''Il nostro giudizio sul nuovo esecutivo non e' legato alle persone che lo compongono, ma ai fatti concreti che realizzera' per ridare slancio e vigore al sistema imprenditoriale e per porre le opportune condizioni di una crescita sia di carattere istituzionale, con adeguate riforme, che economica e sociale. E questo lo faremo con grande senso di responsabilita' e
fornendo costantemente il nostro contributo. Al neo-ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, inviamo
le piu' vive congratulazioni per la sua nomina e fin da adesso ribadiamo la nostra piu' convinta e fattiva collaborazione per uno sviluppo
equilibrato e duraturo dell'agricoltura italiana che oggi vive una fase di grande difficolta' e con i redditi dei produttori in preoccupante calo''. E' quanto afferma in una nota il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla nascita del quarto governo Berlusconi.
''Al neo-ministro, al quale confermiamo stima e auguriamo un proficuo lavoro per il bene dei nostri imprenditori agricoli, e in generale al nuovo governo, poniamo -aggiunge il presidente della Cia- tre precise priorita': una rinnovata politica agraria, la Conferenza
nazionale sull'agricoltura, la programmazione degli interventi e la concertazione. C'e', infatti, l'esigenza di un'azione vigorosa che permetta al sistema imprenditoriale, e soprattutto a quello agricolo, di avviare subito una nuova fase di sviluppo. In quest'ottica,
insomma, l'agricoltura deve avere un'attenzione particolare e realmente costruttiva''.
Politi ricorda il documento predisposto dalla Cia per la nuova legislatura nel quale viene delineato ''un nuovo progetto per lo sviluppo dell'agricoltura, per accrescere le capacita' concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e difendere il 'made in Italy' alimentare. Un progetto che si puo' sintetizzare nelle tre parole 'impresa, internazionalizzazione, interprofessione' e che si articola su fondamentali esigenze: sostenere la ricerca e l'innovazione; promuovere il capitale umano ed il ricambio generazionale; accrescere le capacita' concorrenziali delle imprese e delle filiere agroalimentari; promuovere la semplificazione e l'efficienza della macchina amministrativa, con un taglio netto alla burocrazia e ai suoi pesanti oneri; sostenere la proiezione internazionale del nostro sistema agroalimentare di qualita', difenderlo dalle contraffazioni e dall'uso improprio dei marchi e delle denominazioni'