173 voti a favore, 137 contrari. Senza sorprese, imprevisti o polemiche che rinneghino il clima di dialogo che aveva contrassegnato il dibattito alla Camera, il governo ottiene il via libera del Senato e prende il largo.
Da oggi il Berlusconi IV e' nella pienezza dei poteri e potra' cominciare a lavorare alle priorita' illustrate dal presidente del Consiglio nel suo discorso programmatico. Si comincera' da Napoli dove, come annunciato, si riunira' il primo Cdm operativo al cui odg ci sara' il pacchetto sicurezza, un esame delle misure per l'emergenza rifiuti in Campania e i primi provvedimenti a favore delle famiglie. Primo banco di prova del dialogo professato in Parlamento puo' essere considerato l'incontro che si svolgera' domani tra il presidente del Consiglio e il leader del Pd, Walter Veltroni. Come alla Camera il voto e' scivolato via senza scossoni e a tenere viva l'attenzione, visto che Pdl e Lega hanno a Palazzo Madama una maggioranza che mette al riparo da ogni sorpresa, e' stata la confermache il dialogo con l'opposizione resta aperto.
Ribadito ieri nel breveintervento con cui ha introdotto il dibattito, oggi il presidente del Consiglio e' tornato a sottolinearlo al momento della replica. Il confronto e' indispensabile se davvero si vuole realizzare una democrazia bipolare, ha detto Berlusconi, che ha convinto Giulio Andreotti e Francesco Cossiga a votarlo, mentre Emilio Colombo si e' astenuto. Assenti Balboni, Bonino, Ciampi, Montalcini, Pininfarina, Pinzger, Scalfaro, Thaler e Pisanu. Proprio dall'ex ministro dell'Interno dei governi della Cdl e' giunta l'unica sorpresa della mattinata. Un contrattempo lo ha tenuto lontano dall'aula di Palazzo Madama.
Per smentire le voci di una persistente freddezza con il Cavaliere a causa dell'esclusione dalla squadra di governo, Pisanu ha tuttavia tenuto a precisare che solo un incidente tecnico gli ha impedito di votare.L'ex titolare del Viminale ha preso la parola a fine seduta "per fatto personale" e si e' scusato per l'assenza: "il voto sarebbe stato favorevole al governo, come avevo preannunciato nelmio intervento. Desidero che questa mia breve dichiarazione sia messa agli atti".
Dal fronte opposto il leader del Pd Walter Veltroni ha confermato la disponibilita' al confronto ma ha tuttavia messo in guardia Berlusconi e l'esecutivo a non cullare sogni di "onnipotenza".
Confronto e dialogo sono possibili e questo consentira' di realizzare il sogno di una democrazia compiutamente bipolare. Con la sua replica al Senato, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha chiuso il cerchio della tre giorni di dibattito in Parlamento per la fiducia al suo governo, caratterizzata dal reciproco riconoscimentoe dal confermato 'bon ton' istituzionale tra maggioranza e opposizione. I veleni della scorsa legislatura sembrano oggi, alla luce del dibattito in Parlamento, un vago ricordo.
"Debbo confessare -ha affermato il premier- che la soddisfazione, il compiacimento e -lasciatemelo dire- la gioia piu' grande e' stata quella di constatare che tutti -dico tutti- gli interventi dell'opposizione sono andati al contenuto, alla sostanza dei problemi. Nessuno, proprio nessuno, si e' indirizzato con attacchipersonalistici contro la maggioranza, i suoi esponenti e il suo leader. Questo dibattito mi ha fatto sentire come possibile la concretizzazione di un sogno a lungo inseguito: quello di una democrazia finalmente bipolare, con una destra definitivamente liberale, democratica, occidentale e una sinistra non piu' subalterna all'ideologia, all'estremismo, al giustizialismo"."Gioia e soddisfazione" sono i sentimenti che prevalgono.
"Sia alla Camera che al Senato, possiamo finalmente dire -ha aggiunto il Cavaliere- che, anche grazie alla semplificazione del quadro politico decisa dagli elettori, si sta avviando un clima parlamentare nuovo, all'insegna del dialogo e del rispetto reciproco senza confusione di ruoli, senza ambiguita', alla luce del sole, senzasospetti e senza intrighi consociativi".
