Nel governo Goria (1987) una sola donna ministro: e' Rosa Russo Iervolino, alla guida del Dicastero degli Affari sociali, stesso incarico che avra' nel successivo governo guidato da Ciriaco De Mita nel 1988, il primo ad annoverare tra le sue file due ministre: oltre a Iervolino anche Vincenza Bono Parrino ai Beni culturali. Cinque le donne sottosegretario: Suni Agnelli, Mariapia Garavaglia, Elena Marinucci, Annamaria Nucci, Anna Gabriella Beccatelli.
Nel sesto governo Andreotti Iervolino
conserva la carica di ministro agli Affari sociali, ma nel 1991 prende l'interim al Lavoro in sostituzione di Carlo Donat Cattin, scomparso nel marzo dello stesso anno.L'attuale sindaco di Napoli e' ministro anche nel settimogoverno Andreotti (1991), ancora agli Affari sociali e nel primo governo Amato (1992), questa volta alla guida della Pubblica istruzione. Accanto a lei, nella compagine governativa, Margherita Boniver che e' ministro per gli Italiani all'estero e l'immigrazione con Andreotti, e ministro del Turismo con Amato. E' con l'esecutivo guidato da Carlo Azeglio Ciampi (1993) che per la prima volta a palazzo Chigi entrano tre donne: Fernanda Contri alla guida degli Affari sociali, ancora Rosa Russo Iervolino come ministro della Pubblica istruzione e Mariapia Garavaglia come ministrodella Sanita'.
Le donne so - Il primo governo Berlusconi, nel 1994, propone un solo ministro donna: Adriana Poli Bortone alle Risorse agricole. Una sola ministra anche nel governo Dini (1995): e' Susanna Agnelli, alla guida della Farnesina. Le ministre diventano tre nel primo governo di Romano Prodi, nel 1996: Anna Finocchiaro alle Pari opportunita', LiviaTurco alla Solidarieta' sociale e Rosy Bindi alla Sanita'.
Aumenta il numero di donne sottosegretario: diventano dieci. Anche questo e' un record per il nostro Paese. Il balzo in avanti, storico per certi versi, si compie con il primo governo D'Alema, nel 1998. Raddoppia il numero di ministri donne. Sono in sei: Katia Bellillo agli Affari regionali, Laura Balbo alle Pari opportunita', Livia Turco alla Solidarieta' sociale, Rosy Bindi alla Sanita', Giovanna Melandri ai Beni culturali, Rosa Russo Iervolino all'Interno. Ed e' la prima volta che un incarico di tale importanza come il Viminale viene affidato ad una donna, seppure con una lunga esperienza politica e di governo.
Nove i sottosegretari donna. Ancora 6 le ministre nel secondo esecutivo D'Alema (1999): KatiaBellillo agli Affari regionali, Patrizia Toia alle Politiche comunitarie, Laura Balbo alle Pari opportunita', Livia Turco alla Solidarieta' sociale, Rosy Bindi alla Sanita', Giovanna Melandri ai Beni culturali. Il numero delle donne sottosegretario torna a dieci.ttosegretario sono cinque.
Con il secondo governo Amato, nel 2000, il numero delle donne ministro scende da 6 a 4: Katia Bellillo alle Pari opportunita', Patrizia Toia ai rapporti con il Parlamento, Livia Turcoalla Solidarieta' sociale, Giovanna Melandri ai Beni culturali. Un numero che si dimezza nel 2001 con il secondo governo Berlusconi, dovele donne ministro sono solo due: Stefania Prestigiacomo alle Pari opportunita' e Letizia Moratti all'Istruzione. Otto le donne sottosegretario. Nel terzo governo guidato da Berluscon, nel 2005, le ministre restano le stesse, cosi' come i sottosegretari donna. Il numero di donne ministro torna a salire, toccando nuovamente quota 6, con il secondo governo Prodi, nel 2006.
Sono Linda Lanzillotta agli Affari regionali, Barbara Pollastrini alle Pari opportunita', Giovanna Melandri alle Politiche giovanili e attivita' sportive, Rosy Bindi alle Politiche per la famiglia, Emma Bonino alle Politiche comunitarie e al Commercio internazionale, Livia Turco alla salute. Sale a undici il numero delle donne sottosegretario e due sonole donne vice ministro: Patrizia Sentinelli agli Esteri e Mariangela Bastico all'Istruzione.
Non vedo un problema di quantità ,di "quote" para-obbligatorie per la composizione d'un Governo.
Vedo un problema (specie in questo momento) di QUALITA' indispensabile per il duro lavoro che c'è in attesa.
Queste quattro donne intanto si presentano con le carte in regola dell'intelligenza ,della preparazione e della volontà di impegnarsi integralmente .
Ma sia chiaro nessuno può essere "intoccabile" solo per il "genere". Le valuteremo ,come si dice ,sul campo.
Certo con l'augurio che sempre più donne si interessino davvero alla Politica . Anche partendo dal buon esempio di queste quattro "apripista".