Lombardo: "L'innovazione, arma vincente della Sicilia. Il Ponte? Non costerebbe nulla allo Stato".

13 maggio 2008
Numero lettori 480 Leggi i commenti 5 Inserisci un tuo commento

 Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha partecipato al Forum della Pubblica amministrazione in corso di svolgimento a Roma. In visita allo stand della Regione, realizzato e curato dalle società Sicilia e-Innovazione e Sicilia e-Servizi, che hanno offerto ai visitatori una carrellata sulle principali applicazioni già realizzate, Lombardo, in particolare, ha apprezzato la procedura, in corso di realizzazione, per mettere definitivamente sotto controllo la spesa farmaceutica.

Al presidente sono stati, inoltre, illustrati gli esiti del primo anno di attività delle due società informatiche: la creazione di 8 mila postazioni di lavoro che crescono mensilmente di 200 nuove unita; lo sviluppo del portale Internet che vede più di 5 milioni di visitatori all’anno i quali scaricano circa 300 milioni di web-page con collegamenti da 101 nazioni; la raccolta e l’elaborazione elettronica dei risultati delle ultime elezioni regionali; l’entrata a regime del “mandato informatico”, già adottato dall’assessorato al Bilancio, per una velocizzazione delle procedure di spesa, a vantaggio sia dell’amministrazione sia dell’utente. E, unica in Italia, infine, la Sicilia disporrà di una procedura completamente informatizzata per la gestione veloce e trasparente delle adozioni internazionali.

Al Poggetto

“Sono convinto - ha affermato Lombardo - che l’innovazione tecnologica sarà una delle  nostre armi vincenti. Informatizzare l’amministrazione, e a ricaduta gli enti locali con la banda larga, ci consentirà di ridurre al minimo i tempi, dando risposte sempre più celeri all’utenza. Le realizzazioni delle due società, assieme alle altre che verranno, ci porteranno a recuperare il gap in tanti settori per cui la Sicilia potrà diventare punto di riferimento nazionale”.

Il presidente Lombardo ha partecipato anche al dibattito “Mezzogiorno, cittadini, istituzioni e classe dirigente”, durante il quale è stato intervistato da Stefano Rolando dell’università Iulm di Milano. La riforma della pubblica amministrazione, la fiscalità di vantaggio, le infrastrutture, il contrasto alla criminalità, sono stati alcuni dei temi che ha affrontato nel corso del suo intervento.

“Non chiediamo assistenzialismo - ha affermato il presidente - ma una fiscalità che consenta alla Sicilia di recuperare parte del gap che la separa dal Paese e, quindi, agli imprenditori siciliani di puntare realmente sulle potenzialità dell’Isola, invece di scegliere di investire in Paesi terzi come la Romania. I nostri imprenditori devono anche trovare un sistema del credito amico, che conosca le esigenze e difficoltà del sistema Sicilia”.

“Il governo regionale - ha continuato Lombardo - chiederà e pretenderà dalla pubblica amministrazione siciliana un salto di qualità, a partire dalla delegificazione e dalla già avviata semplificazione del linguaggio burocratico. Ci sono da affrontare poi riforme e impegni importanti, come il Piano di rientro della spesa sanitaria, che certamente porteranno a decisioni difficili e impopolari, ma che sono una cura necessaria e non più rinviabile. E su queste riforme auspico che ci sia la convergenza dell’opposizione parlamentare, tanto regionale quanto nazionale”.

“Le infrastrutture come il ponte sullo Stretto - ha concluso il presidente - non costerebbero nulla allo Stato, si pagherebbero da sole con i pedaggi e il project financing. E’ certo pure che nella scala delle priorità degli obiettivi da raggiungere per questa legislatura, la realizzazione di grandi infrastrutture deve andare di pari passo con la lotta alle criminalità se vogliamo ottenere un duraturo e certo sviluppo socio-economico”.

Segnala ad un amico
Anonimo 04 ottobre 2008   21:21
L'utente ha risposto al commento anonimo del 04 ottobre 2008. Visualizza »

Caro amico(a), Lombardo chiede permesso al Governo Centrale per la solita predisposizione dei Siciliani a chiedere al Re cosa secondo lui potremmo fare. è un misto di sudditanza, mancanza di consapevolezza di se ora e in proiezione futura e soprattutto manacanza di concretezza. Un novimento autonomista che fa così semplicemente non è autonomista. Il leader di un movimento autonomista sa che il suo potere sta nel sostegno del popolo e agisce forte di questo (vedi Lega Nord), non cercando consenso esterno.

Qualora opererà per i Siciliani questi saranno disposti a sostenerlo anche quando si troverà il governo centrale contro, ma se opererà con l'obiettivo primario di ottenere consenso prsonale dal governo centrale, quando sbaglierà non troverà certo amici a sostenerlo.