Berlusconi ha ribadito la volonta' di instaurare "una pratica diincontri continuativi" con il segretario del Pd Walter Veltroni, insieme all'intenzione di riprendere il "processo riformatore. E vogliamo farlo questa volta -ha assicurato- quanto e' piu' possibile, con una assunzione comune di responsabilita', a partire dalle grandi innovazioni della nostra architettura istituzionale". Nel frattempo ilpremier ha anticipato i primi interventi che potrebbero essere compiuti a livello di regolamenti parlamentari.
"Il senatore Morando nel suo intervento -ha rimarcato il premier- ha fatto un'osservazione interessante. Nel vigente regolamento del Senato la parola opposizione non e' neppure citata. Per questo ci ha sollecitato ad un lavoro bipartisan volto ad introdurre uno statuto dell'opposizione che riconosca anche il 'governo ombra' come strumento della minoranza. Condivido in pieno la sua proposta, la consideriamo utile per il buon funzionamento delle istituzioni e, poiche' mi considero tra gli artefici di questa nostra,spero, consolidata democrazia dell'alternanza, so molto bene che chi e' oggi al governo domani potrebbe ritrovarsi all'opposizione"."Questo statuto -ha dichiarato ancora- sara' tantopiu' efficace se provvederemo, quanto prima, anche alla riforma dei regolamenti parlamentari, come premessa della piu' ampia riforma bipartisan dell'architettura istituzionale e delle leggi elettorali".
Con Enrico Morando, coordinatore del 'governo ombra', il premier duetta piu' volte, anche in modo scherzoso: "il senatore Morando, nel suo interessante intervento, ci ha fatto notare che alla Camera ho citato 14 volte la parola 'crescere'. Forse e' un termine che ho dentro dal momento che mi dicono che sono un nano". Berlusconi ha poi colmato poi una lacuna che era stata sottolineata dal 'ministro ombra' dell'Ambiente Ermete Realacci, che lo aveva rimproverato per non aver toccato questo temo nei suoi precedenti interventi. "L'Italia, con il suo straordinario patrimonio naturale-paesaggistico, ha grandi risorse, che sono da tutelare e anzida valorizzare, ma siamo da sempre convinti -ha riconosciuto il presidente del Consiglio- che non ci sia contrapposizione tra sviluppoe salvaguardia ambientale ed e' anche per questo che pensiamo che la 'politica dei no' non sia quella giusta". Un'apertura che il Cavaliere ha collegato al rilancio del nucleare che definito "una scelta indispensabile, con tutte le cauteledovute, non soltanto per garantire l'energia necessaria al nostro futuro, ma anche per tutelare meglio l'ambiente in cui viviamo e quello dell'ambiente e' solo un esempio".
"La conclusione e' sempre dedicata all'elogio del dialogo, con il richiamo ad un altro elogio, quello della follia, di Erasmo da Rotterdam"Auspico e voglio ripeterlo ancora una volta, che il dialogo e il confronto possano continuare a svolgersi, come in questi giorni, in un clima di serenita' e di correttezza istituzionali".
La fiducia al governo e' stata quindi chiesta "con questo spirito, con questo stato d'animo, con questa speranza e con quell'ottimismo che, visto il difficile momento della crisi internazionale e nazionale in cui siamo e saremo chiamati ad operare, non sarebbe forse fuori luogo accostare a quella lungimirante e visionaria follia -ha concluso il presidente del Consiglio- di cui Erasmo da Rotterdam ha tessuto l'elogio".
L'opposizione che il Pd si prepara a fare sara' "scomoda, propositiva, netta e incalzante, forte di un'agenda di priorita' e sempre e comunque esercitata per il perseguimento del bene del Paese",ha spiegato Walter Veltroni parlando al coordinamento del Pd. "Per quante sirene possano suonare, il punto di riferimento e' per noi il dialogo sulle regole del gioco e opposizione forte, chiara sulle scelte programmatiche", ha proseguito il leader democratico giudicando"positivo il cambio di tono. Dialogo si', consociativismo no", ha ripetuto.
