9 marzo (mattina)
Ho scoperto di avere sbagliato pagina, la mia agenda mi fa brutti scherzi, ho scritto nei giorni sbagliati, ma che importanza ha? Scrivo per me, non per la storia…Anzi, meglio così. Non voglio che diventi una biografia.Tutto finito.
La moglie di Mastella ai domiciliari, Clemente che si dimette, Romano che lo difende, l’abbraccia. Dini recita la parte di Mastella, per via della moglie condannata,sempre che si lamenta. Sua moglia non ha avuto la custodia cautelare. E’ stata solo condannata, che sarebbe peggio, ma è meglio essere condannata e restare fuori che non essere condannata e ricevere le manette?
Ha usufruito dell’indulto la signora Dini, ma a lui non basta. L’ho detto tante volte a Walter, quello se ne va. Dini, dico. Perché non l’hanno fatto Ministro? L'alternativa quale sarebbe stata? Parlare con il giudice...Mai, nemmeno se mi mettono una pistola sulla testa.
Una volta che si è scelta una strada, quella di resistere, allora si deve andare fino in fondo.Lo fate Ministro e almeno mi dedico in pace a Turigliatto e a quel...lasciamo perdere. Per quasi due anni da sola, senza medici, infermieri ad assistere i senatori a vita. Li consegno così come mi sono stati dati, in buona salute. Ibomma l'età è quella che èèè, non potrebbero stare meglio.
Non vedevo l’ora che finisse. Bene o male, purché finisse. Scovare i senatori incerti, riportarli nell’ovile giorno dopo giorno, è stato sfibrante. Mi sono presa soddisfazioni, però…
Confesso che talvolta non capivo se Walter volesse…Lasciamo perdere, mi faccio prendere la mano dal nulla. Ho scoperto che Turigliatto si nascondeva nel retro del Gruppo parlamentare, l’altro – invece – Rossi, è uno sfacciato.
Mi passa accanto senza degnarmi di uno sguardo. Ho sentito Azelio, Scalfaro e la signora Montalcini.
Erano provati ma contenti.
Li capisco, credevano di non sopravvivere a questa legislatura. Una volta che è stata dimezzata non devono fare salti di gioia, però…
I compagni siciliani hanno intrattenuto a lungo Walter e Dario, l’ho saputo grazie al mio segretario.
Sono scappati dal loft, temendo che arrivassi. Quel…di Mascalucia ha avuto ancora una volta il numero di telefono. Il cretino gliel’ha dato perché stavolta ha creduto che fosse Massimo.
Ma dico, Massimo stappa le parole come se uscissero da una bottiglia di champagne…Il compagno di Mascalucia sputa sulla cornetta. Una cosa è stappare, un’altra sputare…
Che farà Rita? Avrà saputo che il mio partito vuole…Ha fatto un viaggio nelle principali città dell’isola. L’aveva organizzato da tempo. Sì, l’intenzione era di ricandidarsi. E devo essere io…
9 marzo (pomeriggio)
Dini tradisce, come fosse una novità! Mastella cerca alleati, ma non trova nessuno. Turigliatto è rimasto in un bagno al secondo piano di Palazzo Madama, nella stanza di quel misterioso funzionario, suo amico. Una intera notte. Ha atteso l’alba per non scoprire l’identità del funzionario, è tutto d’un pezzo quell’uomo. Ben gli stia…Fausto l’ha cercato senza trovarlo.
Aveva staccato il cellulare. Me lo sono trovato davanti con la barba lunga. Morando passeggiava nel transatlantico, sembrava un’anima persa. Fioroni mi ha mandato una mail, vuole i nomi dei siciliani che contano. Mah! Angelino? Sì, Angelino ma dove…Dario, invece, è introvabile. Mi sono rivolto ad Antonello a Palermo, perché cerchi Rita e la convinca a telefonarmi. Dovrei farlo io, ma non ne ho il coraggio. Sono cambiate tante cose. Walter mi ha parlato con il cuore in mano, la Sicilia ha bisogno di me, ha detto, e pareva che gli venisse da piangere. Aveva la faccia così seria che mi sono fatta una risata di cuore. Walter c’è rimasto male, poveretto. Ho giurato che non volevo sfotterlo, e lui niente…Così ho dovuto accontentarlo, altrimenti avrebbe pensato chissà che cosa. A lui ci tengo. Walter è un ragazzone…
Quel Crozza in tv mi mette di buon umore quando lo imita. Quel “ma anche” è perfetto. E’ davvero così Walter…
Sostiene tutto e il suo contrario. Mi ha detto che vincerò “ma anche” che posso perdere. Mi ha rivelato che Lombardo non avrà i voti di Miccichè ma potrebbe anche succedere che li ha lo stesso…9 marzo (sera)Ho spento tutti i telefoni, mi sono tappata in casa. Volevo riflettere….
Non ci sono riuscita, il compagno di Mascalucia era sotto casa, seduto sul gradino. Lo vedevo bene, ma la sua faccia no…Le spalle e basta. L’ho fatto salire. E’ un uomo anziano, ben vestito. Mai visto prima. Compagna, mi ha detto, devi candidarti. Sembrava uscito da un romanzo di Guareschi, assomigliava spiccicato all’onorevole Peppone dei film di Fernandel. I baffi, la faccia austera. Gino Cervi.
Ho riaperto la porta per farlo uscire quando ha ripetuto quell’invito..,.Non lo sopporto. Magari lo faccio ma non voglio sentirlo.E’ stata una buona mossa metterlo fuori, a questo punto ha confessato. Sono venuto per conto dei compagni di Catania e Palermo, ha detto. Non hanno il coraggio di dire a Rita di lasciare perdere, vogliono che sia tu….No, ho urlato. E lui: è peggio, compagna, il medico pietoso, sai…
Non è cosa sua, è stata lì…
Una brava persona, ma i suoi l’hanno blindata.
Così non ha nemmeno potuto raggiungere il podio…, insomma non la facevano parlare, solo comunicati stampa. Invece tu a Roma…S
ì, avrei voluto dire, a Romano fatto il medico della mutua per via della salute dei senatori a vita, altro che politica. Era appena andato via che mi squilla il telefono.
Ma come, mi chiedo, non ho spento? No, uno dei cellulari l’ho lasciato acceso. Chi era? Rita, proprio lei. Che facciamo dice? Ed io: non lo so. Mettiamoci d’accordo, dice.
Tu vai a fare il Presidente della Regione e io il Presidente dell’Assemblea…
D’accordo, mi è scappato, d’accordo. L’idea mi piaceva.Ho posato la cornetta del telefono, mi sono affacciata, Gino Cervi era ancora giù.
Stava parlando a telefono.
Ho chiamato Massimo per sapere che cosa ne pensasse della candidatura e lui ha gracchiato qualcosa come a dire: se Walter ti ci vuole là, come fai a dire no…Perché mai l’ho chiamato?
La serata si è conclusa peggio, Berlusconi ballava sulla sedia di Vespa, era gongolante, mentre quello dei sondaggi snocciolava numeri a suo favore e Vespa con la bacchetta a dirigere l’orchestra. Ho visto Vespa che se la rideva pure lui. E poi dicono che non sta dall’altra parte! Certo m’invita, non posso lamentarmi, è cerimonioso…
(I fatti raccontati sono del tutto privi di fondamento. Ogni riferimento alla realtà è puramente casuale)