Spero tanto che si concentri ad usare gli strumenti che possiede in seno alla Regione Siciliana e che non dimentichi di relazionare sempre la collettività dell'azione di governo. I Siciliani non mancheranno di fargli sentire il loro sostegno.

 

Fabrizio

autonomia non e' separatismo, definire il presidente animato di sudditanza fa semplicemente sorridere, in quanto al sostegno del popolo basti ricordare i risultati elettorali, Lombardo lavora  per far rivivere la Sicilia, ama il suo popolo e non cerca consensi personali.Mi sembra che tutto cio' che ha fatto  lo ha sempre messo a conoscenza di tutti.Il sostegno dei siciliani e' dovuto a quest'uomo che sta facendo sicuramente scelte impopolari pur di salvare la sua terra duramente saccheggiata in un passato recente.forza presidente i siciliani onesti sono tutti con te.

Anonimo 14 maggio 2008   23:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 maggio 2008. Visualizza »

Non capisco perché Lombardo chieda la fiscalità di vantaggio all'Italia, quando in qualità di Presidente della Regione Siciliana potrebbe tranquillamente decidere lui cosa e quanto far pagare alle imprese in termini di tasse. Questo potere glielo dà lo Statuto Autonomistico. Perché non lo applica invece di chiedere all'Italia?

 

Non ci vogliono bacchette magiche. Il potere nelle sue mani è tale che domani potrebbe chiedere ai Petrolchimici italiani - che arraffano profitti e ci lasciano solo malformazioni e distruzione dell'ambiente - di pagare le tasse non pagate fino ad oggi: in un colpo solo torneremmo a essere "di nuovo" la terra più ricca d'Italia.

 

E che dire della fiscalità "di vantaggio"? Anche domani potrebbe fissare a 0% (o giù di lì) le tasse per le imprese che vogliano investire in Sicilia. In pochi giorni avremmo una fila di imprese lunga da qui alla luna che bussano alle nostre porte. Perché non lo fa Lombardo? Risolverebbe immediatamente il problema dell'immigrazione e i nostri cervelli tornerebbero immediatamente a casa.

 

La Sicilia ha una costituzione da Stato-sovrano: si chiama Statuto Autonomistico. La Regione Siciliana (e non "Sicilia") esiste dal '46, e si chiama "Siciliana" e non "Sicilia" perché ha dignità di Stato, esattamente come la Repubblica è Italiana e non Italia.

 

La Regione Siciliana fu istituita con reggio decreto a firma di Umberto II, cioè quando l'Italia aveva ancora la monarchia come forma di Stato. Esiste da prima della Repubblica Italiana e prima ancora di qualsiasi regione d'Italia. I poteri in mano al presidente sono quelli di uno Stato sovrano. Li applichi ora e subito invece di elemosinare da Berlusconi. Nessuno deve concederci niente. Neanche Umberto II a suo tempo concedette, gli fu imposto il nostro Statuto, la nostra Costituzione. Gli fu imposto dal Nostro Popolo.

Caro amico(a), Lombardo chiede permesso al Governo Centrale per la solita predisposizione dei Siciliani a chiedere al Re cosa secondo lui potremmo fare. è un misto di sudditanza, mancanza di consapevolezza di se ora e in proiezione futura e soprattutto manacanza di concretezza. Un novimento autonomista che fa così semplicemente non è autonomista. Il leader di un movimento autonomista sa che il suo potere sta nel sostegno del popolo e agisce forte di questo (vedi Lega Nord), non cercando consenso esterno.

Qualora opererà per i Siciliani questi saranno disposti a sostenerlo anche quando si troverà il governo centrale contro, ma se opererà con l'obiettivo primario di ottenere consenso prsonale dal governo centrale, quando sbaglierà non troverà certo amici a sostenerlo.

Spero tanto che si concentri ad usare gli strumenti che possiede in seno alla Regione Siciliana e che non dimentichi di relazionare sempre la collettività dell'azione di governo. I Siciliani non mancheranno di fargli sentire il loro sostegno.

 

Fabrizio

Anonimo 14 maggio 2008   16:33
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 maggio 2008. Visualizza »

Non capisco perché Lombardo chieda la fiscalità di vantaggio all'Italia, quando in qualità di Presidente della Regione Siciliana potrebbe tranquillamente decidere lui cosa e quanto far pagare alle imprese in termini di tasse. Questo potere glielo dà lo Statuto Autonomistico. Perché non lo applica invece di chiedere all'Italia?

 

Non ci vogliono bacchette magiche. Il potere nelle sue mani è tale che domani potrebbe chiedere ai Petrolchimici italiani - che arraffano profitti e ci lasciano solo malformazioni e distruzione dell'ambiente - di pagare le tasse non pagate fino ad oggi: in un colpo solo torneremmo a essere "di nuovo" la terra più ricca d'Italia.