"Sbaglieremmo ad avere atteggiamenti di imbarazzo perche' in unademocrazia senza muro contro muro, senza demonizzazione reciproca la prospettiva di una forza di centrosinistra agisce meglio. Il centrodestra -ha sostenuto- si rammenti che non rappresenta tutti gli italiani e quindi non abbia certe presunzioni di onnipotenza che abbiamo visto in passato". Veltroni ha decicato anche una parentesi allo stato dei rapporti nel Pd.
"Dobbiamo saper lavorare come una squadra in cui ciascuno assolve un ruolo senza sovrapposizioni".
Per Massimo D'Alema l'incontro che si svolgera' domani tra Veltroni e Berlusconi non puo' che essere giudicato positivamente, senza tuttavia sottovalutare le incognite che potranno presentarsi strada facendo. "L'importante e' che questo dialogo sia produttivo, che dia risultati per il Paese -ha spiegato l'ex ministro degli Esteri- noi abbiamo fatto una nostra campagna elettorale, abbiamo indicato le nostre priorita' e auspichiamo che il governo agisca per affrontare le condizioni di vita degli italiani piu' poverie riduca la pressione fiscsale sui salari". "Era quello che volevamo fare se avessimo vinto le elezioni, se lo si puo' ottenere da questo governo, bene. Penso che il dialogo in se' -ha proseguito- sia un fatto positivo e utile, sempre che produca risultati. Mi pare un terreno assolutamente da ricercare, noi lo abbiamo ricercato da molti anni con la destra e il fatto che oggi ci sia non puo' che essere valutato positivamente". Ai cronisti che chiedevano a D'Alema se temi come la Rai e le riforme saranno il primo banco di prova per il dialogo con Berlusconi,l'ex vicepremier risponde: "non so come Veltroni articolera' il dialogo. Questo dipende da lui. Certo, sulle questioni che toccano la democrazia e' importante che ci sia un confronto che poi si sviluppera' in Parlamento perche' che non riguarda in modo esclusivo Pd-Pdl. Ci sono gia' molte idee condivise da tutti come la riduzione del numero dei parlamentari e la riforma dei regolamenti ma anche questioni controverse come la legge elettorale su cui -ha concluso- sidovra' approfondire il confronto- Pur votando a favore del governo, il presidente emerit
o della Repubblica Francesco Cossiga, ha duramente criticato il ministro Roberto Maroni. "Non concedo la mia fiducia politica ne' quella morale al ministro dell'Interno" per via delle posizioni "sciagurate e irresponsabili in materia di accoglienza, di immigrazione e sicurezza".
Cossiga ha bocciato Maroni che ha adottato posizioni da "reazionario" forse per "farsi perdonare di aver appartenuto ai movimenti" di quella sinistra extraparlamentare che luicombatte' negli anni '70 da titolare del Viminale. Pronta la difesa di Umberto Bossi. ''A volte il presidente Cossiga esagera'', ha affermato il leader leghista. "Cossiga aveva detto anche a me di stare attento a Maroni, perche' secondo lui Roberto voleva accoltellarmi quando mi sono ammalato. Ma Maroni e' un bravo ragazzo, io non ce l'ho con Maroni'', ha tagliato corto il ministro per le Riforme che ha anche condannato i raid contro i campi rom. ''No agli assalti -ha sostenuto- ma il governo deve muoversi subito, fare le leggi per contrastare la criminalita' e fronteggiare l'emergenza immigrazione. Non condivido queste le cose che stanno accadendo. E' il segnale che bisogna muoversi, perche' se la gente vede che il governo non si muove, si sente abbandonata e fa da sola".
Dopo il "se po' fa" di Berlusconi, anche il sottosegretario Roberto Castelli si e' affidato a un'espressione dialettale, questa volta per mettere in guardia il Pdl dall'abbraccio con il Pd."
