- "Credo che ci sia un po' di ipocrisia da entrambe le parti". Antonio Di Pietro, su
'Repubblica.it', giudica cosi' il clima bipartisan creato in occasione della fiducia al governo Berlusconi. "Veltroni e il Pd dovranno fare opposizione quando, da qui a breve, si vedra' che sul conflitto di interessi, Rai, giustizia, redistribuizone delle risorse, ci sono sono due politiche diverse da portare avanti", ha detto Di Pietro spiegando che "puo' capitare" che Idv votera' un provvedimento del governo "come puo' capitare che ti venga il mal di denti. Chi dice per principio volemose bene lo abbiamo conosciuto". Di Pietro ha aggiunto: "Io vorrei adottare la tecnica di San Tommaso. L'altra volta si sono seduti insieme e tra una crostata e l'altra e' successo un finimondo".
Reagisce con una evidente smorfia di disappunto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al duro attacco personale che il senatore a vita Francesco Cossiga porta al ministro dell'Interno Roberto Maroni, pur annunciando nell'Aula del Senato il suo voto di fiducia al governo. Il premier, che aveva mostrato di seguire con soddisfazione l'annuncio del voto favorevole da parte del presidente emerito della Repubblica, ha fatto una smorfia nel momento in cui Cossiga ha lanciato i suoi strali contro il responsabile del Viminale, specie sulla politica contro l'immigrazione.
"Questo 'volemose bene' in passato e' stato chiamato 'consociativismo', che si trasforma in centralismo''. Il sottosegretario della Lega alle Infrastrutture Roberto Castelli, al dibattito di Omnibus su La7, chiarisce: ''E' una preoccupazione di fondo che mi tengo dentro, ma spero non accadra'''. A Castelli preme ricordare lo straordinario successo della Lega alle scorse elezioni: ''Abbiamo fatto l'alleanza su due punti fondamentali: sicurezza e federalismo. Sul primo siamo partiti benissimo, sul federalismo vedremo; ma la Lega fara' di tutto perche'
vengano soddisfatti''.
"Il premier fa bene a tendere la mano e a mostrare un volto cordiale e dialogante all'opposizione. Ma faccio un ragionamento che e' esattamente opposto a quello del sempre sospettoso Di Pietro: non vorrei che fosse la zampetta dell'agnello incautamente rivolta alla zampa del lupo". Lo dice il leghista Mario Borghezio a 'Affaritaliani.it'. "Il lupo -spiega- sono quelli dell'opposizione, che non fanno paura a nessuno, ma la loro collaborazione non e' detto che sia cosi' sincera e rivolta al bene comune. Dal punto di vista di chi vuole il cambiamento, il Partito Democratico rappresenta il luogo geometrico di chi non vuole cambiare niente. La nostra e' una rivoluzione, con il federalismo fiscale, ma anche culturale e, tra virgolette, conservatrice, ovvero a favore della legalita' e di una politica trasparente e pulita. Queste facce di bronzo della vecchia politica che si annidano coperte dietro il volto apparentemente nuovo di Veltroni rappresentano quella vecchia Italia che non vorra' mai cambiare niente. Hanno creato lo spaventoso debito pubblico che tiene ferma la nave del governo".
Quindi? "Berlusconi tende la mano e lo puo' fare perche' sa che dietro ci sono i leghisti con lo schioppo in spalla. Noi siamo i vecchi combattenti, non abbiamo mai appeso lo schioppo al chiodo e mai lo faremo, rimaremmo rivoluzionari e la garanzia del cambiamento. Di Berlusconi tutto si puo' dire meno che non sia intelligente, percio' lo sa e ne terra' conto. Il cambiamento si fa soltanto con la forza, la coerenza e l'onesta'. Noi siamo i guardiami della rivoluzione, siamo i talebani del cambiamento iniziato nel 1994. C'e' da concludere quella rivoluzione cominciata con il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, c'e' stato solo un timido inizio -conclude
Borghezio- ora bisogna dare una bella spallata".
Il senatore a vita Francesco Cossiga annuncia in aula il suo voto favorevole al governo Berlusconi. Il presidente emerito della Repubblica ricorda che "e' la seconda volta che lo faccio", la prima fu per "la salvezza e la normalizzazione del processo democratico" portato "allo stremo da una parte avventurista della magistratura" i cui "ideali vedo rappresentati da un gruppo che dovrebbe chiamarsi non Italia dei valori ma dei disvalori", da gruppi di "senatori e deputati d'accatto eredi dell'inquisizione". Cossiga ne ha anche per il nuovo ministro dell'Interno, Roberto
Maroni: "Non concedo pero' ne' la mia fiducia politica ne' quella morale al suo ministro dell'Interno" per via delle posizioni "sciagurate e irresponsabili in materia di accoglienza, di
immigrazione e sicurezza". Cossiga ha detto inoltre che Maroni ha adottato posizioni da "reazionario" forse per "farsi perdonare di aver appartenuto ai movimenti" di quella sinistra extraparlamentare che lui combatte' da titolare del Viminale
"Noi siamo pronti a fare la nostra parte ma senza ambiguita'" ora che si e' avviata "l'era dialogante del bipolarismo italiano". Lo afferma Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, che nella sua dichiarazione di voto sulla fiducia al
governo Berlusconi ricorda che "se cadono le pregiudiziali e le barriere ideologiche, non cadono le differenze" e il Pd ha "un'idea dell'Italia che dovrebbe farsi, diversa dalla vostra. Meno rassicurante. Ma a mio giudizio piu' moderna, piu' utile". Finocchiaro da' atto a Berlusconi di aver "arricchito il lessico politico che aveva adoperato dalla campagna elettorale in poi con la parola cambiamento e si e' riferito a sue dichiarazioni e impegni del passato" ma oggi "il Pdl non ha e non e' la forza di innovazione che fu, con lei, nel '94, Forza Italia". "Ora -aggiunge- e' una forza piu' conservatrice, tradizionale, e dunque rassicurante. Piu' soldi in busta paga, via gli immigrati, piu' sicurezza ma nessuna domanda strutturale, nessuna risposta strutturale. Comunque vedremo. Niente e' dato, mi auguro, definitivamente". Il presidente dei senatori cita la necessita' di aumentare la competizione anziche' favorire il protezionismo, di chiarire la portata e i termini del federalismo fiscale di cui parla la maggioranza, di fare attenzione ai rischi di un'interpretazione estrema della politica repressiva sull'immigrazione: "Glielo dico da donna del sud che conosce l'animo della sua gente, e che non avrebbe mai voluto vedere le molotov e le spranghe contro un campo rom", dice Finocchiaro. "Noi le offriamo una opposizione laica e asciutta. Senza svolazzi, senza eccessi, ma anche senza 'giulebbi'. Pur sempre
un'opposizione, presidente. Abbiamo un dovere nei confronti di noi stessi, della nostra identita'. Abbiamo -conclude Finocchiaro- un dovere nella rappresentanza di quel 33 % di italiane e di italiani che ci hanno votato e ai quali abbiamo offerto un'Italia da fare e promesso un percorso riformatore".