 

E che dire della fiscalità "di vantaggio"? Anche domani potrebbe fissare a 0% (o giù di lì) le tasse per le imprese che vogliano investire in Sicilia. In pochi giorni avremmo una fila di imprese lunga da qui alla luna che bussano alle nostre porte. Perché non lo fa Lombardo? Risolverebbe immediatamente il problema dell'immigrazione e i nostri cervelli tornerebbero immediatamente a casa.

 

La Sicilia ha una costituzione da Stato-sovrano: si chiama Statuto Autonomistico. La Regione Siciliana (e non "Sicilia") esiste dal '46, e si chiama "Siciliana" e non "Sicilia" perché ha dignità di Stato, esattamente come la Repubblica è Italiana e non Italia.

 

La Regione Siciliana fu istituita con reggio decreto a firma di Umberto II, cioè quando l'Italia aveva ancora la monarchia come forma di Stato. Esiste da prima della Repubblica Italiana e prima ancora di qualsiasi regione d'Italia. I poteri in mano al presidente sono quelli di uno Stato sovrano. Li applichi ora e subito invece di elemosinare da Berlusconi. Nessuno deve concederci niente. Neanche Umberto II a suo tempo concedette, gli fu imposto il nostro Statuto, la nostra Costituzione. Gli fu imposto dal Nostro Popolo.

Vorrei aggiungere che c'è poco da rallegrarsi quanto a e-Innovazione e e-Servizi. Si tratta dei soliti carrozzoni pubblici o para-tali. A proposito si legga questo articolo apparso su Repubblica un paio di mesi fa: http://www.repubblica.it/2006/a/rubriche/piccolaitalia/sprechi-web/sprechi-web.html

 

Il Presidente farebbe bene a farle funzionare queste società che ci costano fior di milioni. Oppure le chiuda. Oppura ci dia i servizi informatici promessi - l'e-government soprattutto!

Anonimo 14 maggio 2008   15:34
L'utente ha risposto al commento di gigi del 14 maggio 2008. Visualizza »

Certo - Un fisco meno pesante per le imprese che assumono " realisticamente " - e creano sviluppo -

Confindustria che punisce gli imprenditori collusi, una P.A. leggera ed efficiente - Un sogno -

Meno nero, meno lavoro nero, più impresa che cresce ( anche riguardo i piccoli imprenditori ) -

Non capisco perché Lombardo chieda la fiscalità di vantaggio all'Italia, quando in qualità di Presidente della Regione Siciliana potrebbe tranquillamente decidere lui cosa e quanto far pagare alle imprese in termini di tasse. Questo potere glielo dà lo Statuto Autonomistico. Perché non lo applica invece di chiedere all'Italia?

 

Non ci vogliono bacchette magiche. Il potere nelle sue mani è tale che domani potrebbe chiedere ai Petrolchimici italiani - che arraffano profitti e ci lasciano solo malformazioni e distruzione dell'ambiente - di pagare le tasse non pagate fino ad oggi: in un colpo solo torneremmo a essere "di nuovo" la terra più ricca d'Italia.

 

E che dire della fiscalità "di vantaggio"? Anche domani potrebbe fissare a 0% (o giù di lì) le tasse per le imprese che vogliano investire in Sicilia. In pochi giorni avremmo una fila di imprese lunga da qui alla luna che bussano alle nostre porte. Perché non lo fa Lombardo? Risolverebbe immediatamente il problema dell'immigrazione e i nostri cervelli tornerebbero immediatamente a casa.

 

La Sicilia ha una costituzione da Stato-sovrano: si chiama Statuto Autonomistico. La Regione Siciliana (e non "Sicilia") esiste dal '46, e si chiama "Siciliana" e non "Sicilia" perché ha dignità di Stato, esattamente come la Repubblica è Italiana e non Italia.

 

La Regione Siciliana fu istituita con reggio decreto a firma di Umberto II, cioè quando l'Italia aveva ancora la monarchia come forma di Stato. Esiste da prima della Repubblica Italiana e prima ancora di qualsiasi regione d'Italia. I poteri in mano al presidente sono quelli di uno Stato sovrano. Li applichi ora e subito invece di elemosinare da Berlusconi. Nessuno deve concederci niente. Neanche Umberto II a suo tempo concedette, gli fu imposto il nostro Statuto, la nostra Costituzione. Gli fu imposto dal Nostro Popolo.

gigi 13 maggio 2008   20:55

Certo - Un fisco meno pesante per le imprese che assumono " realisticamente " - e creano sviluppo -

Confindustria che punisce gli imprenditori collusi, una P.A. leggera ed efficiente - Un sogno -

Meno nero, meno lavoro nero, più impresa che cresce ( anche riguardo i piccoli imprenditori ) -

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Altre notizie