Gianni Letta e' il 'consigliere' per eccellenza di Silvio Berlusconi, il suo fedelissimo e ascoltatissimo collaboratore, il piu' prezioso secondo quanto affermato dallo stesso premier, che nei giorni scorsi lo ha definito "infungibile".
Tanto che questa volta sembrava destinato non al tradizionale ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio ma a quello di vicepremier, incarico su cui pero' ci sarebbe stato il no della Lega. Da meta' degli anni Ottanta di fatto Letta e' stato l''ambasciatore' del Cavaliere nei Palazzi romani, la sua guida, il suo 'presentatore'.
Giornalista di lungo corso, Letta e' persona stimatissima, che insieme alla sostanza tiene molto anche alla forma. P
er i suoi modi sempre ''educati, pacati e gentili'' (secondo una ritrattistica ricorrente sul personaggio) si e' guadagnato anche il soprannome affettuoso di 'gran ciambellano'. Uomo dalla natura conciliante quanto riservata, nei rapporti con Berlusconi ha sempre avuto un ruolo di mediazione, che lui ha svolto anche con la riconoscenza da parte degli oppositori politici.
Non e' un caso quindiche agli impegni piu' delicati Berlusconi si veda quasi sempre accompagnato da Letta, divenuto recentemente anche Gentiluomo della famiglia pontificia, ossia addetto all'accoglimento e all'accompagnamento degli ospiti del Pontefice. Nato ad Avezzano (L'Aquila) il 15 aprile 1935, sposato, laureatoin giurisprudenza, dopo gli studi comincio' l'apprendistato professionale nello studio legale del padre avvocato.
Fu quasi per caso che nel 1959 entro' al quotidiano ''Il Tempo'', dove poi ha percorso tutta la carriera giornalistica, da segretario di redazione fino a diventarne direttore per volere del fondatore della testata, Renato Angiolillo.
Dopo quella di Angiolillo, suo maestro di vita e di giornalismo, la direzione di Letta (1973-87) e' stata la piu' lunga nella storia del quotidiano romano: sotto la sua guida ''Il Tempo'' haconosciuto il periodo di massima espansione e anche di autorevolezza, ospitando nelle sue pagine le migliori firme della cultura liberale, cattolica e della destra tradizionale. Per un paio di anni e' stato anche amministratore delegato della Societa' Editrice Romana, che editava il giornale. Nel campo giornalistico ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il premio ''Ernest Hemingway''.
Dopo aver lasciato ''Il Tempo'', Silvio Berlusconilo chiamo', per la grande esperienza accumulata nel campo dell'informazione, a svolgere ruoli di vertice nella Fininvest e al tempo stesso gli affido' l'incarico di 'ambasciatore' del suo gruppo aRoma, guidandone l'ufficio di rappresentanza. Tra il 1985 e il 1989 su Canale 5 ha curato il programma di approfondimento informativo 'Italiadomanda'.
Tra il 1991 e il '94 ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Mondadori e di altre societa' controllate da Berlusconi.
Quando il Cavaliere divenne presidente del Consiglio, lo chiamo'a Palazzo Chigi, riportandolo in quella piazza Colonna dove ha sede anche 'Il Tempo' e affidandogli l' incarico di sottosegretario alla Presidenza.
Ruolo ricoperto anche nelle successive esperienze di governo dell'attuale premier, con la titolarita' della delega sui Servizi segreti, chiamato a gestire, tra l'altro, le delicate vicende dei rapimenti di italiani in Iraq e Afghanistan. La sua capacita' di mediazione e' rivelata anche da una definizione che le cronache hanno dato a un incontro politico del giugno 1997 quando in Parlamento era al lavoro la Commissione Bicamerale per le riforme.
''Patto della crostata o di casa Letta'' e'cosi' definita un'intesa nata sulla terrazza romana dell'abitazione diGianni Letta, al termine di una cena con crostata cucinata dalla signora Maddalena: i leader di Polo e Ulivo si misero d'accordo per cambiare la legge elettorale introducendo il doppio turno di coalizione