Schifani inaugura le consultazioni di Napolitano

06 maggio 2008
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E' durato poco più di mezz'ora l'incontro al Quirinale tra il presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi e il capo dello Stato Giorgio Napolitano, questa mattina. Ad accompagnare il Cavaliere Gianni Letta. Intorno alle 13.40 il leader del Pdl è rientrato a Palazzo Grazioli.

Alle 16 hanno preso il via le consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione del nuovo governo che, stando a quanto emerso nella capigruppo di Montecitorio, dovrebbe presentarsi lunedì alla Camera mentre martedì l'Aula voterebbe la fiducia.

Come da calendario, il primo a salire al Colle è stato il presidente del Senato Renato Schifani (nella foto). Poi il turno del presidente della Camera Gianfranco Fini.

Al Poggetto


Quindi, il capo dello Stato ha iniziato le consultazioni con i rappresentanti dei gruppi parlamentari, colloqui che proseguiranno anche nella giornata di domani.

Intanto prosegue il toto-ministri. Alla Lega andrebbero quattro ministeri. Roberto Calderoli arriva a Montecitorio per comunicare a Umberto Bossi l'esito delle 'trattative' con il premier in pectore Silvio Berlusconi. I ministri della Lega saranno due con portafoglio (Roberto Maroni e Luca Zaia, rispettivamente all'Interno e all'Agricoltura) e due senza, Calderoli e Umberto Bossi.

Il senatur, annuncia il coordinatore delle segreterie della Lega, si occuperà di ''federalismo e autonomia'', mentre per Calderoli ''è stato elaborato un nuovo ministero'', una ''cosa buona attesa da tutti gli italiani''. Calderoli di più non aggiunge, precisando che ''spetta a Berlusconi presentare questa nuova figura''. Anche se, di fronte alle insistenze dei cronisti, ammette: ''Un ministero per la semplificazione? Fuochino... non sulla macchina dello Stato, ma sulla legislazione''.

La soluzione è stato raggiunta dopo una lunga trattativa costellata dalle polemiche legate alle prese di posizione libiche. Il Cavaliere, riferiscono fonti di FI, sta mettendo a punto un ministero per le riforme e la delegificazione che risolverebbe le fibrillazioni di queste ore con il Carroccio. Ma si tratterebbe ancora di un ipotesi allo studio.

Continua poi la trattativa sul Welfare. Il leader del Pdl sarebbe determinato a tenere per Forza Italia il dicastero dello Stato sociale (in pole ci sono Stefania Prestigiacomo e Maurizio Sacconi) e quello della Giustizia. Per la carica di Guardasigilli il più papabile resta Angelino Alfano, ma il nodo è ancora da sciogliere.

Confermato Roberto Castelli viceministro alle Infrastrutture.

Il senatur aveva in precedenza ipotizzato un'altra soluzione con una staffetta al ministero delle Riforme tra lui e Calderoli, come avvenne nei precedenti governi Berlusconi. Ministro "lo diventerà - aveva affermato il 'senatur' - quando mi sposterò dalle Riforme. Prima lo instrado, come l'altra volta". Poi però ha precisato: ''Non faccio la guerra per un posto". Berlusconi potrebbe chiedere a Calderoli un passo indietro dopo le prese di posizione libiche dei giorni scorsi? "Cos'è la Libia?", ha tagliato corto Bossi.

Fonte: Ansa
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