Prima radio
Prima radio

Appello della Caritas a Maroni: "essere clandestini non diventi reato"

16 maggio 2008 18:13
Leggi i commenti 1   Inserisci un tuo commento

 ''Sull'ipotesi di prevedere il reato di immigrazione clandestina, ribadiamo la nostra contrarieta', come gia' sostenuto nel 2002, all'epoca della discussione per la riforma del T.U. n. 286/98 intervenuta successivamente con la legge Bossi-Fini''. E' quanto si legge nel testo che oggi la Caritas ha presentato al ministro degli Interni Roberto Maroni. L'organizzazione caritativa ecclesiale e' infatti stata ricevuta dal ministro nell'ambito delle consultazioni per i provvedimento in materia

Master mediazione familiare
di sicurezza che prendera' il Governo.

La delegazione della Caritas era composta dal direttore, monsignor Vittorio Nozza, dal vicedirettore e responsabile dell'Area nazionale, Francesco Marsico, e dal responsabile dell'Ufficio immigrazione, Oliviero Forti. ''Si tratta di una misura sproporzionata - prosegue il testo - rispetto alla condotta, che abbassa eccessivamente la soglia di intervento penale fino a ricomprendere fra i delitti mere forme di irregolarita' amministrativa. Peraltro, una
previsione di questo tipo ha come presupposto che ad ogni clandestino corrisponda un criminale, circostanza non avallata dalla realta' dei fatti ne' dai dati disponibili''.

 

''Inoltre - prosegue la nota della Caritas italiana - l'esperienza sul campo non depone a favore della capacita' dissuasiva di un simile intervento penale: i fattori di spinta delle migrazioni non verrebbero scoraggiati mentre invece si ingolferebbe il sistema giudiziario e carcerario, a discapito di questioni di maggior rilievo. E' fatto noto che i ritardi della nostra giustizia sono gia' stati oggetto di censura e sanzione da parte dall'Unione europea,
cosi' come la mancata regolamentazione legislativa della condizione dei richiedenti asilo non fa onore al nostro Paese, nonostante pratiche di accoglienza consolidate e organizzate''.

 

Ancora afferma il documento, ''la previsione di allungare il periodo di trattenimento nei CPT fino a 18 mesi contrasta con la posizione piu' volte espressa da Caritas Italiana e contenuta nelle conclusioni del Rapporto De Mistura, ovvero di andare verso il graduale superamento di questi centri nell'ottica di una migliore gestione del fenomeno''.

''In questo senso - si spiega - l'eccessivo allungamento dei tempi, oltre a risultare troppo dispendioso, appare configurare una forma di detenzione, impropria rispetto alla loro prima finalita': quella di consentire l'individuazione e il successivo rimpatrio dei cittadini stranieri irregolari. Inoltre un'operazione di questo tipo implicherebbe un investimento economico notevole che determinera' nuovamente lo spostamento delle risorse economiche destinate all'integrazione verso un'attivita' di contrasto e di controllo gia' censurata a piu' riprese dalla Corte dei Conti''.

© Riproduzione riservata
Fonte: Adnkronos
Segnala ad un amico
Anonimo 17 maggio 2008   14:53

veramente essere clandestini è di per se un reato

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
ItalianNews
Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
ItalianNews
Altre notizie
i.c.one italian wines