Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha ha letto la sua relazione all'assemblea nazionale di Alleanza nazionale definendola come "l'ultima da presidente" nella quale ha voluto comunque "ringraziare gli elettori che hanno creduto nel nostro progetto in tutti questi anni" e che hanno scommesso "sul popolo della liberta', molto piu' di altri dirigenti che ne hanno scoperto l'importanza solo dopo avere avuto la certezza di essere nelle liste o di essere destinati a ruoli di governo".
Fini ha voluto inviare un ideale omaggio alla memoria di personalita' come Pinuccio Tatarella o Marzio Tremaglia "che non hannopotuto gioiere con noi" nei giorni della vittoria elettorale e dell'elezione del leader alla presidenza della Camera. L'assemblea erastata aperta da Franco Servello che ha dedicato questa giornata alla memoria di Giorgio Almirante di cui quest'anno ricorrono i vent'anni dalla morte.
La vittoria del Pdl alle elezioni, l'affermazione di Alleanza nazionale nel dibattito politico con un ruolo centrale nonche' l'arrivare a ricoprire "la terza carica dello Stato da parte di una persona che e' espressione di una parte politicaben precisa" hanno costituito "l'ultimo atto di una strategia politica scaturita dall'intuizione di Fiuggi, e che era a fondamento del documento base di Alleanza nazionale" per cui "l'obbiettivo era di diventare sempre piu' centrali nel dibattito politico e far venire meno la condizione di minorita' politica della destra".
Si apre ora una fase delicata nella vita del partito, quella che precede la confluenza nel PDL. Attualmente, infatti, l'alleanza politica ha messo insieme tutto ed i confini dell'autonomia di AN non sono affatto chiari; le decisioni interne sono state rappresentate praticamente da Gianfranco Fini nel tavolo con Berlusconi. Ora la mano passa a La Russa, ma potrebbe trattarsi di un atto formale. E' chiaro che gli equilibri verranno mantenuti. La Russa deve traghettare il partito nel PDL e chiudere azienda per riaprire un altro capitolo, completamente diverso da quello in cui ha vissuto. Non si tratta di appendere al chiodo una storia, una tradizione, delle consuetudini, ma di evitare di trasformare la fase di passaggio uin una specie di 8 settembre, con le truppe spaesate e sparse un pò ovunque, alla ricerca di un ruolo e di una identità.
Il PDL nasce ad immagine e somiglianza del suo leader e fondatore, cioè Silvio Brlusconi, la cui indiscussa autorevolezza propone, per sé, regole che in AN verranno assorbite con difficoltà. Negli ultimi hanno della vita di AN, comunque, le regole interne nel partito si sono lentamente modificate e il ruolo del leader massimo è apparso sempre più forte fino a cancellare tutti gli altri. Sul piano della democrazia interna, o di ciò che resta (il problema non è solo della destra), cambia poco ma il trasloco porta gli uomini di AN in casa altrui. Comunque la si voglia dipingere la situazione, di questo si tratta. Il padrone di casa non è più Gianfranco Fini.
E' logico che questo preoccupi i quadri intermedi di partito, soprattutto i dirigenti politicizzati ed i militanti che mantengono forti motivazioni ideologiche e non sono sbarcati nella destra di Storace. Alla reggenza di Ignazio La Russa, vengono affidate responsabilità importanti. Nonostante i limiti, si guarda ad essa con trepidazione.
Proviamo a fare una breve cronologia degli eventi che hanno condotto AN al PDL.
Nel '96 le elezioni le vince il centrosinistra e Fini, con il centrodestra, torna all'opposizione. E' qui che prende corpo la battaglia del leader di An contro le correnti interne che si confrontano in uno stile che lo stesso Fini definisce "doroteo". La modernizzazione della destra, secondo l'idea di Fini, passa anche attraverso il superamento di vecchie logiche interne ai partiti. L'anno successivo, il 1997, vede un primo strappo, che poi portera' alla storica visita in Israele. Fini e' ospite in tv da Michele Santoro e rompe formalmente con Salo': "Il fascismo -dice- e' stato un regime totalitario e la condanna non puo' non estendersi allasua fine, la Repubblica sociale italiana. L'antifascismo e' stato importante per riportare nel nostro Paese i diritti conculcati. Le persecuzioni antiebraiche sono state un'infamia che condanniamo". Nel partito le critiche alla presa di posizione di Fini non mancano, ma lui tira dritto. Nel 2001 il presidente di An rende omaggio alle vittime della Risiera di San Sabba, unico campo di concentramento in Italia nella seconda guerra mondiale. E nel 2003, latappa, importantissima, del viaggio in Israele, con la condanna del fascismo "male assoluto". Sono passati undici anni da quando lo stessoFini diceva che Mussolini era stato "il piu' grande statista del secolo
Il giudizio di Fabrizio Cicchitto
"All'Assemblea nazionale di An Gianfranco Fini ha sviluppato un discorso di alto livello politico-culturale e ha anche proposto un percorso ragionevole per cio' che riguarda le tappe e le modalita' del confronto tra i gruppi dirigenti di Forza Italia, Alleanza nazionale e di altre formazioni politiche e del coinvolgimento di larghi settori della societa' civileper arivare alla costruzione del Pdl". Lo afferma Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo parlamentare alla Camera del Pdl.
"Quanto agli altri interventi pronunciati in quella sede va detto che la costruzione di un soggetto politico nuovo certamente mette in conto la rivendicazione da parte di ogni partito del proprio patrimonio originario, ma specialmente -sottolinea Cicchitto- la capacita' di superare uno stretto patriottismo di partito perche' una nuova formazione politica puo' nascere se va oltre la piattaforma originaria e se costruisce qualcosa di realmente innovativo".
