6 marzo 2008
Come riesca a trovare il tempo per scrivere non lo so proprio, il filtro qualche volta funziona, ma devo rincorrere tutti. Io problema non è evitare di essere raggiunti, ma di raggiungere gli altri.
Se non mio faccio trovare, non trovo nessuno. Ieri mi è sfuggito Turigliatto, non ha il coraggio di guardarmi in faccia e si rifugia nei luoghi meno frequentati di Palazzo Madama per non incontrarmi.
Se ne sta negli spogliatoi a parlare con le sarte del Palazzo con la scusa che deve occuparsi del loro trattamento…Rossi, invece, fa lo sfacciato, appena mi vede, alza le sopracciglia, gira i tacchi e se ne va.
Ha sempre qualcosa da fare subito. Non mi lascia il tempo di fiatare. Mi sono rivolta a Fausto: è disperato in privato, ma in pubblico tiene botta…
Ha stile quell’uomo, ha assunto le sembianze del Presidente della Camera.
Assomiglia a Pierferdinando; certo Pier è un’altra cosa, esteticamente parlando, ma Fausto è raffinato. Bordon mi ha appena promesso che voterà a favore ma Dini è introvabile. Non basta, perciò. Non ricordo a favore di che cosa oggi si deve votare, d’altra parte, come si fa? La memoria devo impegnarla per seguire i movimenti delle truppe.
Truppe?
Si fa per dire, un esercito di Francischiello, semmai. Dini mi ha raccontato che sua moglie subisce un processo ingiusto. Ho dovuto fingere solidarietà. Me lo ha detto perché sono un magistrato oppure perché vuole essere aiutato?
E come potrei aiutarlo?
Dalla faccia pareva che mi rimproverasse. Ma noi che c’entriamo? Lui mi guarda come se dicesse: c’entrate, c’entrate. Romano è al corrente e la mattina quando va a messa accende un cero in più…Spera che non condannino la signora Dini.
E’ preoccupato, ha ragione di esserlo.
Magari Dini pensa che vogliamo tenerlo sotto pressione con le toghe rosse, sospetta Romano. Sapesse! Quelli ci mettono con le spalle al muro, ci creano problemi ogni giorno; invece, ci viene addebitato di tenerli come mezzi…di persuasione. Forse, esagero con i sospetti: il fatto è che Dini con quella faccia di incazzato cronico non è facile da capire. Mi hanno appena fatto avere il bollettino medico dei senatori a vita…Azelio non sta benissimo, ma si alza dal letto.
La Montalcini sta facendo una flebo, Andreotti è sveglio come sempre alle 6 del mattino ma non se la sente di venire, Scalfaro è a messa, non sa se riesce a farcela…Rincorro tutti…Ah, dimenticavo, il compagno di Mascalucia è riuscito ad aprirsi un varco e mi ha raggiunto telefonicamente, fingendo di essere Renato Schifani.
Ma come fa quel cretino a non capire la differenza fra il dialetto catanese e palermitano?
Certo, è di Grosseto, ma l’avrà sentiti quelli, come si chiamano, Ficarra e Picone, almeno una volta…I compagno catanese dice che in Sicilia si è alzata la temperatura grazie a me. Pensano di vincere. Stupidaggini. Una tattica.
Totò Cuffaro sarebbe in difficoltà con il processo e Gianfranco Micciché si è messo in testa di candidarsi alla Presidenza della Regione. Non lo vuole nessuno, ma lui non demorde. Potrebbero presentare due liste ed allora…Ma che faccio, ci ragiono pure?
Assurdo. In Sicilia quelli non mi vedranno…
8 marzo 2008
Turigliatto deve essersi nascosto, ho provato nello spogliatoio di Palazzo Madama, era il suo rifugio, non riesco a trovarlo. Hanno visto Caruso aggirarsi nel Palazzo, quando c’è lui Turigliatto diventa un fantasma. Ho avuto una soffiata, si infratta nell’ufficio di un funzionario, ma non sanno chi è questo funzionario. In realtà non vogliono dirmelo, dicono che Turigliatto è vendicativo.
