacca: "Gli spagnoli sono i primi a sparare sugli immigrati. Noi invece li abbiamo già qui e abbiamo il problema inverso: metterli fuori". Maroni, invece, getta acqua sul fuoco. "Mi pare che le incaute dichiarazioni del vicepremier - afferma il responsabile del Viminale - siano state smentite dal premier Zapatero, quindi l'incidente è chiuso per quanto ci riguarda".

Sempre sul tema immigrazione e sicurezza e sui recenti episodi di intolleranza a Napoli verso i campi rom, Bossi rimarca: ''Se lo Stato non fa il suo dovere, lo fa la gente. La gente dopo un po' si rompe le scatole e quindi reagisce".

Al Poggetto

"Noi applichiamo le regole europee - sottolinea da parte sua Maroni - non ci sognamo di modificarle perché non possiamo farlo''. Quanto agli sbarchi dei clandestini, ripresi negli ultimi giorni, il ministro dell'Interno ha spiegato che "dobbiamo prevenire questi arrivi. Per questo stiamo insistendo con la Libia per l'attuazione dell'intesa firmata che prevede pattugliamenti di navi con equipaggi misti nelle acque territoriali libiche. Si tratta di dare attuazione all'accordo - ha aggiunto il ministro leghista - ci sono resistenze che dobbiamo risolvere in tempi brevi". Una proposta, ha quindi annunciato Maroni, "arriverà nel Consiglio dei ministri di mercoledì prossimo, perché gli sbarchi devono finire".

Nessuno spazio, invece, per un'eventuale sanatoria. "Non ci può essere sanatoria - scandisce Maroni - per chi è entrato irregolarmente, ma terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale, come il caso delle badanti''.

Mentre il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, precisa che ''non c'è nessuna valutazione definitiva da parte del governo sull'uso dell'esercito. C'è stata solo una mia proposta di ampliare il ricorso al poliziotto o al carabiniere di quartiere", ha detto ancora il ministro di An. Che sulla questione rom, precisa: "Non bisogna sgomberare l'Italia dai rom ma dall'illegalità emanata dai campi dove vivono. Bisogna poter espellere anche i cittadini europei se non dimostrano di cosa vivono".

"Non nego la possibilità che rimangano campi rom in Italia - continua La Russa - ma non è detto che questi debbano essere abitati da centinaia di persone. Sarebbe giusto sostenere politicamente mini campi di 10 persone al massimo".

Sulla regolazzazione delle badanti torna invece il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna , secondo cui ''il giusto e doveroso giro di vite sull'immigrazione non può non tener conto del problema relativo a badanti e collaboratori domestici ancora non regolarizzati senza i quali l'Italia vivrebbe un dramma socio-assistenziale che coinvolgerebbe le famiglie con minori, anziani e portatori di handicap".

"Senza ipotizzare alcuna sanatoria indiscriminata ho posto alla presidenza del Consiglio la necessità di ricercare una fattispecie diversa per questi immigrati, valutandone tempi e modi per una rigida e controllata regolarizzazione - dice ancora la Carfagna -. Saper distinguere tra immigrato-risorsa e immigrato-problema è doveroso per chi vuol garantire la sicurezza dei cittadini senza mai perdere di vista il valore della solidarietà".

Per l'opposizione è invece Felice Belisario, capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Madama a incalzare governo e maggioranza: ''Si affretti a presentare le norme sulla sicurezza e i leghisti la smettano di fare proclami contraddittori tra loro''.

''Le dichiarazioni di Bossi e Maroni e degli altri loro alleati - prosegue l'esponente dipietrista - stanno producendo soltanto una serie di reazioni a catena che danneggiano l'immagine dell'Italia e creano un clima da caccia alle streghe''.

Fonte: adnkronos
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Anonimo 19 maggio 2008   19:26

Scusate ma se un clandestino da noi lavora in nero ,non instaura un regime di concorrenza sleale? E non offre il pretesto al capo azienda o all'imprenditore di aggirare impunemente la nostra Legislazione in materia di Lavoro ?

Il lavoro nero sfalsa la nostra economia ,la droga e falsifica i nostri rapporti sociali.

Se le Aziende del Nord hanno bisogno di manodopera facciano annunci pubblici e stipulino regolari contratti di lavoro.

Il lavoro in nero non   è LAVORO ,è un furto ed una truffa all'intera società .E' UN CRIMINE: Produce arricchimenti irregolari e priva d'un lavoro normale tanti italiani. La sinistra dovrebbe insorgere contro  questa mortificazione del Lavoro e dei suoi diritti. Se si controllasse la regolarità o l'esistenza stessa di contratti effettivi ,tutta la "convenienza" degli immigrati svanirebbe ,verrebbe meno . E quel lavoro ,con un contratto regolare ,lo accetterebbero magari tanti meridionali disoccupati. Soprattutto se gli si offrisse pure l'alloggio (come si fa con gli extracomunitari).

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