Entro mercoledi' un accordo oppure l'Mpa e' pronto a fare da se'. L'aut-aut il presidente della Regione siciliana e leader del Movimento per l'Autonomia, Raffaele Lombardo, l'aveva notificato al termine di un lungo vertice di maggioranza tre giorni or sono. Ma non è accaduto nulla, sicché Lombardo ha mantenuto la parola. Con una nota affidata alle agernzie di stampa ha fatto sapere che il Movimento per l'autonomia rompe con il Pdl e in Sicilia, alle prossime amministrative. L'annuncio non è arrivato inaspettato ma ha sopreso ugualmente i destinatari della comunicazione, cioè il PDL, l'alleanza con l'Udc rimane salda, del resto lo è sempre stata. MPA e UDC presenteranno candidati comuni. Secondo fonti del Mpa la rottura sarebbe da collegare a "contrasti interni al Pdl che hanno fatto saltare a Roma gli
accordi già presi in Sicilia".
La rottura potrebbe avere ripercussioni sulla formazione del governo. Ma andiamo indietro di tre giorni per capirci qualcosa. Un incontro, convocato a palazzo d'Orleans, doveva servirea sciogliere i nodi ancora irrisolti sia sul versante delle candidature alle prossime amministrative del 15 e 16 giugno, sia su quello della composizione della Giunta regionale siciliana. Ma la riunione si e' conclusa con una fumata nera. Pomo della discordia soprattutto le candidature alle province di Messina, Catania e Siracusa, oltre ai nomi dei futuri assossori dell'Esecutivo Lombardo. La quadratura del cerchio prevedeva l'indicazione da parte del Mpa deicandidati alla presidenza delle province di Catania, Caltanissetta e Agrigento.
L''Udc avrebbe dovuto scegliere quelli di Palermo e Trapani ed An Enna e Siracusa. Ma l'accordo sembra non soddisfare tutti.
"La soluzione non e' stata trovata - aveva riferito all'ADNKRONOS Lino Leanza, segretario regionale del Movimento per l'Autonomia - per mancanza di interlocuzione. Noi abbiamo proposto tutte le soluzioni possibili, ma il Pdl e' troppo diviso al suo interno e manca di autonomia decisionale. Ci hanno assicurato che entro lunedi' scioglieranno le riserve se cosi' non fosse - assicura - noi siamo pronti a presentare nostri candidati insieme all'Udc in tutte le province".
A stretto giro di posta arriva la replica del coordinatore siciliano di Alleanza nazione, Pippo Scalia. "Il problema - dice - e' che non si trova una soluzione che accontenti tutti, e' sicuramente difficile trovare la quadratura del cerchio, ma da parte nostra c'e' la massima disponibilita'. E' evidente che il Pdl a differenza dell'Mpa, che e' un partito padronale, ha propri organi decisionali e deve rispondere anche ai vertici romani, ma non siamo ne' capricciosi ne' chiusi alle soluzioni. Nel pomeriggio - conclude - ci potrebbero gia' essere dellenovita'".
Da parte sua il leader autonomista Lombardo non sembra disponibile ad ulteriori deroghe. "Se entro mercoledi' i partiti non mi daranno i nomi per la giunta - diceva ieri sera - sono pronto a muovermi autonomamente". Insomma l'obiettivo del neo governatore e' quello di chiudere la partita sulla composizione del nuovo Esecutivo prima dell'insediamento dell'Assemblea regionale siciliana, previsto per giovedi' prossimo.
Ridicolo sostenere che il PDL non sia un partito padronale. Francesco R.
Il PdL è una coalizione elettorale che ha meritato e merita la fiducia degli italiani e spero possa presto diventare un vero e proprio soggetto politico all'interno del quale convergeranno FI e AN, mentre, l'MPA è un piccolo fenomeno locale che coalizzando con l'UDC perderà consensi ed avrà vita breve. P