Due ministri con portafoglio, due senza portafoglio. Piu' un viceministro con delega pesante. Ruota intorno a questa formula l'accorto raggiunto nella notte a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi e la Lega. Confermate le caselle dell'Interno e delle Politiche agricole per Roberto Maroni e Luca Zaia, sono in arrivo due novita': un dicastero per la semplificazione legislativa da assegnare a Roberto Calderoli e uno per il federalismo ritagliato su misura per Umberto Bossi.
La quadra e' stato raggiunta dopo una lunga trattativa costellata da polemiche legate alla presenza di Calderoli nella squadra di governo per il caso delle vignette satiriche contro l'Islam.
Il Cavaliere, riferiscono fonti di Fi, sta mettendo a punto un ministero per le riforme e la delegificazione che risolverebbe le fibrillazioni di queste ore con il Carroccio. Ma si tratterebbe ancora di un ipotesi allo studio. Il nuovo dicastero e' stato al centro di un colloquio, questo pomeriggio a Montecitorio, tra il senatur e lo stesso Calderoli.
Intanto continua la trattativa sul Welfare. Il leader del Pdl sarebbe determinato a tenere per Forza Italia il dicastero dello Stato sociale (in pole ci sono Stefania Prestigiacomo e Maurizio Sacconi), e quello della Giustizia. Per la carica di Guardasigilli il piu' papabile resta Angelino Alfano, ma il nodo e' ancora da sciogliere. Non a caso, oggi Berlusconi e' salito al Quirinale per un colloquio con il capo dello Stato prima delle consultazioni del presidente della Repubblica per la formazione del nuovo esecutivo.