"La lingua di Gheddafi è sempre stata lunga''. Umberto Bossi pranza con la moglie e i figli a Montecitorio e replica così alla posizione del leader libico, Muammar Gheddafi, che nega la sua collaborazione per il contrasto dell'immigrazione clandestina. "Sono loro che ci mandano i clandestini, perché per la Costituzione libica tutti gli africani hanno diritto ad avere la cittadinanza della Libia, ma non possono tenerli tutti e quindi - rimarca il leader della Lega - li caricano sulle barche e ce li mandano". Per il senatur "bisognerebbe rimandarli tutti indietro''.
"Avremo modo di lavorare e di tranquillizzare la situazione. Sono fiducioso", ha detto dal canto suo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, commentando le dichiarazioni del presidente libico.
Il ministro degli Esteri Franco Frattini definisce "un problema serio e giusto" quello posto dalla Libia sulla collaborazione nella lotta all'immigrazione clandestina. "Non è un'emergenza - ha sottolineato il titolare della Farnesina, parlando durante il ricevimento a Roma per i 60 anni della nascita di Israele - la Libia vuole cooperare con noi ed è giusto che l'Europa anzitutto e l'Italia lavorino" con Tripoli. Se la Libia "ha un problema al confine sud, che è aperto all'immigrazione clandestina, vogliamo che li si aiuti, è un problema serio e giusto", ha detto ancora Frattini assicurando che "il governo promuoverà una più forte collaborazione con l'Europa".
Certamente, ha sottolineato ancora il ministro, "è un problema reale, ci impegneremo perché sia a livello bilaterale sia a livello europeo ci sia un incoraggiamento a collaborare". Quanto alle polemiche sulla presenza di Roberto Calderoli nel governo, Frattini ha ribadito: "Il presidente del Consiglio ha il diritto e il dovere di scegliere i suoi ministri, questo è un principio fondamentale della democrazia".