Il presidente del Senato Renato Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti "delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona". E' quanto afferma una nota dell'ufficio stampa del Senato. "Sarà quella la sede in cui, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria - conclude la nota - nei riguardi del Presidente del Senato".
La decisione del presidente del Senato si riferisce alle affermazioni fatte sabato scorso dal giornalista Marco Travaglio ospite di Fabio Fazio nel programma "Che tempo che fa". Travaglio aveva ricordato che l'attuale presidente del Senato "ha avuto amicizie mafiose". Affermazione rispetto alla quale ha subito preso le distanze il conduttore Fabio Fazio. Domenica sera, poi, Fazio ha dato lettura di una nota del direttore generale della Rai con la quale si stigmatizzava il comportamento di Travaglio.
Sulla vicenda è scoppiata una polemica nel corso della quale si sono definiti due schieramenti: il Pdl, ma anche larga parte dell'opposizione in difesa del presidente del Senato e molto critici verso Travaglio. Dall'altra parte l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, Furio Colombo, il movimento di Libertà e Giustizia, in difesa del giornalista.
TRAVAGLIO: QUASI QUASI MEGLIO COSI' - "Paradossalmente" Marco Travaglio é sollevato alla notizia che il presidente del Senato, Renato Schifani, abbia dato mandato ai suoi legali di agire in giudizio contro le "affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona". "Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". "Dopo tre giorni di delirio che prescinde dai fatti", dice Travaglio, si potrà stabilite "se le cose che ho detto me le sono inventate, se se l'é inventate Lirio Abbate e tutti coloro che le conoscono. Se si arriverà a questa conclusione, vorrà dire che Schifani ha ragione. Se il presidente del Senato verrà interrogato, mi auguro però che dia spiegazione su quei fatti sui quali ho chiesto spiegazioni. Speriamo sia un giudice a inchiodarlo ai fatti". "Abituato alle denunce", il giornalista ricorda che è stato "assolto otto volte su otto per la partecipazione a Satyricon", il programma di Daniele Luttazzi, e che "sulla vicenda Raiot, la trasmissione di Sabina Guzzanti, i giudici hanno stabilito che non è stato diffamato nessuno. Il problema é che intanto Satyricon e Raiot sono stati chiusi e non sono ritornati in onda. Rimane però la piccola soddisfazione delle cause vinte. Se vuole aggiungersi alla lista - conclude Travaglio - si accomodi il presidente Schifani".
AGCOM VERSO SANZIONI - L'Autorità per le garanzie nelle tlc, secondo quanto si apprende, nella prossima riunione del Consiglio in programma mercoledì si appresta a prendere provvedimenti nei confronti della trasmissione di Fabio Fazio, 'Che tempo che fa', per le dichiarazioni rese da Marco Travaglio sul presidente del Senato Renato Schifani. I poteri dell'organismo di controllo vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo quanto si apprende, il provvedimento che verrà adottato.
All'ordine del giorno della riunione del Consiglio Agcom e' previsto infatti, in sede di delibera, il 'procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo e le determinazioni conseguenti'. L'Autorita' potra' dunque arrivare subito a una decisione, anche su Travaglio, in base agli elementi in suo possesso, oppure chiedere alla Rai ulteriore documentazione e controdeduzioni (come e' stato gia' fatto per Annozero).
Il dibattito, comunque, in seno all'organismo di garanzia e' serrato: a quanto si apprende da ambienti di via delle Muratte, gia' nei giorni scorsi, in occasione della discussione sull'apertura, decisa a maggioranza, dell'istruttoria su Annozero, si e' aperto un confronto sui limiti della competenza dell'Autorita' stessa nella valutazione delle linee editoriali delle trasmissioni televisive.
La libertà di comunicazione comporta anche dei doveri .E richiede delle qualità di equilibrio non comuni.
E la libertà non è un caos indistinto in cui ognuno può fare il cazzo del comodo e del capriccio suo.
Schifani ha fatto benissimo a queerelarsi . Non si può usare la Tv di Stato come una clava.
Dà già abbastanza fastidio che ,pur col denaro di tutti ,col canone ,sia una sorta di casta a circuito chiuso.
Per cui di Pippo Baudo sappiamo già ,praticamente ,che morirà sulle scene e che non se ne allontanerà un solo giorno prima. Infatti il centro-sinistra voleva candidarlo a Presidente della Sicilia.
Che poi si usi questa "eternizzazione" per vendere libri e sporcificare gli avversari politici è di una scorrettezza che non ha eguali in Europa. Speriamo che la Magistratura ci dia infine elementi certi di valutazione.
Ma che cessi lo spettegolare continuo dei giullari di Corte.
E' strano che le querele non siano scattate quando le stesse cose dette da Travaglio in TV erano state scritte da tempo nei "libri di denuncia" dello stesso Travaglio e di Lirio Abate.
E' proprio vero.........
... la tv fà paura ai pseudo-potentati.
SI, STRANO PAESE, RISPETTA LE PERSONE QUANDO SONO QUALCUNO E MAI QUANDO NON ERANO NESSUNO!