Esce Bobo, entra Stefania. Nella squadra del sotto- governo resta un Craxi. Non si tratta di una staffetta, tutt’altro. Fra i due non corre buon sangue. Bobo ritiene di rimanere nell’alveo paterno, scegliendo il centrosinistra e, dopo molte incertezze, si schiera con i socialisti di Boselli per dare vita al nuovo partito. Stefania tiene il coltello fra i denti dal giorno in cui il padre ha lasciato l’Italia. Emise subito il suo verdetto di condanna verso il mondo “sinistro” che, a suo dire era il solo colpevole delle sventure del padre.
Gli striscioni leghisti e missini in Parlamento non lio ha mai visti. Ha visto il “linciaggio” delle monetine al Raphael di Roma. Gli occhi vedono ciò che vogliono vedere, sospirava Pirandello. Stefania non si è mai fatta domande, non si è posta dubbi. I buoni da una parte, i cattivi dall’altra. E chi sono i cattivi? Naturalmente, quelli che hanno provocato i guai al padre. Comunisti e amici dei comunisti.
Ogni volta che esterna, dalla sua bocca non escono parole, ma fiamme. Come se dovesse regalare il fuoco eterno al nemico. La sua missione è di farla pagare ai cattivi, sempre e comunque.
Stanarli, indicarli con il dito, segnalarli al pubblico ludibrio.In questa crociata ha trovato una spalla straordinaria, Silvio Berlusconi che l’ha aiutata a sopravvivere. Fra una condanna e l’altra, infatti, Stefano lavora, è stata una fortunata produttrice di spettacoli e film.
Almeno così dicono.
L’onorevole Stefania ha fatto il mestiere di produttrice riuscendo a cavarsela egregiamente nel mondo infido dello spettacolo. Ora pare che l’abbia abbandonato per dedicarsi alla memoria paterna a tempo pieno e all’atività politica. Non per niente ha scelto gli Esteri.
E’ qui che può riallacciare le relazioni paterne, particolarmente felici nel mondo arabo. Bobo esce di scena, almeno per ora. Altro destino, altra storia. Più pacato e più riflessivo. Quando parla ha la postura di Bettino, ma non le parole del padre.
Difficile ascoltarlo, più facile leggerlo come un fumetto. Parla come un libro stampato, dicevano i nostri nonni, quando qualcuno enfatizzava le parole, spidocchiandole invece che proporle.La tragedia è che, a causa della somiglianza fisica, corri il rischio di ricordare il padre.
Perciò bisogna evitare di chiudere gli occhi: riaprendoli, la delusione è cocente. I due Craxi sembrano la caricatura del padre. Il livore di Stefania e la modestia di Bobo non hanno niente a che fare con il dna paterno. Bettino avrà commesso mille errori, ma sapeva ciò che diceva e ciò che faceva. Acuto, spregiudicato, diretto, tenace, ma non livoroso. I figlioli non gli rendono giustizia.