Questo 'volemose bene' -ha detto il parlamentare della Lega Nord- in passato e' stato chiamato 'consociativismo', che si trasforma in centralismo. E' una preoccupazione di fondo che mi tengo dentro, ma spero non accadra'''. Castelli ha poi fatto un rchiamo alle priorita' dell'azione di governo: "abbiamo fatto l'alleanza su due punti fondamentali: sicurezza e federalismo. Sul primo siamo partiti benissimo, sul federalismo vedremo ma la Lega fara' di tutto perche' vengano soddisfatti'Di Pietro, che ieri si era appuntato al petto la medaglia di unico partito dell'opposizione, ha confermato la linea di marcia. "Credo che ci sia un po' di ipocrisia da entrambe le parti", ha affermato riferendosi alla lieson tra Pd e Pdl. "Veltroni e il Pd dovranno fare opposizione quando, da qui a breve, si vedra' che sul conflitto di interessi, Rai, giustizia, redistribuizone delle risorse,ci sono sono due politiche diverse da portare avanti". Tuttavia non haescluso che potra' "capitare" che l'Idv possa votare un provvedimento del governo "come puo' capitare che ti venga il mal di denti. Chi diceper principio 'volemose bene' lo abbiamo conosciuto".
Secondo il ministro Altero Matteoli l'esecutivo potra' giovarsi del del buon clima di inizio legislatura. "Il clima di dialogo tra governo e opposizione -ha osservato il ministro per le Infrastrutture-favorisce una buona partenza. Credo che il reciproco riconoscimento tra i due schieramenti, nella diversita' dei ruoli, possa servire al sistema Paese per affrontare in modo piu' proficuo le tante questioni in agenda che attendono soluzione. Trovo molto significativo che alcuni senatori non di maggioranza abbiano dichiarato di votare la fiducia o di assentarsi dall'aula al momento del voto. E' un segno di attenzione -ha concluso- un'apertura di credito verso il governo che si accinge a mettersi all'opera". "Uniti e coesi come non mai -ha confermato il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri- diamo il nostro sostegno al governo al servizio dell'amata Italia, in questa nuova partenza di democrazia e liberta'".
''La replica di Berlusconi -gli ha fatto eco il ministro per l'Attuazione del Programma e segretario della Dca, Gianfranco Rotondi- completala definizione politica di questa nuova fase: ne' scontro, ne' inciucio, torna la politica del confronto'All'insegna dell'ironia e' invece il commento del segretario della Destra, Francesco Storace. "Occhio che ci sono prove tecniche di regime. Berlusconi non si limita a sbaciucchiare pubblicamente Veltroni, ma e' abbondantemente ricambiato. Ieri, il cosiddetto leader del Pd ha giustamente detto che per Berlusconi hannovotato 17 milioni di elettori mentre tutti gli altri ne hanno presi 19. Giusto. E aggiungiamo -ha rilevato- che altri 14 milioni di italiani non hanno proprio votato. E allora perche' Veltroni dice si' alla riforma elettorale per le europee? Per far vincere chi ritiene inminoranza? Non parli a nome di chi non ci sta, che lo fa meglio Di Pietro. E anche noi non ci spaventiamo. Basta aggiustare la mira e colpire il nemico, i nemici".
"Incalzeremo il governo con nostre proposte -ha assicurato Rosy Bindi- perche' non dimentichiamo i grandi problemi del Paese: conflitto di interessi, assetto dell'informazione e telecomunicazioni,nonche' sistema della giustizia. Vi incalzeremo anche sulla pressione fiscale'', visto che ''l'extra-gettito non e' tale da coprire le spesecontenute nelle promesse elettorali di Berlusconi. Vorrei infatti sapere se ha fatto i conti di quanto costa detassare gli straordinari''. In merito alla questione fiscale Bindi ha poi chiesto se ''detassare gli straordinari sia la misura piu' giusta, dato che cisono altre priorita', come il sostegno all'occupazione femminile''. Dialogo si', ha osservato Federico Bricolo, ma senza equivoci.