"Del resto, proprio nel vivo della campagna elettorale, questa novita' trainata da Silvio Berlusconi, e' emersa in modo assai evidente e ha convinto molti elettori che hanno votato per la prima volta per noi. Non va fatta una fusione fredda, burocratica, con il bilancino, ma -conclude Cicchitto- una fusione a caldo che trascini almeno una parte di quel popolo che abbiamo visto nelle piazze".
Un ingegnere o un geometra che cambiassero continuamente materiali e geometria delle fondamenta d'un palazzo qualsiasi verrebbero semplicemente giudicati professionalmente inadeguati e sostituiti.
Questo "spostar le fondamenta" delegittima il mito della "bravura" di Fini e dei suoi colonnelli.
La destra politica italiana dal 1946 in poi aveva una sua storia politica lineare di assoluta dignità di cui non c'era nulla da rinnegare .Era stata "dentro" la democrazia rispettandone ed assimilandone regole e princìpi.
Non servivano raffiche di abiure .Non serviva all'Italia sciogliersi .Bisognava pretendere lo stesso trattamento risevato alla Lega :La formula delle alleanze era vincente (a più riprese) e chiara. E dava luogo ad un confronto regolato tra linee diverse. Non si diventa "la stessa cosa" con un colpo di bacchetta magica. A meno che qualcuno non decida di gettare a mare linearità e coerenza. E non si metta ,appunto ,a spostare i pilastri delle fondamenta. Solo trasformismo volgare.
E' il massimo. Adesso anche Alemanno dichiara al "Sunday Times" di "non essere fascista" e,soprattutto, di "non esserlo mai stato". O mente adesso o ,peggio ,ha mentito per anni ad intere levate generazionali di ragazzi di destra.
Provo malinconia . "Dice" che ha vinto a Roma. Ma CHI ha vinto a Roma ? Un Alemanno "vestito di nuovo". Un Alemanno diventato DI COLPO "liberal". Un Alemanno che s'è venduto gli amici di tutta Italia . Un Alemanno invaso dall'interno da un virus alieno come nei film di fantascienza .Un Alemanno in atteggiamento da Fantozzi invitato a casa del Duca-Conte.
Non è "modernità". E' un'abiura senza decoro. E' un cambio di casacca e d'anima inconsentibile ,immotivato ed imperdonabile. NUDO ALLA META. ...Sindaco di Roma...Si occuperà di Rom .Vigili Urbani e buche neòll'asfalto per 10 anni.
Come "Rivoluzione Italiana" non mi pare un granchè. Prima era "interessante" con la sua "destra sociale".
Ora è uno dei tanti . Assimilato ,inglobato ,digerito...ma gratificato. Se preferisce così.......
Onestamente penso che il paragone con Pietro Badoglio e Dino Grandi sia canonico ,di prammatica.
Anche in questo caso sì è mandato a dire ai "soldati"....che "la guerra continua".
E che non era in discssione la Fazione ,ma la Nazione.
E' stata una "girata di cannoni". Si sono cambiate le bandiere . Gli Stati Maggiori sono "stranieri" e tra gli ufficiali "il rapporto è di 3 a 1". Oggi "dice" che TRADIMENTO non si può dire più. "Dice" che è demodè ,che non è una categoria della politica moderna. Ed allora che cos'è ? UNA "RISTRUTTURAZIONE" ? Una compavendita ? Un franchising ? Una destrutturazione ? Un leasing ? A me pare un TRADIMENTO BELLO E BUONO (si fa per dire!).
Non "si scioglie" una storia collettiva. Non si "sciolgono" le speranze e magari le illusioni di tanti ragazzi. Non si butta via una storia di pensiero e di cultura IN QUESTO MODO SBRIGATIVO E SUFFICIENTE. Non siamo nel marketing. Fini è un mercante nel tempio. Ma tra i Farisei chi potrebbe mai impugnare la frusta ? Fini ha vinto per esclusione e per tanti abbandoni di campo. Ed in effetti An ,nel tempo ,era diventata davvero irriconoscibile. Nessuna prece.
Arrivò Gianfranco Fini
e finirono i missini ,
con linguaggio rutilante
archiviò pure Almirante.
Non sappiamo se Gianfranco
batterà di nuovo banco.
So soltanto che adesso
risultò soltanto un fesso .
con la Fiamma dentro un cesso.
Macchè .non succede niente : La Russa è poco più di un cappello sulla sedia.
Ilpartito è divenuto una "proprietà personale" in cui l'unica gara è quella di chi massaggia meglio e di più la schiena del Capo o...gli porta le bombole quando va a fare immersioni a Lampedusa.
Nel MSI "fascista" c'erano i Congressi ,c'erano correnti di pensiero , ci si confrontava ,ci si scontrava anche su importanti questioni di principio e di strategia. Da quando invece s'è fatta la svolta di Fiuggi ed An ufficialmente s'è "democratizzata",non solo s'è spento ogni autentico dialogo interno ,ma sono cessati anche i Congressi e proprio non si vota più . MA NESSUNO S'E' sognato di rimproverarlo a Fini o a tutta An per il semplice motivo che COSI' FAN TUTTI.
In questa democrazia i partiti sono divenuti principati e signorie monocratiche. E nessuno fiata .
Quindi chi mai dovrebbe ccontrastare il 25 Luglio e l'8 Settembre di Gianfranco Grandi ?