Il vetriolo di Sartori sui Ministri, siciliani compresi.

10 maggio 2008
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l professore Giovanni Sartori, politologo e editorialista, sta alla politica italiana come Gore Vidal, scrittore, sceneggiatore e giornalista americano, alla politica statunitense. Spargono entrambi vetriolo quando digitano sui tasti. L’editoriale del Corriere della Sera di sabato, 10 maggio, ne è una prova. Sartori affronta una questione spinosa: la competenza degli uomini che compongono l’esecutivo appena nominato. E giudica in modo impietoso i titolari di alcuni dicasteri, spostando il dibattito dall’alternativa affidabilità-autorevolezza, due qualità che inspiegabilmente non possono convivere, a quella della competenza-incompetenza.

Sartori cala sui nomi con la sua scimitarra e il sangue schizza ogni volta che cade una testa. Ma è un assassinio virtuale, perché né Vidal né Sartori sono mai riusciti a persuadere chi sta in alto a tenere conto dei loro giudizi, suggerimenti e decapitazioni.

A conclusione dell’editoriale pubblicato sul Corriere, Sartori fa l’elenco dei ministri “a qualificazione zero”:”Stefania Prestigiacomo, senza dubbio qualificata in bellezza ma non in ecologia, scrive Sartori. Ma nella pagina successiva dello stesso giornale, ci sono i risultati di un sondaggio a smentire Sartori.

La Ministra Prestigiacomo viene giudicata favorevolmente dagli italiani, anzi sta in testa ai loro favori. Pollice verso anche per altri Ministri – tra gli altri anche il siciliano Alfano - e “la leggiadra ma ignotissima Mariastella Gelmini (34 anni, coordinatrice regionale di FI in Lombardia).

“Sono pronto a scommettere, scrive Sartori, che se all'attuale squadra del governo Berlusconi venissero affidate Mediaset, Fiat, Eni, Luxottica e simili, in pochissimo tempo diventerebbero altrettante Alitalia”.

Il Cavaliere si vanta di essere un imprenditore. Perché non ci spiega, allora”, conclude il professore, “come mai applica all'azienda Italia criteri di reclutamento che certo non applicherebbe alle sue aziende?”.

Ma ne è proprio sicuro il Professore?Crede davvero che il Cavaliere non segua il suo istinto anche per le aziende di famiglia?

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Anonimo 11 maggio 2008   19:42

"Di tutti parlò mal fuorchè di Cristo ,scusandosi col dir "non lo conosco".

Fare a fettine gli altri in nome dell'Intelletto è un mestiere ingeneroso ed acido, tipico dei "vecchi saggi".

Lascerebbe presumere che Sartori ,candidato alle elezioni ,oscurerebbe chiunque altro con i suoi milioni di voti.

Ed il problema delle cosiddette "competenze" non sempre può applicarsi alla politica .Due esempi opposti :

Padoa Schioppa era senz'altro competente .Ma ,per il resto, avrebbe dovuto star zitto. Specie in Tv.

Sull'altro versante Alemanno non è mai stato Agricoltore. Ma come Ministro del settore è stato ottimo e dinamico.

In politica come nella vita non c'è solo la specializzazione ma anche la VERSATILITA' ,l'adattabilità ,la capacità di calarsi bene nel ruolo. Chi fa il Sindaco per la prima volta, che "esperienza" dovrebbe avere ? Il Sindaco di fatto diviene un tuttologo e vive in quanto sta in simbiosi con la sua squadra. Come accade anche nei Ministeri.

Anonimo 11 maggio 2008   01:49

E sì, caro Giovanni! Quello di circondarsi di "YES-MAN" è sempre stato un pallino degli imprenditori. Specialmente di quegli  imprenditori che hanno bruciato le tappe! Obbedire, e niente domande! A proposito, i sindacati, in Mediaset, ci sono? 

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