In arrivo il pacchetto Maroni sulla sicurezza. Giro di vite sull'immigrazione

10 maggio 2008
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Sicurezza, il governo accelera i tempi. E' in programma martedi' a Palazzo Chigi una riunione tecnica volta a predisporre un decreto legge interministeriale contenente misure di contrasto all'immigrazione clandestina e alla criminalita' diffusa, con pene piu' severe per i delitti che suscitano particolare allarme sociale come furti, stupri e rapine. In tema di immigrazione, nel provvedimento sara' sicuramente contemplata la previsione del reato di ingresso clandestino sul territorio nazionale, che verra' sanzionato con l'arresto.

Il dispositivo del 'pacchetto sicurezza' viene messo a punto in queste ore, con l'obiettivo di presentarlo al piu' presto in Consiglio dei ministri. Possibili anche norme volte a prolungare la permanenza dei clandestini nei centri di permanenza temporanea (in arrivo anche una direttiva europea sull'argomento), in un'ottica che non esclude la realizzazione di nuove strutture di accoglienza. Nuove regole anche per quanto riguarda i ricongiungimenti familiari, che subiranno una stretta.

Al Poggetto


Si sta poi discutendo se varare anche la previsione di una soglia di reddito per l'immigrato, con la dimostrazione di avere mezzi di sostentamento come condizione per la permanenza in Italia. Per arginare il piu' possibile il fenomeno degli sbarchi, previsto un ulteriore sforzo sul versante dei pattugliamenti marittimi, anche in acque internazionali. E' poi possibile che il provvedimento comprenda il ripristino dei permessi di soggiorno per brevi periodi.

 

Per quanto riguarda la sicurezza nelle citta', una delle ipotesi prevede la concessione di maggiori poteri ai sindaci sul territorio, misura gia' ipotizzata in passato ma mai concretizzatasi nella pratica. Nuove disposizioni punteranno poi a sottoporre a regolamento l'eventuale presenza dei campi rom a ridosso dei centri urbani. Novita' in arrivo anche per quanto riguarda i comunitari: per ragioni di sicurezza si puntera' a rinegoziare le norme sulla libera circolazione all'interno della Ue, con apposite limitazioni volte a razionalizzare la presenza e la permanenza di rom e gruppi senza un domicilio o un lavoro stabile.

Ulteriori controlli alle frontiere saranno effettuati in virtu' della esplicita previsione, contenuta nella convenzione europea sulla pubblica circolazione dei cittadini comunitari, che per ragioni di sicurezza o di ordine pubblico uno Stato membro possa vigilare le proprie frontiere. Il dispositivo messo a punto dal Viminale agisce quindi su due piani: oltre a riguardare l'immigrazione e la criminalita' extracomunitaria, punta anche a garantire adeguate misure di prevenzione dei crimini compiuti da cittadini comunitari.

 

"Siamo impegnati per preparare un 'pacchetto-sicurezza' da presentare al primo consiglio ministri", ha sottolineato il ministro dell'Interno Roberto Maroni in un'intervista a 'La Padania, confermando la volonta' dell'esecutivo Berlusconi di intervenire rapidamente in materia di sicurezza.

Nell'intervista Maroni non entra nel merito delle proposte anche se "non partiamo da zero, ci sono gia' le proposte avanzate da Pdl e Lega nella scorsa legislatura".Sul fronte dell'immigrazione, per Maroni "la Bossi-Fini resta una legge quadro indispensabile per garantire la sicurezza del nostro Paese. Andra' solo aggiornata salvaguardando i punti fondamentali. Sono convinto che la Bossi-Fini sia la via maestra. Nostro compito sara' di preparare una normativa efficace su tutti i fronti della sicurezza anche alla luce degli ultimi fenomeni legati all'immigrazione comunitaria".

Fonte: Adnkronos
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