Temono che sollevi la questione degli stipendi alti… I compagni siciliani hanno aperto una breccia, il filtro telefonico non funziona più. Cambio una scheda al giorno e loro trovano il numero. Sono implacabili. Palermo ribolle, ma per che cosa ho domandato? Non lo sa nessuno. Ho cercato Angelo, ad Agrigento bocche cucite. O a mare o si fa una partitina e non vuole essere disturbato. Angelo campa cent’anni, forse di più…Il Presidente dell’Antimafia è convinto che Cuffaro verrà condannato, mi incoraggia anche lui, è una congiura.
Sulla rottura fra Miccichè e l’Udc manifesta perplessità. Troveranno l’accordo, pensa. Perché? Raffaele Lombardo è il delfino di Cuffaro. Francesco si occupa delle norme di autodisciplina dei partiti. Pare crederci. Mi ha rimproverato di non essere informata sulle cose siciliane.
Nemmeno lui, allora, capisce che cosa sto passando. Il fatto è che la fortuna finora ci ha aiutato. Dicono che sono molto brava, può darsi, ma non al punto di tenermi lontana dalla SiciliaHo avuto un altro incubo. Ero sul palco a fare un comizio a Modica, la mia città, e non c’era nessuno…
Con me sul palco un sacco di gente, ma sotto quattro compagni con la bandiera tricolore. E la troupe della Rai che riprendeva soltanto il palco per evitare che si sapesse…Ed io gridavo, ma dove sono le bandiere rosse? Dario Franceschini, corrucciato, ha cercato di scendere dal palco ma è stato trattenuto (quando mai, lui…).
Devo avere fatto una cativa digestione. O meglio, non ho ancora digerito questo PD.
Il Pd non ha bandiere rosse, è vero, ma ancora non mi ci sono abituata. In verità io non sono cresciuta con bandiere rosse, ma quando ci sono mi sento confortata, lo comfesso.
Ora invece, devo stare attento. Rosy non fa che ripetermi che il nuovo partito è un’altra storia, perché loro non vogliono morire socialisti. E chi ci vuole morire socialista? Bordon sta per far nascere un nuovo partito, il mio segretario tiene il conto: siamo a 36, nel centrosinistra sono più di venti.
Dini fonda un partito la settimana, meno male che poi li chiude, altrimenti…La moglie è stata condannata, ma l’indulto la salva. Temo il peggio, comunque, ne ha fatto una questione d’onore. Pare che si sia visto con emissari del Cavaliere. Mastella è diventato un problema, con la questione del referendum non si può controllare più.
E’ convinto che gli stiamo scavando a fossa, che siamo d’accordo con Forza Italia per farlo scomparire, mi ha fatto sapere che venderà cara la pelle. Muoia Sansone con tutti i filistei.
Anche lui ha qualche problema con la giustizia, c’è un magistrato che ce l’avrebbe con lui…Invece che rabbbonirlo, qualcuno lo fa preoccupare. Chi? Antonio Di Pietro, naturalmente.
Gli fa sapere attraverso i giornali che non deve sottrarsi al suo giudice…Fausto mi avverte che scenderanno in piazza contro i provvedimenti del governo, che non ne possono fare a meno. In consiglio dei ministri sono minoranza, devono fare sapere di essere all’opposizione. Di chi? mi domando. Del governo, risponde Fausto. Ma come, state nel governo e siete opposizione del governo?
Lui spiega: opposizione interna. La solita storia: partito di lotta e di governo. Anche i socialisti fecero la stessa cosa, gli ho ricordato. Ho un brutto presentimento. La mia candidatura in Sicilia è diventatata l’unico svago della giornata.
Quando sento il compagno di Mascalucia che dice stupidaggini mi passano le paturnie. Mi disintossico. Ovviamente, non lo incoraggio. Non mi candiderò, ci mancherebbe altro! Però, ecco, devo confessare che la battuta di Walter mi ha fatto pensare. Parlavamo di Mastella e lui: meglio la Sicilia, ha detto sorridendo.
Che voleva farmi dirmi?
Walter qualche volta è una sfinge.
Ma è un amico, devo fare attenzione ai suoi suggerimenti.
Era un suggerimento quel vago cenno alla Sicilia? Cercherò di capire.
(Il diario non stato scritto dalla senatrice Finocchiaro ma da uno squallido mistificatore. Ogni riferimento con la realtà è del tutto casuale, anzi: impossibile)