''Per evitare da subito incomprensioni e strumentalizzazioni -ha chiarito il capogruppo leghista a Palazzo Madama- dico ora cosa non voteremo mai: non daremo mai il nostro appoggio a provvedimenti che vanno a mettere in discussione la famiglia tradizionale, composta da un uomo una donna e dai propri figli. Non voteremo mai un nuovo indulto per i carcerati e non sosterremo mai il voto agli extracomunitari".
"Siamo pronti a fare la nostra parte -ha detto la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro- ma senza ambiguita'.Se cadono le pregiudiziali e le barriere ideologiche, non cadono le differenze" e il Pd ha "un'idea dell'Italia diversa dal Pdl. Meno rassicurante ma a mio giudizio piu' moderna, piu' utile. Noi le offriamo una opposizione laica e asciutta. Senza svolazzi, senza eccessi, ma anche senza 'giulebbi'. Pur sempre un'opposizione, presidente. Abbiamo un dovere nei confronti di noi stessi, della nostra identita'. Abbiamo un dovere nella rappresentanza di quel 33 % che ci ha votato e ai quali -ha concluso- abbiamo offerto un'Italia dafare e promesso un percorso riformatore". "Non si aspettino che andiamo in ferie", ha sottolineato il parlamentare e ministro-ombra del Pd Pierluigi Bersani.
"Incalzeremo Berlusconi su ogni provvedimento. Il governo ombra -ha insistito- ha funzionalita' come lavoro di partito e di gruppo parlamentare". Il 'ministro parallelo' dell'Economia, poi, "dietro a questo buonismo di Berlusconi c'e' un elemento di timore, c'e' la paura di fronte ai problemi del Paese e alle sfide evocate. E' un atteggiamento a guscio,rispetto al 2001 quando voleva fare la rivoluzione ora Berlusconi si e' ripiegato su se stesso". Le Regioni sono pronte a costruire un 'Patto' complessivo di legislatura con il nuovo governo, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Vasco Errani, al termine della riunione che si e' svolta oggi.
"Abbiamo approvato all'unanimita' un documento di impostazione della relazione con il governo -ha spiegato- Invieremo il documento al presidente del Consiglio e al ministro Fitto per fare un confronto di merito" su riforme istituzionali, federalismo fiscale, salute e trasporto pubblico locale", insieme alla "volonta' di arrivare a intese quadro sulle questioni relative al rilancio dell'economia, welfare, infrastrutture e casa".Rimasto fuori dal Parlamento, l'ex segretario del Prc Franco Giordano teme un 'vuoto d'opposizione'.
''Se non si ha un'idea alternativa di societa', non si riuscira' a fare un'opposizione al governo anche se credo che l'opposizione non debba essere fatta solo ed esclusivamente in Parlamento ma nella societa', costruendo un percorso politico-culturale e determinando interessi contrastanti con quelli di Berlusconi. La realta' -ha concluso Giordano- e' che, caduto l'anti-berlusconismo, non c'e' una critica alle politiche di Berlusconi''. Dal canto suo Veltroni cerca di ricucire lo strappo con la sinistra. Lunedi' vedra' il nuovo coordinatore della Sinistra Arcobaleno, Claudio Fava, in un incontro che rappresenta un "primo passo", un segnale di attenzione nei confronti degli ex alleati.
"Mi colpisce l'analisi fatta dalla Sa che ha riversato su di noi il risultato elettorale, prodotto invece dall'ambiguita' con cui lo hannovissuto da parte la stagione di governo. C'e' una sinistra non rappresentata in Parlamento che c'e' nel Paese. E' interesse comune che questa voce sia ascoltata. Noi eserciteremo questa funzione di ascolto e dialogo da forza riformista". Incassata la fiducia, Silvio Berlusconi ha lasciato il Senato senza dilungarsi in commenti a margine e confermando cosi' che la stagione delle sue lunghe esternazioni volanti e' conclusa: "ho visto delle cose in televisione, veramente politica da trivio e quatrivio che non vorrei vedere piu'. Almeno per quanto mi riguarda", ha concluso inaugurando lo stil novo a cui sara' improntata la sua strategia comunicativa.